Conan a “Oggi parliamo di libri”

Conan the barbarianLa quarta puntata di Oggi parliamo di libri era dedicata a Conan. La quarta? E ormai è andata in onda già la settima! Sono in ritardissimo nella trascrizione delle puntate. Me tapino…

Comunque, la puntata si è aperta col botto. Con voce impostata (che temo facesse un po’ ridere) ho letto la classica descrizione di Conan (di Lin Carter, credo):

Sappi, oh Principe, che tra gli anni in cui gli oceani inghiottirono Atlantide e le sue splendide città e gli anni dell’ascesa dei figli di Aryas, ci fu un’età di sogno durante la quale fantastici regni erano disseminati nel mondo, come monti celesti sotto le stelle. Nemedia, Ophir, Brythunia, Hyperborea, Zamora con le sue brune donne e le misteriose torri dei ragni, Zingara con la sua cavalleria, Koth confinante con la pastorale Shem, Stygia con le sue tombe protette dalle ombre, Hyrkania i cui cavalieri indossavano acciaio, seta e oro. Ma su tutti i regni del sognante Occidente primeggiava superbo quello di Aquilonia. Qui venne Conan il Cimmero, i capelli neri, lo sguardo cupo, la spada nella mano; un ladro, un predone, un assassino, capace di abissali malinconie e di incontenibili esplosioni di allegria… venne a schiacciare sotto i suoi piedi i più preziosi troni della Terra.

Conan cimmerianCerco di dedicare ogni puntata, oltre che a un libro, a un tema particolare della fantasy o della fantascienza, in modo da offrire in queste trasmissioni uno sguardo il più possibile ampio sul genere. Conan si prestava per chiacchierare un po’ di heroic fantasy, o di sword & sorcery, e perciò ho provveduto a descrivere questo sottogenere del fantasy (già la citazione iniziale serviva a chiarire le idee agli ascoltatori!):

Siamo nel campo di quella che in inglese viene chiamata “sword and sorcery” e che in italiano si tradurrebbe “spada e stregoneria”. Si dice anche anche un genere “heroic fantasy”, cioè una fantasy eroica. Che cosa è? È una storia in cui i guerrieri sono più grandi della realtà, sono tutti spadaccini invincibili, in cui le donne sono sempre bellissime, gli stregoni sono potenti oltremisura, gli avversari di portata straordinaria. Le avventure cioè sono avventure che trascinano in un altro mondo e in un’altra dimensione.

Apriamo una parentesi: durante la puntata sono andato a memoria, ma adesso, preparando questa trascrizione mi è un po’ venuta la curiosità e quindi sono andato a vedere la definizione ufficiale di “sword and sorcery“. Con mia sorpresa ho scoperto che il giro di parole che ho usato io non è di Fritz Leiber, a cui si deve la creazione di questa “etichetta” per Conan e i suoi epigoni, ma che ho in parte parafrasato L. Sprague deCamp, che però usava l’espressione per sottolineare il fatto che nal mondo di oggi non si possono risolvere le contestazioni dell’ufficio delle tasse con la spada in mano, come avrebbe fatto Conan. In compenso, il dizionario dell’Università di Oxford usa quasi le mie stesse parole, quindi mi sento soddisfatto:

Conan cimmeroa subgenre of fantasy which describes the adventures of larger-than life heroes or heroines in bronze-age or medieval settings, and especially their battles with magical or supernatural foes.

Non si può capire la sword and sorcery senza pensare al suo pubblico di lettori, nell’America rurale della Grande Depressione, che era l’ambiente in cui anche Howard viveva, o fra le nuove masse urbane, soprattutto fra i pendolari con pochi soldi e un po’ di tempo da ammazzare in treno o autobus: è la letteratura nata per soddisfare le (limitate) esigenze culturali di questi lettori il palcoscenico su cui Howard e altri grandissimi narratori si sono esibiti, il mondo delle rivistine pulp.

In trasmissione, spiegando questo, mi sono avventurato in uno strano gioco di parole fra pulp nel senso che, come tutti sanno, si trattava di riviste stampate su carta a poco prezzo ricavata dalla polpa del legno, e pulp nel senso della estrema materialità dei toni e delle narrazioni: pulp come carnazza, insomma, per soddisfare i lettori. Poi in maniera un po’ buffa mi sono fermato a metà pensando che sulla radio diocesana era meglio non dire: «carnazza» (oppure ho avuto paura di me stesso e della direzione che potevo prendere…).

Ah, dimenticavo invece che mi sono molto divertito a terminare la presentazione del pulp con la descrizione delle tipiche

Conan il barbarocopertine forse un po’ osé per l’epoca, in cui c’erano guerrieri nerboruti a torso nudo, donne legate in procinto di essere divorate da mostri, stregoni cupi, possibilmente piegati su se stessi e magari con l’aria un po’ orientale perché il nemico giallo poteva essere alle porte.

