Se dieci anni vi sembran pochi

Mi ha fatto molta impressione, l’altro giorno, invitare un amico, studente universitario, all’incontro delle Scuole popolari di economia che si terrà a Cagliari domani e dopo e rendermi conto che per la maggior parte della sua vita sociale cosciente, da adulto, ha convissuto con la crisi, che conta ormai dieci anni.

È un po’ con questo pensiero mogio, ma combattente, che vi invito a unirvi a me e ai soci di Banca etica della Sardegna meridionale per due giorni piuttosto interessanti. Venerdì 28 proietteremo La grande scommessa e poi faremo il punto a dieci anni dalla crisi: una ricorrenza che in Italia è passata piuttosto sotto silenzio e che invece spiega tanto, ma davvero tanto, dell’oggi. Siccome siamo etici e sobri, ma in maniera gaudente, mentre parliamo ci sarà da mangiucchiare qualcosa, a cura della Bottega Oscar Romero, e il dibattito sarà presieduto dalle amiche di Laboratorio28, che sono una garanzia.

A proposito: per partecipare occorre essere soci della Federazione Italiana Circoli del Cinema (la tessera si può fare sul momento) perché era la forma culturale più adatta per l’iniziativa e perché la formula proiezioni alla coatta non ci pareva sufficientemente etica; sono rimasto un po’ stupito che ad alcuni sia sembrato un costo esorbitante, però tutto il resto, compreso il privilegio di essere in mia compagnia, è gratis.

Sabato mattina, all’orario stupefacente delle 9,00, proietteremo La toma, detto anche The Take, documentario di Ari Lewin e Naomi Klein sulle fabbriche occupate dai lavoratori in Argentina. L’esperienza è precedente alla nostra crisi, ma la dimensione di autorganizzazione evocata dal film ci interessa perché è anche in cima alle nostre riflessioni. Tanto in cima che dopo la proiezione potremo, fatto il necessario coffee break nello stile sobriamente gaudente o gaudentemente etico di cui sopra, discutere di fabbriche e lavoratori con Marco Zurru, che sull’argomento ne sa tanto, e con Antonio Tanda, presidente della cooperativa Isolex che è appunto una fabbrica salvata dai lavoratori (e finanziata da Banca Etica).

Per accedere bisogna avere la tessera FICC di cui sopra, e non mi ripeto.

E insomma, a che punto siamo? Male, stiamo, credo che su questo siamo tutti d’accordo, ed è sorprendente, come accennavo più sopra, che sia raro veder trarre le connessioni fra l’attacco al tessuto sociale, le campagne d’odio, il tentativo di far piazza pulita dei diritti dei lavoratori, per citare solo tre dei fenomeni dell’oggi, e quella che è la radice comune del tutto, che è una fnanza sregolata e selvaggia. La nostra due giorni fa parte di un tentativo di tutti i soci dell’Area Centro di mettere al centro della consapevolezza dei nostri ambienti questa dimensione, e ci proviamo anche a Cagliari: un atto, devo dire, molto politico. Qui sotto la locandina dell’evento, se volete condividerla.

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