Dalla Cina

Anche se ogni tanto condivido su Facebook alcuni articoli interessanti in materia (come questo, questo e questo, che tra l’altro sono su argomenti piuttosto diversi), sto evitando di scrivere sul COVID-19 qui sul blog, un po’ per una questione di sobrietà psicologica e un po’ perché tutto sommato credo che quello che avevo da dire l’ho detto quasi all’inizio della faccenda e non mi sembra di avere altro di interessante da dire. O meglio: avrei da dire sul fallimento degli esperti e della loro comunicazione via social e sul collasso dell’idea che la scienza non è democratica, ma durante le crisi meglio evitare beghe, credo.

Avantieri ho però visto passare sulle bacheche di un paio di contatti un post su Reddit che mi è sembrato meritevole di traduzione in italiano e quindi lo ripropongo qui. Riguarda i risultati della missione inviata in Cina dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, e ne sintetizza i risultati. Non c’è nulla di immediatamente applicabile al caso italiano ma tutto a seconda di come si guardano le cose, quindi mi pare una lettura importante da fare con attenzione.

Avvertenza: all’inizio troverete il link per il pdf del rapporto completo: gli ho dato un’occhiata e la intesi mi sembra fedele, ma ovviamente se leggete il rapporto stesso e non la sintesi è meglio. Ho mantenuto tutti i link dell’articolo originale. Per quanto riguarda i numeri, tenete presente che il post è del 1° marzo e la conferenza stampa e il rapporto sono del 25 febbraio 2020.

Il capo missione dell’OMS durante la conferenza stampa

L’OMS ha inviato venticinque esperti internazionali in Cina e queste sono le loro principali osservazioni dopo nove giorni

L’OMS ha inviato una squadra di esperti internazionali in Cina per verificare la situazione, tra cui Clifford Lane, direttore clinico dell’Istituto Nazionale di Sanità degli Stati Uniti. Ecco quindi la conferenza stampa su YouTube e la relazione finale della commissione in formato pdf dopo sopralluoghi a Pechino, Wuhan, Shenzhen, Guangzhou e Chengdu. Di seguito alcuni fatti interessanti sul COVID che non ho ancora letto
sui mezzi di comunicazione:

