Gente che viene da dappertutto

Nello scorso fine settimana, come avevo annunciato, sono stato a Cortes Apertas di Orani per aprire casa e accogliere i visitatori.

Quiete prima della festa

Essendo di corvée non mi sono goduto il paese e la festa quasi per niente, a parte un consumo spropositato di proteine di origine animale, di alcol e di dolci, come il luogo domanda.

Quello che mi sono goduto, invece, sono i visitatori e le impreviste chiacchierate che sono nate dalla esposizione di un ricettario della nonna (per dire: una discussione accanita fra visitatrici su disgrafia, strategie educative, qualità della scuola elementare attuale) o di una giacca di velluto da caccia (sul ruolo politico delle organizzazioni di cacciatori in Polonia) e così via.

Sono rimasto stupito dell’affluenza: abbiamo avuto parecchie centinaia di visitatori, un po’ meno del migliaio abbondante di anni fa, ma all’epoca le Cortes erano molto più una novità; abbiamo anche aperto appena meno di altri, per motivi logistici diversi. Insomma: un sacco di gente.

Sapevo benissimo che c’è un turismo locale molto forte che nei fine settimana gradisce usare il pretesto delle Cortes per una gita fuori porta, andare a trovare amici o farsi una mangiata; quello che mi ha lasciato stupito è stato il numero di stranieri (almeno un quinto dei visitatori, giurerei) e la loro provenienza estremamente variegata: abbiamo avuto svizzeri, francesi, inglesi, svizzeri, belgi, spagnoli, polacchi, slovacchi, lettoni, russi, e anche due argentini, degli australiani e un ecuadoregno. Calcolando che un gran numero degli altri erano continentali vuol dire che a nasometro c’è una fetta significativa di turisti – a settembre; ma settembre è davvero bassa stagione? – che dalle coste è disposto a muoversi vero l’interno e, oltretutto, ne trae un gran piacere.

Andando via mi chiedevo se ci sono, da qualche parte, studi sull’impatto di iniziative tipo Cortes Apertas, non solo dal punto di vista della ricaduta economica dei paesi o sulla capacità di rendere più vivace il clima culturale locale, ma da quello della costruzione di una visione delle zone interne da parte dei turisti.

Mi spiego con un esempio: Cagliari è oggi una città turistica grazie a strategie complesse e un gran numero di fattori. Fra questi, però, certamente le navi da crociera e la presenza di compagnie aeree low cost hanno agito da moltiplicatore perché hanno attivato dei meccanismi di passaparola e di costruzione di una identità turistica diffusa di Cagliari (anche l’Erasmus ha svolto un ruolo simile): uno viene perché ha trovato un volo economico all’ultimo momento o perché la nave fa questa sosta che lui non ha proprio scelto, visita la città, gli piace e ci torna per una sosta più prolungata; oppure anche solo ne parla bene agli amici e anche quelli ci vengono. Ecco, mi sono chiesto se da qualche parte si sia studiato se le Cortes giochino un ruolo simile; non ho trovato niente, ma sono sicuro che qualche amico può indirizzarmi alle letture opportune.

C’è anche un’altra riflessione che ho fatto, e che riguarda l’offerta culturale di tanti dei nostri paesi, ma di questo magari parlerò con più calma.

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