Leggete John M Ford

Grazie a una segnalazione del sempre ottimo Cory Doctorow ho scoperto la travagliata storia – da vivo e da morto – di John Mike Ford, uno scrittore di fantasy e fantascienza e autore di giochi di ruolo (e molte altre cose) che ricordavo vagamente di aver sentito nominare ma di cui non ho mai letto niente.

Fra gli ammiratori e gli amici di Ford si conta gente come Neil Gaiman e Robert Jordan, eppure fino all’anno scorso i suoi libri erano diventati introvabili, per una complessa questione di fraintendimenti, smarrimenti e separazioni che hanno scavato, consapevolmente o meno, enormi distanze fra gli amici e ammiratori di Ford, la sua famiglia in quanto esecutori testamentari, la sua agente e, infine, i suoi editori. Finché Isaac Butler, un giornalista di Slate che aveva letto un romanzo di Ford, voleva regalarne una copia a qualcuno e non riusciva inspiegabilmente a trovarne in commercio, ha cercato di dipanare la matassa e ha ricostruito la vicenda.

Lieto fine: famiglia e e Tor Books si sono messi d’accordo, tutti i libri saranno ripubblicati con l’introduzione di altri noti scrittori e vedranno la luce anche una serie di inediti e miscellanee varie.

Tutta la vicenda è ricostruita in un bell’articolo di Butler; devo dire che fra l’articolo e la presentazione che ne ha fatto Doctorow mi è venuta molta voglia di leggere qualcosa di Ford e, totalmente al buio, lo raccomando a tutti: ho messo qui in giro le copertine delle varie riedizioni uscite sinora e ne dico qualcosa qui sotto, quindi vi potete fare un’idea ulteriore.

Nel nuovo piano editoriale, fra gli inediti il principale e più interessante è Aspects, il capolavoro incompiuto di Butler, di cui esistono solo otto capitoli, pare meravigliosi, e che sarà presentato da Neil Gaiman; del libro, uno steampunk a quanto pare scintillante, anche Doctorow dice un grandissimo bene. Secondo Gaiman: «Aspects è ciò che Game of thrones avrebbe potuto essere, se il suo autore fosse stato affascinato da treni… comunicazioni e politica, magia, redenzione e le forme che l’amore può assumere».

The dragon waiting, presentato da Scott Lynch, quello di Locke Lamora, è il primo romanzo di Ford e quello, devo dire, che mi interessa di più: la Guerra delle due Rose in versione fantasy prima di GRR Martin (questa cosa di avere scritto prima è ricorrente, quando si parla di Ford). The scholars of night è invece la storia di una lotta di spie durante la Guerra Fredda in cui c’è di mezzo un dramma perduto di Christopher Marlowe; secondo quanto dice Neil Gaiman a Butler nell’articolo, è Il nome della rosa di Ford, il libro erudito che poteva fare presa sul pubblico popolare se fosse stato promosso adeguatamente.

Fra quelli in vista di essere ripubblicati, ma non ancora usciti e di cui quindi non ho le copertine, ci sono poi Growing up weightless, un intrigo politico sulla Luna, in cui la storia non è raccontata dagli eroi della storia ma dai loro figli, una generazione perduta di ragazzini nati dopo la colonizzazione lunare; Web of angels, l’invenzione della rete prima del cyberpunk, con introduzione dello stesso Doctorow, e altri, compresi i già citati inediti. The last hot time, un romanzo che mette insieme elfi e un ambiente che sembra la Chicago ruggente di Al Capone, era ancora in circolazione all’epoca in cui è iniziata questa vicenda e non ho capito bene come rientri in tutto il nuovo programma editoriale.

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