  • Quando in Cina si è verificato un contagio a grappolo di molte persone insieme, nel caso più frequente (78-85%) questo è stato causato da un contagio all’interno della famiglia attraverso goccioline [i famosi droplets, NdRufus] o altri mezzi di trasmissione per la stretta vicinanza con una persona infetta. La trasmissione per mezzo dell’aerosolizzazione fine nell’aria lungo distanze maggiori non è una delle principali cause di diffusione. La maggior parte dei 2 055 lavoratori ospedalieri infetti sono stati contagiati a casa o nella fase iniziale del focolaio a Wuhan quando le misure precauzionali ospedaliere non erano ancora state messe in opera.
  • Il 5% delle persone a cui è stato diagnosticato il COVID richiede ventilazione artificiale. Un altro 15% deve respirare ossigenoterapia – e non giusto per qualche giorno. L’intervallo di tempo dall’inizio della malattia fino al recupero è in media da tre a sei settimane per questi pazienti gravi o critici (in confronto a solo due settimane per i malati lievi). La massa e la durata dei trattamenti hanno sovrastato di molte volte la capacità del sistema di salute pubblica esistente a Wuhan. La provincia dell’Hubei, di cui Wuhan è la capitale, finora ha avuto 65 596 casi di persone infette. Un totale di 40 000 operatori sono stati inviati a Hubei da altre province per aiutare a combattere l’epidemia. Quarantacinque ospedali a Wuhan si prendono cura dei pazienti colpiti da COVID, sei dei quali sono per pazienti in condizioni critiche e trentanove dedicati ai pazienti gravi e alle persone contagiate di età superiore ai 65 anni. Due ospedali di fortuna con 2 600 posti letto sono stati costruiti in tempi brevi. L’80% dei contagiati ha forme lievi della malattia, dieci ospedali temporanei, recuperati da palestre e sale per eventi, sono stati dedicati a loro.
  • La Cina può ora produrre 1 600 000 kit di analisi per il nuovo coronavirus per settimana. Il test fornisce il risultato nello stesso giorno. In tutto il paese, chiunque vada dal medico con la febbre viene sottoposto a screening per il virus: nella provincia del Guangdong, lontano da Wuhan, sono state testate 320 000 persone, e lo 0,14% di queste erano positive per il virus.
  • L’ampia maggioranza delle persone contagiate prima o poi sviluppano sintomi. I casi di persone in cui è stato rilevato il virus e che non hanno sintomi in quel momento sono rari – e la maggior parte di loro si ammala entro pochi giorni seguenti.
  • I sintomi più comuni sono febbre (88%) e tosse secca (68%). Sono anche comuni stanchezza profonda (38%), espettorazione di muco quando si tossisce (33%), mancanza di fiato (18%), mal di gola (14%), mal di testa (14%), dolori muscolari (14%) e brividi (11%). Meno frequenti sono nausea e vomito (5%), naso chiuso (5%) e diarrea (4%). Il naso gocciolante non è un sintomo di Covid.
  • Un’analisi delle 44.672 persone contagiate in Cina ha mostrato un tasso di letalità [fatality rate nell’originale, è il rapporto fra contagiati e morti, NdRufus] del 3,4%. La letalità è fortemente influenzata dall’età, da condizioni preesistenti, dal genere e in particolare dalla risposta del sistema sanitario. Tutte i dati riguardanti riflettono lo stato delle cose in Cina fino al 17 febbraio, e tutto potrebbe essere molto diverso nel futuro altrove.
  • Sistema sanitario: il 20% delle persone contagiate in Cina ha avuto bisogno di cure ospedaliere per settimane. La Cina ha letti d’ospedale sufficienti a trattare contemporaneamente lo 0,4% della popolazione – altri paesi sviluppati hanno tra lo 0,1% e l’1,3% e la maggior parte di questi letti sono già occupati da persone che hanno altri malattie. La cosa più importante è innanzitutto contenere in modo aggressivo la diffusione del virus al fine di mantenere basso il numero di malati gravi del COVID e in secondo luogo incrementare il numero di letti (compreso il materiale e il personale) fino a quando non ce ne sia abbastanza per coloro che sono seriamente malati. La Cina ha anche testato vari metodi di trattamento per la malattia sconosciuta e quelle di maggior successo sono state implementate a livello nazionale. Grazie a questa reazione, il tasso di letalità in Cina è ora inferiore a quello di un mese fa.
  • Condizioni pre-esistenti: il tasso di letalità per i contagiati che erano affetti da malattie cardiovascolari pre-esistenti in Cina è stato il 13,2%. È stato del 9,2% per quelli che presentavano alti livelli di zucchero nel sangue (diabete incontrollato), 8,4% pressione alta, 8% per malattie respiratorie croniche e 7,6% cancro. Le persone contagiate che non presentavano malattie pregresse rilevanti sono morte nel 1,4% dei casi.
  • Età: più si è giovani, meno è probabile essere contagiati e meno probabile ammalarsi gravemente se si è contagiati:
Età% della popolazione% di contagiatiLetalità
0-912.0%0,9%0 as of now
10-1911.6%1.2%0.1%
20-2913.5%8.1%0.2%
30-3915.6%17.0%0.2%
40-4915.6%19.2%0.4%
50-5915.0%22.4%1.3%
60-6910.4%19.2%3.6%
70-794.7%8.8%8.0%
80+1.8%3.2%14.8%

Spiegazione: di tutte le persone che vivono in Cina, il 13,5% è fra i 20 e i 29 anni. Fra tutti quelli che sono stati contagiati in Cina, l’8,1% era in questa fascia di età (questo non vuol dire che l’8,1% di questa fascia di età è stata contagiata). Questo vuol dire che la probabilità che qualcuno di questa fascia di età si ammali è in qualche modo più bassa della media. E di quelli che hanno preso la malattia in questa fascia di età, lo 0,2% è morto.