Può darsi che, come ho detto in trasmissione, si trattasse di storie concepite principalmente per acchiappare il lettore e trascinarlo via dalla sua vita ordinaria, storie rivolte a un pubblico un po’ di bocca buona, però meno male che mi sono ricordato di dire che Howard è un narratore di classe:

Howard aveva una capacità straordinaria di accattivarsi il lettore. Le storie di Conan sono storie molto ingenue, che forse qualche volta ci lasciano perplessi dal punto di vista del “messaggio”, ma che dal punto di vista del puro intrattenimento sono straordinarie: non c’è una pagina di riposo, non c’è una descrizione fuori posto, è pura avventura senza nessuna adulterazione. E Conan è, nonostante tutto, un gran bel personaggio. Prima vi ho forse preoccupato dicendovi che Conan è un ladro e un assassino; questo è vero: noi attraverso tutti i racconti seguiamo Conan dalle sue prime imprese giovanili, in cui è un avventuriero in fondo anche un po’ senza scrupoli, fino all’età matura in cui diventerà Re di Aquilonia, il regno più potente fra tutti quelli della sua epoca…

Conan NordForse quando ho fatto questa puntata avevo già in mente la puntata sulla fantascienza femminista (quella della settimana scorsa) o forse ero sotto l’effetto di qualche lettura utilizzata per documentarmi, perché riascoltandomi noto che continuamente avevo il bisogno quasi di giustificarmi, come in questo pezzo successivo:

Naturalmente Conan è anche abbastanza discusso, per esempio il trattamento dei personaggi femminili nelle storie di Conan ha suscitato più di una critica sia da parte dei fan che da parte di altre scrittrici che hanno tenuto a disegnare le loro eroine in maniera assolutamente antitetica a quello delle donne presenti nelle storie di Conan, che però non sono mai delle figure così “sottomesse”: ci sono principesse, spadaccine, avventuriere, streghe, sacerdotesse, e così via. Quello che rimane è naturalmente il fatto che l’enfasi è quella di una società, come quella in cui scriveva Howard, in cui le donne erano comunque tenute sostanzialmente ai margini.

Dal punto di vista della biografia non ho raccontato molto di Howard (per esempio non ho raccontato dellle sue vicende personali o del suo suicidio), ma ho raccontato brevemente la sua evoluzione di scrittore: al tempo della morte aveva ormai abbandonato Conan in favore della narrativa western

un giovanotto texano che sognava di scrivere western: all’epoca il western era il genere letterario di intrattenimento, diciamo così, “di classe”, che poteva dare  anche l’accesso a Hollywood, dove si facevano i film western, mentre il fantasy  era il genere in un certo senso, di “serie B”. Se Howard avesse saputo che al giorno d’oggi scrivendo Harry Potter si fanno i milioni mentre il western non lo legge più nessuno resterebbe senz’altro molto sorpreso,

Conan il conquistatoree ho anche raccontato solo brevemente della complessa storia letteraria di Conan, con l’intreccio quasi inestricabile fra opere pubblicate mentre Howard era in vita, opere pubblicate postume ma scritte effettivamente da Howard, storie lasciate incomplete e riviste (o manipolate…) da Sprague DeCamp, Lin Carter e altri, e storie inventate di sana pianta da vari epigoni, per non parlare della seconda vita – fumettistica – di Conan. Non so se in trasmissione si è capito, ma quel che ho consigliato di leggere, il romanzo Conan il Conquistatore e i racconti La torre dell’Elefante e Chiodi rossi appartengono al nucleo originale che risale a Howard in persona.

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5 pensieri riguardo “Conan a “Oggi parliamo di libri”

  • 23/01/2013 in 22:06
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    Howard è in lista di lettura da un po’, forse troppo tempo. Uno che si meritò la toccante eulogia di Lovecraft dev’essere un autore eccezionale. Conan purtroppo lo conosco esclusivamente tramite i film (purtroppo anche l’ultimo) ma ho inteso che dietro c’è di più. Ho già nelle mie mani (digitali) l’omnibus – o almeno credo.
    Un saluto!

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    • 24/01/2013 in 09:15
      Permalink

      Lo omnibus, se è in italiano, potrebbe essere l’edizione riassuntiva in due volumoni della Nord, che contiene gli originali di Conan e una serie di aggiunte (complessivamente di buona fattura) di Sprague DeCamp,e secondo me è una lettura consigliata: mette le avventure di Conan in ordine cronologico, cioè da quando era ragazzo alla età matura di Re di Aquilonia, e così non consente di rendersi conto dell’evoluzione del personaggio nella mente di Howard, però in questo modo aumenta il piacere del puro intrattenimento e rende piuù comprensibili una serie di collegamenti interni.

      Rispondi
  • 24/01/2013 in 09:17
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    Mi sono dimenticato di dire che in trasmissione ho consigliato anche di accostarsi a Conan attraverso i fumetti, almeno quelli dell’epoca classica – lo stesso consiglio non vale per i film, che sono già una reinterpretazione del personaggio, sia la versione di Milius che quella più recente.

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