Il libro delle ricette di famiglia

A Natale del 2002 mia sorella mi fece un bellissimo regalo.

Copiò su un lussuoso quaderno rilegato in vera finta pelle tutte una collezione di ricette di famiglia raccolte negli anni da lei e da mia zia Enrica e che si era portata dietro quando andò a vivere da sola laggiù, sul continente. Una collezione che le invidiavo profondamente.

Il nucleo della raccolta sono ricette di mia nonna Iole (che era una gran cuoca) e di suo fratello Ettore, che era considerato l’eccentrico della famiglia. Questo colloca la maggior parte delle ricette saldamente nella prima metà del XX secolo. A queste si aggiungono alcune ricette di mia mamma, dell’altra mia nonna, Maria, di mio babbo e di una serie di familiari: cugini, una signora che ha lavorato a casa nostra, colleghi, vicini e così via. La raccolta è veramente una raccolta di cose di famiglia: per dire, c’è la ricetta della pasta con la ricotta, o delle polpettine con gli avanzi di pollo, mentre non c’è la ricetta dell’anatra all’arancia, ecco.

Ora, il mio non è un blog di cucina e non lo sarà mai, anche perché ci sono amici che già ne gestiscono e non ho intenzione di fare invasioni di campo. Però il libro delle ricette è certamente un elemento caratteristico di casa mia, e quindi lo ripropongo qui: ho aggiunto anche qualcuna delle ricette ricorrenti mie e di Maria Bonaria, ma non credo che per il resto il ricettario sarà aggiornato frequentemente.

Iole (mia sorella, non mia nonna) aveva, ehm, impreziosito la raccolta anche con dei commenti, alcuni dei quali magari un pochino pungenti: li ho inclusi in quanto fanno parte integrante del ricettario.

Indice – Le ricette di famiglia o quasi

Iole scrisse:

Natale 2002

Questo quaderno racchiude le ricette (non tutte) della nostra infanzia, più molte altre che ho scovato dopo attenta ricerca negli archivi di famiglia.

Molte di esse sono impregnate di ricordi, in maniera particolare – è quasi contato dirlo – quelle di nonna Iole.

Ma i ricordi della mia infanzia e anche della tua, legati alla cucina, sono molti di più e non sempre sono ricette degne di nota, ma certamente sono rimaste impresse nella nostra memoria. Penso ad esempio a quelle spendide gelatine di frutta coloratissime che mamma ci preparava a merenda e che ci furono negate da quella orrenda legge sui coloranti. O alle patate fritte fredde che trovavamo la sera a casa di nonna avanzate dal pranzo; erano davvero squisite. E che dire della pizza Catarì sempre di nonna? Metà con il sugo per Enrica e metà bianca con le acciughe per lei che odiava il pomodoro. Arrivavamo la sera a casa loro troppo presto per la cena e troppo affamati per aspettare; così ci fiondavamo in cucina dove nonna stava mettendo a dura prova i nervid ella povera Brigida di turno e rubavamo quello che c’era. Anche la pizza fredda.

A casa di nonna chissà perché quasi tutto aveva un sapore diverso: persino la minestrina – rigorosamente di dado – che ci veniva inflitta praticamente ogni sera risultava tollerabile.

Potrei continuare ma mi fermerò qui: lascio a te, attraverso la lettura del quaderno, la gioia di continuare a fugare nella memoria.

In ultimo, come nelle migliori pubblicazioni, è doveroso da parte mia un ringraziamento particolare alle dottoresse Graziella e Enrica Delitala, rispettivamente mamma e zia, ma entrambe preziose collaboratrici, che hanno effettuato un approfondito lavoro di ricerca, fornito la documentazione e hanno arricchito i miei ricordi.

Con affetto

Iole

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