Foto infernali di studenti sprovveduti. O forse no…

Da quest’anno non è più necessario, per i nostri studenti, presentare due foto formato tessera insieme con la domanda di immatricolazione.

Ci siamo evoluti: la foto viene caricata dallo studente direttamente nella sua area riservata e da lì inserita automaticamente sul suo badge, che sostituirà il vecchio libretto.

Ai primi avvisi ci dicevamo, coi colleghi, che sarebbe stato opportuno indirizzare gli studenti: non prendete le foto tessera troppo piccole, che poi vengono illeggibili o troppo sgranate, abbiate cura di centrare bene il vostro volto nella foto, non tenete addosso gli occhiali che fanno riflesso. Cose così.

Poveri ingenui.

A guardare le foto che man mano gli studenti stanno caricando sembra, piuttosto, che siano stati spalancati i cancelli dell’inferno.

L’apocalisse.

Rufus clownChe poi parlandoci allo sportello sembra sempre tutto normale. «Si ricordi adesso di caricare la foto. Mi raccomando», facendo lo spiritoso, con aria complice, «foto tessera, eh! Non la foto a figura intera, non in costume da bagno, ah ah, non col gattino, ah ah ah».

E quelli ridono con te: «Ma noooo! Ah ah ah ah!! Si immagini!».

Certo. Poi vai a vedere e te lo ritrovi arrampicato sulla statua di Carlo Felice con la bandiera del Cagliari.

Al confronto l’articolo (di grande successo su questo blog) sul come mandare una mail ai docenti o alla Segreteria studenti sembra disperatamente di retroguardia.

E ti chiedi: ma veramente questi non pensano che poi si dovranno presentare al docente, all’esame, con la foto con gli occhiali da sole un po’ calati sul naso e la boccuccia a cuore?

Ok, forse in questo caso…

Facciamo un altro esempio allora, che so, in posa con la katana; con il costume il giorno di Sant’Efisio; il selfie con l’amica del cuore; cose così.

L’apocalisse.

E poi ti chiedi: ma perché non dovrebbe andar bene?

Allora, adesso comincia un discorso difficile, che non so se riesco a far bene. Tipo: ma cos’è l’identità, oggi?

Ok, quella che si è caricata la foto da neonata probabilmente si crede molto spiritosa, ma gli altri, in fondo, perché non dovrebbero caricare una foto che esprime la loro identità, piuttosto che descrivere il loro aspetto fisico?

Risposta facile: perché il libretto universitario, o ciò che lo sostituisce, all’interno dell’Università vale come documento di identità, quindi la persona dovrebbe essere riconoscibile.

Ok, però sono pronto a scommettere che questo gli studenti non lo sanno, quindi torniamo a capo.

Perché uno dovrebbe caricare una foto tessera qualunque e non la foto del matrimonio?

Perché c’è scritto nelle istruzioni: foto-tessera.

Ok, però gli studenti è conclamato che non leggono le istruzioni (la nuova generazione, peraltro, non ascolta neppure).

Insomma quello che voglio dire è che davvero si deve considerare che nell’immaginario normale la foto da caricare non serve per il banale riconoscimento fisico, ma per una identità profonda, spirituale. E quindi è ovvio che mettano il selfie allo specchio voltate di tre quarti, come la ragazza di Vermeer.

Convincetemi del contrario, vi sfido!

***

DISCLAIMER e post scriptum: io in realtà le foto degli studenti non le ho viste, tranne una – che effettivamente bastava per mille – ma sento quel che raccontano i colleghi che se ne occupano. Per questioni di privacy eccetera ma anche perché proprio non le ho viste gli esempi che ho fatto (Carlo Felice, la katana, il gattino…) sono inventati di sana pianta.

Ovviamente sono straordinariamente inferiori alla realtà.

L’apocalisse è tra noi. Adesso.

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3 pensieri riguardo “Foto infernali di studenti sprovveduti. O forse no…

  • 08/10/2014 in 13:41
    Permalink

    Occielo, corro a verificare che foto ha caricato Lorenzo!

    Risposta
  • 16/10/2014 in 13:08
    Permalink

    Prendiamo un cinese di Cina, 1 e rotti miliardi di persone, che vuole emergere dalla folla per non essere schiacciato, oppure che so … un indiano di India, inserito in un altro Giga di popolazione, che pure vorrebbe venir su!
    Non si fa nessuna masturbazione mentale sulla sua identità, lui sa che esiste, ma che per vivere con la V maiuscola, ovvero non morire di fame, stenti o di lavoro in fabbriche che generano cancro, deve usare il cervello, ovvero essere nella società, cioè fornire una fototessera “seria”, ed essere contemporaneamente fuori dalla società, però dal lato del PIU’, non dal lato della decadenza occidentale (italo-europeo-statunistense), cioè del MENO.
    Non si deve fermare al 110/110 e lode perché di quelli ne avrà attorno almeno centomila per anno.
    Deve crescere e per farlo deve studiare al massimo, senza stare lì a cincischiare con la bandiera del Cagliari sulla statua di Carlo Felice.
    Poi quando è un po’ riuscito, si compra tutta la squadra del Cagliari e pure tutto lo stadio.
    A me pare che ci siano buoni motivi per dare una fototessera “seria”.
    Ti ho convinto???
    Un abbraccio, giuseppe

    Risposta

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