Due parole su Halloween

È mia ferma convinzione che uno degli elementi più caratteristici del caos che viviamo sia rappresentato dagli strani compagni di letto che ci scegliamo.

No, non intendo quelli.

Voglio dire cose come queste: gente di sinistra che vota Oscar Giannino. O voleva votarlo, prima della famosa storia della laurea.

Non c’è niente di male a votare Giannino, naturalmente. Ma di base la sua è palesemente una ideologia liberale, anche piuttosto estrema. Il fatto che sostenesse idee a suo tempo tipiche della sinistra, come la meritocrazia, non è sufficiente: perché “meritocrazia” ed “efficienza” sono termini generici, e puoi stare sicuro che quando Giannino li avesse declinati a partire dalla sua visione ideologica avrebbe messo giù cose che a quei suoi elettori non sarebbero piaciute: la riduzione dello stato sociale, per esempio.

Vale per molte altre cose: vale per le masse popolari che hanno votato Berlusconi, pensando che avrebbe risolto i loro problemi. Figuriamoci. O come la fascinazione di certe ragazze per il bastardo di turno: «Mi ha fatto soffrire», dice. Benedetta figlia, se cambiava fidanzata come le camicie e tu volevi costruire un nido, cosa ti aspettavi? Come quelli che non si rendono conto che più panna c’è sulla torta e più è probabile che serva a camuffare una fattura mediocre.

Insomma: vale in tutte quelle situazioni in cui non ti rendi conto che fra te e la persona che scegli c’è un conflitto di interessi di fondo, per tutti quei casi in cui la convergenza apparente è basata su un elemento accessorio (come la visione di buon governo di Giannino) rispetto al fatto che si è lanciati su due rotte divergenti, senza possibilità di ripensamento.

Cosa c’entra con Halloween?

Non sembra, ma c’entra. O meglio, c’entra con la polemica che in ambito cattolico va montando contro Halloween.

Ma andiamo con ordine: prima di tutto andrà detto che forse anche la ricostruzione ufficiale andrebbe magari un tantino presa con le pinze.

La quale ricostruzione ufficiale, che per dire trovate anche su Wikipedia, più o meno va così: che anticamente il periodo di fine ottobre-inizio novembre corrispondeva alla festa celtica di Samhain. Successivamente i monaci irlandesi vi sovrapposero le grandi feste di Ognissanti e dei Defunti, ma l’antica festa celtica sopravvisse nella religiosità popolare. Dall’Irlanda migrò quindi negli Stati Uniti, dove assunse la forma odierna e da dove, grazie a un ben noto meccanismo consumistico, è diventata una festa globale.

Curiosamente nella pubblicistica cattolica degli ultimi tempi è la prima parte del mito, quella riguardante la derivazione celtica, che ha più peso ed è accolta con maggiore acriticità. Eppure deve la sua origine a un pensiero essenzialmente antireligioso come quello di Frazer, o dei suoi vari interpreti, con la sua idea meccanica della derivazione della religione cristiana da culti più primitivi. Strani compagni di letto, davvero.

Eppure, a parte la sovrapposizione di data, il nesso fra l’antica festività celtica, e in generale simili festività pagane, e la festa cristiana è debole. Non sono del tutto simili i contenuti e oltretutto riti simili si svolgono in Europa in altri momenti dell’anno o in aree che certamente non sono state celtiche, come in Sardegna.

Ok, se state per dirmi che in realtà la Sardegna era la patria di origine dei celti o cose del genere leggete qui.

Quindi, ecco, prima di montare una polemica contro Halloween forse sarebbe il caso di pensarci un attimo.

Cattolici contro il consumismo

Intendiamoci: porsi il problema del progressivo svuotamento di significato di festività cristiane un tempo anche molto sentite, come quella dei Defunti, è necessario. Porre il problema in termini di senso anche alla comunità civile va molto bene.

Tanto più quando questo svuotamento corrisponde essenzialmente a una mercificazione: è più evidente forse per Natale (ai tempi di ultimotriennio ci avevamo scritto parecchio, intorno a Natale del 2011) ma vale per tutte le altre feste del genere, comprese mamme, papà e San Valentini. Se la Chiesa è per il progresso umano questi fenomeni devono essere combattuti.

Citiamo ad esempio il Compendio della dottrina sociale della Chiesa (al numero 360):

Il fenomeno del consumismo mantiene un persistente orientamento verso l’«avere» anziché verso l’«essere». Esso impedisce di «distinguere correttamente le forme nuove e più elevate di soddisfacimento dei bisogni umani dai nuovi bisogni indotti, che ostacolano la formazione di una matura personalità». Per contrastare questo fenomeno è necessario adoperarsi per costruire «stili di vita, nei quali la ricerca del vero, del bello e del buono e la comunione con gli altri uomini per una crescita comune siano gli elementi che determinano le scelte dei consumi, dei risparmi e degli investimenti». È innegabile che le influenze del contesto sociale sugli stili di vita sono notevoli: per questo la sfida culturale, che oggi il consumismo pone, deve essere affrontata con maggiore incisività, soprattutto se si considerano le generazioni future, le quali rischiano di dover vivere in un ambiente naturale saccheggiato a causa di un consumo eccessivo e disordinato.

