REBLOG: Di cacce alle streghe (e ai maghetti)

Vedo girare su Facebook la notizia della volontà di un neosenatore leghista di intraprendere una caccia alle streghe nelle scuole. No, non in senso figurato, sul serio.

Boh. La notizia sull’Espresso (e, a ruota, sugli altri giornali e siti) è riportata in maniera abbastanza pedestre, ma il concetto è chiaro; siamo alla riproposizione di un allarme sociale piuttosto noto che ricompare in maniera ciclica: trattarla ogni volta come nuova notizia denota una certa ignoranza e costruire la connessione – che si intuisce fra le righe e nelle condivisioni – fra trionfo dei populismi e risorgere dell’oscurantismo (cosa c’è di più medievale della caccia alle streghe?) è piuttosto scorretto.

È chiaro che non posso avere simpatia per posizioni come quella del senatore Pillon (che, oltretutto, a chiamarlo così in Sardegna scappa anche un po’ da ridere) e ieri ho provato a rimandare all’articolo di qualche anno fa su Halloween dove spargevo sarcasmo su questi fondamentalismi a partire dalla più pura ortodossia cattolica, ma soprattutto reagisco alla notizia pensando che ci sia già abbastanza rumore in giro senza doverci aggiungere altra fuffa. Come contributo all’inquadratura di queste posizioni, e anche per acquisire quattro strumenti in croce per polemizzarci senza bisogno di gridare alla fine del mondo e al medioevo prossimo venturo, suggerisco la lettura di Tra fondamentalismo e magia: la strana controversia su Harry Potter di Massimo Introvigne, su un episodio analogo del 20002 (figuriamoci! – e potremmo tornare indietro fino al 1952, Oscar Luigi Scalfaro e i fumetti western): si può non condividere il lavoro del CESNUR (io talvolta) e dissentire dalle posizioni politiche di Introvigne (io sempre) ma non ci sono dubbi che stiamo parlando di studiosi seri e di una inquadratura del tema certamente convincente e condivisibile («La critica non è nuova, anzi è così vecchia che sembrava passata di moda»).

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3 pensieri riguardo “REBLOG: Di cacce alle streghe (e ai maghetti)

  • 15/03/2018 in 16:01
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    Ciao Roberto,
    oggi a scuola di mia figlia facevano il book day numero due. Il primo aveva sofferto dell’essere caduto in un giorno di neve pesante, tanto che c’era solo metà dei bambini. Erano così dispiaciuti che hanno chiesto all’headmaster di farne un altro.
    Come sai nel Regno Unito gli headmaster hanno prerogative e poteri che superano quelli del primo ministro, e manco fosse Dumbledore il buon Mr Gush ha prodotto la magia che il caso richiedeva.
    Inutile dire che la gran parte dei bimbi avevano vestiti ispirati ai libri di Harry Potter (inclusi treni e gufi vari)…
    C’erano tantissime Ermione Granger, una era persino vestita da Chiara…

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