Affare sicuro (già, ma per chi?)

Sulla Reuters vedo la ricostruzione di una serie di operazioni finanziarie che hanno distribuito miliardi di dollari in dividendi e remunerazione di servizi e contemporaneamente comportato la rovina di molti piccoli risparmiatori.

La finanza casinò in due parole, praticamente.

L’operazione, che peraltro conosciamo in forme diverse anche in Italia, consiste in questo: viene formata una società (che si chiama SPAC, special purpose acquisition companies) per azioni il cui scopo è raccogliere capitale sufficiente per quotarsi in Borsa. Se lo scopo sociale è cioè arrivare a essere quotati, qual è l’oggetto dell’impresa, come pensa di fare i soldi?

Semplice, perché è quotata.

Se vi sembra paradossale, probabilmente avete ragione, ma in realtà il punto è che ci sono altre società, società con solidi giri d’affari, che non possono essere quotate in Borsa, per vari motivi. Perciò la SPAC, che nel nome ha acquisition, si offre di fondersi con una di queste, che a quel punto sarà automaticamente quotata in Borsa e, così viene presentata la cosa ai risparmiatori, potrà così allargare il proprio già solido giro d’affari permettendo ai nuovi azionisti di incrementare il valore delle proprie azioni.

Non so se è chiaro: io vengo da voi e vi chiedo soldi per comprare una società. Quale società? Quella che capita, ma state tranquilli che sceglierò fior da fiore, perché il mercato oggi è favorevole blablabla. E voi, che non siete nati ieri (seeee), mi chiedete: e cosa dice la banca? E io vi dico che la banca, che naturalmente è una signora banca tipo JP Morgan o il Credit Suisse, ovviamente della società da comprare non può dire niente perché ancora non sappiamo quale sarà, però ci aiuta nel collocamento delle azioni iniziale, ci offre la sua consulenza tecnica al momento dell’acquisizione e ha così tanta fiducia in me che sta anche lei comprando azioni di questa mia nuova creazione. Ah, e poi sono così bravo che ho una sfilza di attori, influencer e celebrità varie che mi fanno pubblicità.

Cosa può andar male?

Whatever happens to the SPAC market, the Reuters examination reveals in detail for the first time how, over the past couple of years, Wall Street banks have enriched themselves by aggressively promoting the deals in the absence of the legal guardrails and financial risks associated with traditional IPOs

Quello che succede è questo: voi e migliaia di piccoli risparmiatori mi date i soldi. Io sono felice, la banca guadagna per il servizio di raccolta dei fondi che ci offre, le celebrità guadagnano lo stipendio per la pubblicità e ricevono le azioni della nuova società a un prezzo scontato.

Andiamo in Borsa. Grazie alla pubblicità e alle aspettative, le azioni salgono. Le celebrità vendono le loro azioni e guadagnano, la banca vende le sue azioni e guadagna una seconda volta. Io sono felice, voi non vendete le vostre azioni perché il meglio deve ancora venire.

Compriamo una società. La banca ci assiste nell’operazione, giustamente viene pagata per l’assistenza e guadagna per la terza volta, certe volte anche per la quarta se, oltre a noi, fa da consulente anche all’azienda acquistata, come nel caso raccontato dalla Reuters. Io sono il manager e uso i soldi della società, magari anche quelli della società acquistata, per pagarmi uno stipendio da favola perché, dopotutto, ho portato a termine l’operazione, no? Voi Andiamo in Borsa. Grazie alla pubblicità e alle aspettative, le azioni salgono. Le celebrità vendono le loro azioni e guadagnano, la banca vende le sue azioni e guadagna una seconda volta. Io sono felice, voi non vendete le vostre azioni perché proprio adesso che ce l’abbiamo fatta non avrebbe senso, no?

Dopodiché io e il resto degli amministratori spolpiamo la società acquistata, pagandoci altri stipendi da favola perché dopotutto non lo stiamo facendo benissimo? La società, così rovinata, perde il suo valore: avreste fatto meglio a vendere prima, e adesso siete rovinati, ma è per questo che voi siete dei semplici risparmiatori e io ho studiato economia nelle migliori università di Truffalandia.

Ah, notate che, in tutta questa storia, voi e i lavoratori dell’azienda fallita siete gli unici che ci avete perso, voi e tutti quelli che hanno comprato le azioni. Io, le celebrità e, soprattutto, le banche ci abbiamo guadagnato, alcuni di noi anche due o più volte. E questo negli ultimi anni è stato fatto centinaia di volte, con la rovina di innumeri aziende e famiglie.

Finanza casinò. Ma la roulette è truccata.

La Reuters non è propriamente l’organo dei bolscevichi e la sua narrazione è molto misurata, ma la sostanza del racconto è agghiacciante e merita certamente una lettura. Sono arrivato all’articolo della Reuters tramite il solito Doctorow, che ha un suo commento approfondito, con un’enfasi su come certi meccanismi finanziari di questo tipo rafforzino la costruzione di monopoli, con tutta una serie di altri problemi a cascata, e con diversi altri link, e che suggerisco ugualmente di leggere.

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