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Le Croniche dell’Isola Verde

Ho pubblicato su Facebook questa cosa, che ripropongo qui per tenerla visibile.

Inviterei i lettori locali a non farsi troppo impressionare: tutto sommato è una roba scritta senza pensarci. Quelli non locali lascino perdere, i riferimenti sono tutti alla splendida politica isolana e probabilmente incomprensibili.

Sto pensando di scrivere una Cronica dell’Isola Verde ai tempi del buon Re Renato e del suo malvagio fratellastro Ughetto Senza Terra, quando gli Eroi che avevano calcato l’Isola Verde ai tempi della Morte Nera e dell’Imperatore Benito erano ormai morti e così anche i loro successori, i Baroni che avevano ottenuto dal nuovo Imperatore il Magno Statuto.

Storie di quei tempi in cui il buon Re Renato era andato in esilio, costretto dall’intervento delle truppe de lo Imperatore Silvio.

Storie di quei tempi in cui lo Imperatore Silvio era stato scacciato a causa degli intrighi del suo harem, ma nel campo del buon re Renato c’era sconcerto perché egli aveva fatto sapere di non essere pronto a tornare e riprendere il posto che gli spettava di diritto. E inoltre Valentina di Gloucester, Duchessa Madre, aveva clamorosamente abbandonato il campo del buon Re Renato e Massimo il Giovane, che teneva per il Re la grande città e porto di Castello del Monte, litigava con i suoi vassalli e portaspada e rendeva insicura la principale fortezza della Rosa Rossa.

Storie di quei tempi in cui anche fra i sostenitori della Rosa Azzurra, nel campo di Ughetto Senza Terra, c’erano preoccupazione e intrighi, e Mauro Sceriffo di Villa di Chiesa tramava per detronizzarlo a sua volta.

Storie dei tempi in cui gli eretici seguaci dell’Antipapa Giuseppe profetizzavano l’Avvento della Madona delle Cinque Stelle e la rovina dei nobili e dei potenti, a qualunque campo appartenessero, e l’Abate Giorgio, prevosto degli ospizi ed ospedali in cui si dava ricovero a malati e pellegrini, non riusciva più a nominare a suo piacere i priori dei vari conventi come sua consuetudine.

Tempi in cui si avvicinava il tempo della ripresa delle ostitlità fra i seguaci di Ughetto e quelli del buon Re Renato, ma i capi degli schieramenti si rendevano conto che le loro milizie erano stanche, pretendevano la paga troppo a lungo negata e che gli accampamenti erano desolatamente vuoti.

Tempi in cui ad alcuni venne perfino in mente di arruolare i valorosi briganti della foresta, che vivevano fuori della legge imperiale e sognavano il tempo in cui l’Isola Verde era sassone e non aveva conosciuto i maledetti inglesi. V’erano fra i briganti dei soggetti curiosi, come gli Scorridori della Manca, che si erano giurati di fare ogni cosa solo con la sinistra, e i Liberi Naufraghi delle Isolette, che proclamavano la libertà di tutti gli scogli che incontravano. Ma i briganti della foresta erano perlopiù seguaci della Papessa Michela, che viveva in una capanna di latte e miele e mangiava solo formaggio aromatizzato col mirto, e anch’essi proclamavano l’Apocalisse e il castigo dei potenti. A lei si opponevano il Cherico Francesco e il Baronetto Paolo, che era figlio di uno dei Baroni dei tempi dello Statuto ed era assai esperto della Curia, avendola calcata in lungo e in largo. Questi due speravano di divenire i nuovi capi della Rosa Rossa, sradicandola dal campo in cui era cresciuta fino a quel momento.

A quei tempi fu profetizzato che un Saggio dalle vesti bianche sarebbe apparso davanti al Santuario dell’Aria Buona e là avrebbe piantato una spada nella roccia, e chiunque avesse estratto quella spada sarebbe stato Re, per diritto divino, e quindi Ughetto Senza Terra sguinzagliò i suoi segugi fino al Paese dell’Argento per impedire a chiunque che non fosse lui di partecipare alla tenzone.

A quei tempi nessuno conosceva (o anche capiva) le mosse dei vari schieramenti e capitani, e tutti aspettavano con ansia che due saltimbanchi viaggianti, Vito ed Elio, andassero piazza per piazza con le ultime novità.

A quei tempi i Capi dei villaggi e delle famiglie, i Maestri delle corporazioni, i Carovanieri, osservavano tutto ciò stupefatti e vagamente sconcertati. E poi si arruolavano nei vari schieramenti, di solito quello che prometteva di assalire e razziare il proprio vicino.
A quei tempi fu profetizzato anche dagli indovini, che scandagliavano interiora di pecora ed erano perciò chiamati “sondaggisti”, che che sarebbe stato Re colui o colei che avesse meglio rappresentato l’Isola Verde, e così i vari Signori Combattenti facevano a gara a far vedere che essi erano in comunione profonda con l’Isola: indossavano solo vesti verdi, bevevano solo idromele fatto dai Birrai dell’isola e altre cose così. E parlavano male dello Impero e delle sue leggi inique, facendo a gara a chi si mostrava più irrispettoso dell’Imperatore.

Come tutti sanno l’Isola Verde, poco dopo, fu inghiottita dalle acque insieme con Avalon e la città di Ys e di lei non rimase nulla. Di tutte le lotte di quei tempi, dei grandi guerrieri che si affrontarono, delle gesta eroiche o meschine che si compirono prima della Catastrofe, anche il ricordo esatto si è perso.

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