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Altre idee per giochi di ruolo

In un articolo di un paio di giorni fa ho raccontato come un articolo sulla crittografia e alcuni documenti in codice mai decifrati mi abbiano fatto pensare a un utilizzo in un qualche gioco di ruolo o di narrazione. Nelle ultime settimane però ho accumulato un altro paio di riferimenti simili, che condivido con voi.

I diari di Indiana Jones

La storia in sé è divertente: alcune settimane fa il Rettore dell’Università di Chicago ha ricevuto un misterioso plico che conteneva un diario, apparentemente scritto da Indiana Jones, perfettamente in linea con quello che appare nei Predatori dell’Arca Perduta.

jones-journalOra, Indiana Jones è evidentemente un personaggio di fantasia, quindi non può avere scritto diari, ma allora chi è l’estensore? E perché prendersi la briga di un diario che ha l’aspetto così vero? E perché l’ha mandato all’Università? Le ipotesi sono state abbondanti: un trucchetto propagandistico della LucasFilms (che ha smentito); una burla di uno studente (in alternativa: un tentativo particolarmente creativo di essere ammessi all’Università, magari con una borsa di studio); il ballon d’essai di un terrorista, e altro.

La verità è, come al solito, meno romantica della fantasia ma anche più bizzarra: pare che nell’isola di Guam ci sia un signore, Paul Charfauros, che si guadagna da vivere fabbricando copie del diario di Indiana Jones e vendendole su eBay. Una di queste copie, in un plico fintamente indirizzato al Rettore dell’Università di Chicago (perché inviata da Indy) ma destinata in realtà a un acquirente italiano, è finita fuori della busta più esterna: un ignaro postino di Honolulu (Guam appartiene agli USA), ingannato dai finti timbri postali del plico interno, l’ha doverosamente indirizzato al finto (apparentemente vero) destinatario, cioè all’Università di Chicago. Non male.

La storia del diario è stata raccontata da Wired, che ha anche rivelato la soluzione del mistero. Ho anche trovato un altro tizio che fabbrica diari di Indiana Jones: dev’essere una mania, oppure si guadagna bene.

Da un punto di vista narrativo, la vicenda offre quella commistione impalpabile di vero e falso su cui si basano i migliori scenari dei giochi sul genere del Richiamo di Cthulhu. Facciamo un esempio: uno dei  personaggi riceve una busta, da un mittente che si rivela falso. Dentro la busta c’è quello che sembrerebbe il diario di Pierre Aronnax (il protagonista di Ventimila leghe sotto i mari). Chi ha inviato il diario? E inoltre: anche nell’universo fittizio di Cthulhu il Capitano Nemo non è mai esistito, eppure il diario sembra avere incontestabili elementi di autenticità… qualcuno è veramente vissuto sul Nautilus? La storia potrebbe essere interessante e inoltre, se si vuole organizzare la campagna col principio della cipolla, cioè quello pp-indydiary-1926di un mistero che ne contiene un altro, risolto l’enigma del diario ci si può trovare dentro il mistero più complesso di Giulio Verne: dove prendeva le sue ispirazioni? È vero che il suo editore ha censurato molte delle parti più oscure e disturbanti delle sue opere? Cosa sapeva davvero Verne?

Un’altra nota: per tutti quelli che hanno un animo da bambini come me, l’idea di fabbricare un diario fintamente autentico, da consegnare ai giocatori, è irresistibile…

Offerte di lavoro nei servizi segreti

Anni fa iniziai una campagna di Cyberpunk 2.0.2.0. facendo rispondere i giocatori a immaginarie offerte di lavoro per incarichi particolari: a proposito della creazione di documentazione finta, ricordo che mi divertii molto a impaginare e pubblicare le pagine delle inserzioni di lavoro di alcune immaginarie riviste per mercenari.

A quanto pare queste cose esistono davvero, solo che oggi gli annunci compaiono sul web, sono attenti alle pari opportunità e sono curati da società di lavoro interinale specializzate (immagino perché non sia possibile promuovere una causa di lavoro contro la CIA, quando alla fine ci si trova in una raffineria in Mali circondati da jihadisti armati fino ai denti e da militari algerini che non vanno troppo per il sottile).

