Z-nation, percezioni, immigrati e altre ronde

L’altro giorno ho visto passare sulla bacheca di una amica questo messaggio:

STAMANE MI È ARRIVATO QUESTO MESSAGGIO.
È ACCADUTO IERI 2 LUGLIO 2018 A SASSARI, IN VIA BOGINO.

Ciao a tutt*, oggi purtroppo è accaduto un fatto gravissimo e ve ne parlo perché non possiamo lasciarlo passare inosservato. Nel pomeriggio una giovanissima ragazza nigeriana è stata brutalmente aggredita da un ragazzo indigeno. È accaduto in via Bogino mentre prelevava dallo sportello bancomat. Lui le ha preso il bancomat gliel’ha fatto a pezzi e buttato per strada e così ha fatto con il suo cellulare. Le ha detto che prima c’era lui e di tornarsene nel suo paese. Poi l’ha massacrata di botte, presa per capelli, buttata a terra dove la polizia l’ha trovata tramortita. La ragazza ha una corporatura molto esile ed ha un carattere timido e remissivo.

La polizia ha chiamato l’ambulanza e l’hanno portata al pronto soccorso dove ancora si trova. 

Due volontarie Acos sono con lei e ci riferiscono che è molto scossa, quando sono arrivate tremava ancora.

È un falso, come si è saputo oggi. A me pareva una cosa dubbia da subito, per dir la verità, e potrei fare un articolo interessante sulla dinamica che ha portato una catena di Sant’Antonio fino alle prime pagine dei quotidiani, oppure, dal vecchio stalinista che sono, uno che sostanzialmente dica: «Compagni, non cadiamo nei tranelli dei provocatori!». Mi pare evidente, infatti, che in questo periodo giri veramente tanta feccia e condividerla e rilanciarla in realtà non serve ad altro che a fare il gioco degli avversari (questi sono i casi nei quali la smentita è più forte della notizia, per capirci, e finisce che siccome sono tutte invenzioni quando poi menano davvero qualcuno ormai non ci crede nessuno).

Però in realtà la domanda prepotente che mi faccio in questo periodo è questa: ma la gente che crede a queste cose – cioè che pensa che sia verosimile che vai al bancomat e non solo ti picchiano ma a sfregio ti spezzano la carta e poi ti sfasciano anche il cellulare, ma escono mai di casa? Cioè, voglio dire, ma quando vanno loro al bancomat che cosa gli succede, normalmente? Devono farsi largo fra maniaci armati di accetta? Fanno il duello come in Highlander perché ne resterà soltanto uno, di quelli che stanno facendo la fila, e gli altri zac! decapitati?

Certe volte ho l’impressione che la gente creda che là fuori ci sia l’apocalisse, orde di zombie che si aggirano per la città. Il vivere civile sconvolto. Pochi sopravvissuti ridotti in condizioni estreme e, là fuori, l’inferno. Zombie che escono dai fottuti muri, come in Alien (scusate il cortocircuito).

C’è probabilmente gente che lo pensa. Ma se uno esce a piedi per la città, fa le cose normali, le commissioni, la spesa, normalmente si rende conto che non è così. Uscire di casa e passeggiare in città è un controllo di realtà notevole. Se l’Italia fosse alla deriva razzista come certi raccontano ci dovrebbero essere ronde di squadristi a ogni incrocio. Gioventù naziste che marciano sui viali. Cartelli in ogni negozio: negri verboten. Non è proprio così, a meno che Cagliari, Sassari, Roma, Caserta e Napoli, per citare le ultime città nelle quali ho passeggiato, non siano localizzate in un luogo diverso dall’Italia.

Vale per tutti, naturalmente. L’altro giorno ho visto girare un filmato di uno, straniero, che in una cittadina umbra a un controllo di identità ha alzato le mani ai poliziotti, quelli l’hanno menato e allora la compagna (che fra parentesi è italiana) è entrata nella rissa anche lei e lui ha approfittato che i poliziotti erano distratti, si è spogliato nudo lì in piazza e poi ha ricominciato a picchiare. E lì a dire: «Vedete i migranti?!».

Ora, io ho più di cinquant’anni, mi è capitato di andare in giro e vedere cose al largo del Bastione di San Remy, come si dice: storie così, però, mai. Credo che uno che si spoglia nudo in piazza per picchiare i poliziotti non è né straniero né spacciatore: prima di tutto è matto. O fatto. Non si trovano per strada torme di migranti che per un qualche strano fatto culturale si spogliano nudi come i barbari prima di entrare in battaglia coi poliziotti. E per quanto sia diffuso il consumo di cocaina, non ha l’effetto di scatenare orde di zombie nudi che si trascinano dietro ai poliziotti sperando di poterli picchiare. C’è uno che è matto, e la cosa mi pare molto più credibile e comprensibile.

Vale anche per quelli che danno i numeri, sia figurativamente che in senso proprio. L’altro giorno ho visto uno dire che in Italia ci sono due milioni di migranti che se ne stanno lì tutto il giorno a non fare nulla. La risposta standard, ovviamente, sarebbe quella di citare i campi di pomodori,  e chiedere se quello pare proprio star lì a non far nulla. Ma si fa prima a fare due calcoli: in Italia siamo meno di sessanta milioni, due milioni di sfaccendati sono più di uno ogni trenta. Dovresti avere gente a ogni angolo di strada che bivacca e gioca a dadi, lunghe file di persone sedute sul marciapiede a guardar passare le auto: ma chi li ha mai visti? Se fossero veri i numeri sugli zingari che giravano qualche giorno fa ci dovrebbero essere baraccopoli enormi ai margini delle nostre metropoli, lunghissime carovane di nomadi che si spostano da un luogo all’altro ostruendo le statali – ma abilmente eludendo lo stesso tutti i controlli ed evitando sempre di essere registrati.

Ma dove? Uscite, fatevi un giro e ditemi sinceramente: ma dove?

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