Avercelo, il tempo

Seguendo una segnalazione del mio amico Vincenzo Palla ho letto oggi un commento su Facebook senz’altro notevole (il discorso riguardava un’omelia di don Massimiliano Pusceddu che sta facendo il giro dell’internet e a cui mi sembra inutile procurare accessi):

zara«È un fake», è stato il mio primo pensiero.

«Bei tempi quando c’era l’Inquisizione», è stato, lo ammetto, il secondo pensiero. Però non è molto politicamente corretto, quindi mi sono concentrato sull’idea del fake e sono andato a vedere il signore in questione.

Sono rimasto un po’ deluso: non tanto perché aveva quasi un centinaio di amici, fra i quali un noto sacerdote della diocesi che, ho scoperto con l’occasione, è vandeano (bei tempi, dicevo). In fondo uno cento amici se li può fare giocando sulla distrazione o ingenuità degli altri: da poco Facebook mi ha proposto l’amicizia di una tizia dal nome russo la cui occupazione principale sembrava quella di occupare vasche da bagno e piscine piene di bollicine strategicamente posizionate, e ho scoperto che avevamo la bellezza di trentotto amici in comune, in maggioranza cinquantenni come me; capita di essere un po’ distratti e di dare l’amicizia pensando di avere delle affinità per poi, magari, scoprire che la signorina in questione è molto povera, non ha neanche i soldi per comprare la legna per scaldare l’acqua della vasca da bagno e vorrebbe un bonifico.

Ma divago. Insomma, sono andato sulla pagina del signore autore della curiosa analisi politico-ecclesiale-esorcistica di cui sopra e, appurato che aveva quegli amici, ho pensato di vedere invece quando si fosse iscritto per la prima volta a Facebook.

Sono un social media warrior esperto, conosco tutti i trucchi.

E quindi scrollo verso il basso, per vedere a quando risale il primo messaggio.

Ecco, non si può.

Sono tantissimi.

Calcolo a occhio che al giorno siano il quadruplo dei miei, e io sono senz’altro un utente Facebook forte.

Sono per lo più condivisioni di messaggi della Madonna, intervallati da altre perle:

Hanno dato la notizia poi hanno censurato tutte le televisioni, Bergoglio, Renzi, Berlusconi, fanno parte della stessa setta satanica e Piersilvio Berlusconi, ha detto che il migliore dopo il padre è Renzi, preparatevi tutti al furto dei vostri soldi dalle banche, essi investono in oro poi le fanno fallire. Siamo in pieno regime, vietato parlare e nulla informazione, solo falsità perché uomini di satana

che, lo ammetto, rafforza l’idea del fake.

Ma il grosso sono rivelazioni offerte dalla Madonna, più raramente da Nostro Signore, rilanciate da altri profili appositi su Facebook (cioè interamente dedicati al tema). Situazioni un po’ anche furbette, se vogliamo, perché mettono le mani avanti in maniera sospetta:

NOTA INFORMATIVA:

Dopo l’abrogazione dei canoni 1399 e 2318 del Codice di Diritto Canonico, per decisione di Paolo VI negli “Acta Apostolicae Sedis” (Vol. 58, Numero 16) del 15 novembre 1966, pubblicata il 29 dicembre dello stesso anno, gli scritti riferiti a nuove pubblicazioni, manifestazioni, miracoli, etc., possono essere diffusi e letti dai fedeli, anche senza l’espressa autorizzazione dell’Autorità Ecclesiastica, purché venga rispettata la Morale Cristiana Generale.

Ricordiamoci anche di San Paolo che ci esorta: “Non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa e conservate ciò che è buono” 1 lett. ai Tessalonicesi 5;20

Eeeh, caro Paolo VI… cosa hai fatto: bei tempi, prima

Uh, non so se i più tecnici fra voi notano che la forma della citazione dalla prima lettera ai Tessalonicesi è nella forma anglosassone – e probabilmente protestante, siamo sempre nel campo degli strani compagni di letto del movimento carismatico – mentre secondo l’uso italiano sarebbe scritta come 1 Ts 5,20; poi non si sono accorti che la citazione completa comprenderebbe anche il versetto 21, ma pazienza: fra gli autori dei messaggi rilanciati si trova di tutto, compreso un tizio che vorrebbe cambiare nome a Gesù e un frate francescano ridotto allo stato laicale per «divulgazione di dubbie dottrine, manipolazione delle coscienze, sospetto misticismo, disobbedienza ad ordini legittimamente impartiti ed addebiti contra sextum (cioè contro il sesto comandamento)» – vedi che in realtà la Congregazione per la Dottrina della Fede serve?

Certo, a volte anche no.

Ma più furbette sono le pagine web di molti dei siti in giro per il mondo dai quali provengono originariamente i messaggi che poi le pagine Facebook aggreganorilanciano: non solo perché è sempre molto ambigua la loro effettiva collocazione ecclesiale, ma soprattutto perché spesso la prima cosa che si vede aprendo la pagina sono i codici IBAN sui quali fare offerte – e mai che ci sia un rendiconto dell’utilizzo fatto delle donazioni, ovviamente.

Ma entrare in tutto questo discorso è estremamente scivoloso, perché il confine fra deridere la fede semplice delle persone e richiamare all’osservanza della buona dottrina è abbastanza sottile, quindi non ci voglio entrare.

Quello che mi chiedo, piuttosto, è: uno che pubblica in media otto o dieci messaggi al giorno, esclusivamente di questo genere, e poi va pure sul sito dell’Unione Sarda o altrove a discutere nella sezione commenti, oppure il redattore di una della pagine Facebook che ho visitato, che dalle otto a mezzanotte puntualmente ogni ora rilancia un messaggio della Madonna proveniente da chissà dove (e perciò se l’è cercato, l’ha copiato, ha cercato su Google una foto della Madonna rigorosamente con il manto azzurro o di Gesù biondo e bello, diverse da tutte quelle già utilizzate, e ha composto la nota: un lavoro a tempo pieno), davvero, non hanno altro da fare nella vita? Anche di buono, che so: dar da mangiare agli affamati, dar da bere agli assetati, vestire gli ignudi, alloggiare i pellegrini, visitare gli infermi, visitare i carcerati, seppellire i defunti, consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti.

In fondo è esattamente quello che per questo Anno Santo consiglia Papa Bergoglio.

Ah no, ooops.

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