Wired (sempre loro) elenca otto offerte di lavoro nel complesso militare-industriale statunitense. Sono offerte interessanti (come nella maledizione cinese: ti auguro di vivere in tempi interessanti). Le elenco senza commenti:

  • fumettista/grafico per la propaganda a favore di un fornitore del Pentagono;
  • analista di profili su social networks: in pratica, leggere i messaggi Facebook o Twitter di qualcuno per stenderne poi profili psicologici, schedature eccetera (vien alla mente il Laney di Aidoru);
  • esperto cacciatore di spie russe, per controbattere i tentativi di sottrarre agli USA segreti tecnologici
  • esperto traduttore dall’yiddish (sic)
  • istruttori. Solo? Beh, occorre essere ex-poliziotti, avere almeno 15 anni di esperienza nell’antidroga, parlare lo spagnolo e avere esperienza nei meccanismi del traffico di droga centroamericano, compresa la conoscenza delle principali personalità del traffico. “Istruttore”, certo… ci si possono portare i propri “mezzi didattici”, immagino preferibilmente calibro 9
  • esperto di armi biologiche, addetto a impedire “la proliferazione e uso di armi di distruzione di massa” nel blocco ex-sovietico, oppure, se “si dovesse fallire, ridurre l’impatto del loro uso”. Ahia…
  • esperto di statistica per la Gallup. Ok, questo non sembra un lavoro da spie: ma allora perché si deve giurare di non divulgare segreti di rilevanza nazionale?
  • addetto alle pulizie. Anche questo non sembra strano (ma leggere l’originale su Wired è pura poesia) ma anche in questo caso occorre una qualifica di sicurezza massima: forse anche il capo della CIA ha bisogno di qualcuno che gli pulisca l’ufficio…

Se siete interessati, e avete un profilo di sicurezza cristallino, sull’articolo originale ci sono i link alle offerte delle aziende che cercano queste figure. Buona fortuna.

 I quindici uomini più pericolosi al mondo

Ho trovato un articolo che ha un incipit quasi lirico:

There used to be an established order to the world. A structure to things. You couldn’t print a gun like a term paper. It was impossible to wreck a nuclear production plant with a few lines of code.  Flying robots didn’t descend on you in the dead of night and kill you in your home.

But that order has been upended. Cheap videos in California help spark riots in Cairo. Lynchpins of the Middle East now rant about ‘Planet of the Apes’ in public, and Iranian generals trash-talk David Petraeus over SMS. The world has gone a little haywire — sometimes for better, sometimes for worse. Here are our choices for the 15 people most responsible for making it that way.

“Video a poco prezzo in California scatenano disordini di piazza al Cairo. Uomini chiave del Medio Oriente delirano in pubblico sul Pianeta delle scimmie…”, sembra di sentire il monologo di Blade Runnerho visto navi da battaglia in fiamme

L’articolo prosegue a elencare quindici uomini (e donne) “pericolosi”: solo uno di loro è un criminale normale, gli altri sono i protagonisti di crisi e rivouzioni di vario genere (informatiche, tecnologiche, sociali) in giro per il mondo. L’articolo è molto sbilanciato dal punto di vista americano (il numero due è il presidente siriano Assad, e il numero uno un generale iraniano) ma è molto interessante.

crwdd1Se proprio dovessi giudicare la qualità narrativa di questi, Eugene Kaspersky (imprenditore miliardario esperto di informatica e uomo di fiducia dei servizi segreti russi? Sembra preso di peso da James Bond), John Brennan (zar delle guerre segrete degli USA) e Joaquin “El Chapo” Guzman (capo del cartello di Sinaloa) sono quelli che emergono maggiormente. Ma conto in futuro di parlarvi di Cody Wilson, un semplice studente di legge con la passione delle armi. E delle stampanti 3d. Forse cominciate a intuire la connessione. E la pericolosità.

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