Il compendio parla di “maggiore incisività”. Eppure l’emozionalità riversata su Halloween è maggiore di quella che fa agitare i cristiani rispetto alla volgarizzazione del Natale, o di temi che dovrebbero essere considerati preminenti come la famiglia o la sessualità – invece negli asili della suore non pare essere un problema festeggiare – e tradire – le mamme o i papà.

Questo articolo quindi potrebbe avere una prima conclusione, più o meno così: se proprio volete combattere Halloween, benissimo; ma facciamolo per i motivi giusti, perché è una festa consumistica, mercificante…

Ah, certo, e rimarrebbe tutto il tema del combattere, naturalmente. Che non è proprio la mia visione di cristianesimo. Però si potrebbe comunque ragionare sul gestire un confronto sul piano culturale.

Ma il tema principale di questo articolo non è questo. Non è su combattere il consumismo.

È sul chiedersi: perché tanta emozione su Halloween? E perché penso che dietro ci sia ancora una volta uno strano compagno di letto?

Stregoneria! No: telepredicatori

Ma è ovvio: Halloween preoccupa perché è pagano. Si fa cioè propria, in ambito cristiano, una lettura che come ho detto è in origine esattamente anti-cristiana.

C’è però qualcosa in più che quest’anno, rispetto anche al recente passato, è più evidente: è la pretesa che Halloween desti preoccupazione non perché in origine pagana, ma attualmente pagana. Mai come quest’anno ho visto girare storie fantastiche di riti satanici che si svolgerebbero stanotte, testimonianze tipo: «Molti miei alunni hanno iniziato con l’andare in giro per Halloween e sono finiti nei Bambini di Satana» eccetera eccetera. Non vi posto i link perché c’è un limite alla spazzatura e mi rifiuto di fornire visitatori a siti poco accettabili, però fidatevi: è così.

Naturalmente, la realtà è narrativa e segue l’immaginazione: forse fra dieci anni si faranno davvero riti satanici di preferenza la vigilia del 1° novembre – allora sapremo chi ringraziare. Al momento, però, sono bufale.

La cosa interessante è: da dove vengono queste bufale? Chi come me negli anni ’80 ha seguito la polemica sui rischi demoniaci nei giochi di ruolo (ebbene sì) riconosce il tono, le argomentazioni, il modo di procedere. Una semplice occhiata ai siti internazionali lo conferma: questo tipo di mitologia sui rischi satanici di Halloween nasce nell’ambito dei movimenti fondamentalisti protestanti americani, nella grande pancia del loro rapporto irrisolto con la modernità.

Ma – scusate: ora mi batte la vena e mi parte la tirata – non si può essere buoni cattolici, cattolici ortodossi e sposare il peggio del peggio dell’oltranzismo fondamentalista cristiano. Sono due cose incompatibili (ci sarebbe parecchio da dire sugli ambienti che fanno da tramite e da importatori di questa paccottiglia culturale: le frange più incontrollabili del movimento carismatico, atei devoti di varia denominazione, cattolici conservatori – e ultraconservatori – più disposti a obbedire a qualche ideologia politica che al Papa). Tutto ciò che la Chiesa cattolica insegna è costruito secondo uno schema teologico diverso e contrario. Non si può studiare il Concilio e andare dietro a certe panzane.

Infatti, è evidente che da quelle parti non si studia il Concilio, direi.

Non c’è problema: ci sono un sacco di telepredicatori protestanti pronti ad accogliervi.

E per esempio

Ok, ha smesso di battermi la vena.

Per chiudere un po’ più ironicamente, e anche come esempio di quel che voglio dire (come esempio, badate bene, non è una argomentazione, solo un esempio) vi posto un paio di immagini di uno dei più antichi costruttori di menzogne del genere, Jack Chick.

Un giorno magari vi racconterò meglio del buon mister Chick e della sua produzione di libelli contro tutto ciò che non corrisponde alla sua idea di cristianesimo: giochi di ruolo, magia, islamici, ebrei, cattolici, gesuiti. Non sapevate che i Gesuiti hanno un piano segreto per dominare il mondo?

È vero. Fidatevi. Come è vero che chi va in giro ad Halloween consacra la sua anima a forze oscure e maligne. No, non al grande capitale e al consumismo.

Comunque, Chick è un fumettista e racconta delle brevi storie a sfondo didattico sui pericoli che minacciano l’anima dei bravi ragazzi americani (bianchi, ovviamente). Qui sotto alcuni estratti:

«Io ho paura di brutte cose come fantasmi, mostrie ragni. Perché Halloween è così, Susy?» «Perché appartiene al demonio, Buffy. È la sua notte, e le streghe la amano»
«Io ho paura di brutte cose come fantasmi, mostri e ragni. Perché Halloween è così, Susy?»
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Troppe anime gli sfuggivano: per rimediare si inventò la Chiesa cattolica
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«Come sembro?» «Come Dio», Papa Pio IX, parla ex cathedra, cioè “come Dio”
Si sono inventati cose che non ci sono nella Bibbia, come la Messa
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6 pensieri riguardo “Due parole su Halloween

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