  • Genere: le donne si ammalano esattamente come gli uomini, Ma solo il 2,8% delle donne cinesi che erano state contagiate dalla malattia è morto a causa di questa, mentre è morto il 4,7% degli uomini contagiati. La malattia non sembra essere più severa nelle donne in gravidanza che nelle altre. Nei 9 casi esaminati di parti di donne malate, i bambini sono stati fatti nascere con cesareo ed erano sani senza essere stati contagiati a loro volta. Le donne erano state cntagiate nell’ultimo trimestre della gravidanza. Che effetti abbia l’infezione nel primo o secondo trimestre non è ancora chiaro perché questi bambini non sono ancora nati.
  • Il nuovo virus è geneticamente identico per il 96% a un coronavirus noto nei pipistrelli e per il 96% a un coronavirus dei pangolini. Pertanto la trasmissione di un virus mutato da animale a umano è la causa più probabile dell’apparizione del nuovo virus.
  • Dalla fine di gennaio il numero di nuove diagnosi di coronavirus in Cina è stato regolarmente in calo. (qui è espresso con un grafico) on ora solo 329 nuove diagnosi nell’ultimo giorno – un mese fa era introno ai 3 000 casi al giorno. «Questo calo dei casi in tutta la Cina è reale», dice il rapporto. Gli autori giungono a questa conclusione dalla propria osservazione sul posto, dal calo delle visite in ospedale nelle regioni interessate, dal numero crescente di letti d’ospedale non utilizzati e per il problema che hanno gli scienziati cinesi a reclutare un numero sufficiente di nuovi pazienti contagiati per gli studi clinici delle numerose sperimentazioni di nuovi farmaci. Qui la parte rilevante della conferenza stampa riguardo alla valutaizone del calo.
  • Una delle importanti ragioni per il quale il virus è stato contenuto è che la Cina sta richiedendo a tutte le persone contagiate in tutto il paese le persone con cui sono state in contatto, e poi queste le sta testando. Ci sono 1 800 squadre a Wuhan che se ne occupano, ognuna con almeno cinque persone. Ma anche lo sforzo all’esterno di Wuhan è ampio. A Shenzen, per esempio, i contagiati hanno menzionato 2 842 persone con cui erano entrati in contatto, ognuna delle quali è stata trovata, i test sono stati completati per 2 240 e il 2,8% di questi aveva contratto il virus. Nella provincia del Sichuan sono stati indicati 25 493 contatti, 25 347 (99%) sono stati trovati, 23 178 sono già stati sottoposti a esame e lo 0.9% di loro erano positivi. Nella provincia del Guangdong, 9 939 contatti menzionati, tutti trovati, 7 765 sono già stati sottoposti a esame e il 4.8% di loro era stato contagiato. Questo vuol dire che se si ha avuto un contatto personale diretto con un malato, la probabilità di essere contagiati è fra l’1% e il 5%..

Infine alcune citazioni direttamente dalla relazione:

«L’audace approccio della Cina per contenere la rapida diffusione di questo nuovo patogeno respiratorio ha cambiato il corso di un’epidemia in rapida ascesa e mortale. Di fronte a un virus precedentemente sconosciuto, la Cina ha lanciato lo sforzo forse più ambizioso, agile e aggressivo di contenimento di una malattia nella storia: l’uso rigoroso della Cina di misure non farmaceutiche per contenere la trasmissione del virus COVID-19 in molteplici contesti fornisce lezioni fondamentali per la risposta globale. Questa risposta di politica sanitaria in Cina del tutto unica e priva di precedenti, ha invertito l’espansione dei casi sia nello Hubei, dove vi era diffusa trasmissione comunitaria, e nelle province di importazione, dove i gruppi familiari sembrano aver spinto la diffusione della malattia».

«Gran parte della comunità globale non è ancora pronta, nell’approccio mentale e dal punto di vista materiale, ad attuare le misure che sono state impiegate per contenere il COVID-19 in Cina. Queste sono le uniche misure che attualmente sono state dimostrate utili per interrompere o minimizzare le catene di trasmissione negli esseri umani. Essenziale per queste misure è la sorveglianza estremamente proattiva per rilevare immediatamente i casi, la diagnosi molto rapida e l’immediato isolamento dei casi, il tracciamento rigoroso e la quarantena dei contatti stretti e un livello eccezionalmente elevato di comprensione e accettazione di queste misure da parte della popolazione».

«Il COVID-19 si sta diffondendo con velocità stupefacente; le epidemie di COVID-19 in qualsiasi contesto hanno conseguenze molto gravi; e ci sono ora prove evidenti che gli interventi non farmaceutici possono ridurre e persino interrompere la trasmissione. È fonte di preoccupazione il fatto che la pianificazione della preparazione a livello globale e nazionale è spesso ambivalente riguardo a questi interventi. Tuttavia, per ridurre la malattia e la morte per effetto del COVID-19, la pianificazione della reazione a breve termine deve comprendere l’implementazione su larga scala di misure di sanità pubblica non farmaceutiche di alta qualità. Tali misure devono incorporare integralmente la rilevazione e l’isolamento immediati dei casi, il rigoroso tracciamento e monitoraggio o quarantena dei contatti diretti e il coinvolgimento e la collaborazione diretti della popolazione o comunità».

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