Piccole merde

Stamattina, sotto la doccia, mi sono ricordato del portinaio.

Non quello del nostro palazzo, che non c’è mai stato. Quello della Saras, cioè il palazzo vicino.

Non era proprio il portinaio vero e proprio: era piuttosto il marito della portinaia. Infatti lavorava altrove e verso le sei di sera, mentre noi giocavamo a pallone o a qualcos’altro, tornava a casa con in mano una valigettina di pelle, un po’ curvo, un po’ stanco.

Aveva i baffettini, e noi ragazzi lo odiavamo. O almeno: ci era antipatico. Esattamente perché non lo ricordo: adesso sospetterei che in parte le relazioni interne al palazzo contassero – dopotutto la moglie era la portinaia e i papà dei miei amici erano tipo tutti ingegneri; c’entrava però anche il fatto che lui e la moglie ci gridassero continuamente dietro perché passavamo sulle scale bagnate e giocavamo a pallone in cortile facendo rimbalzare il pallone contro le macchine. D’altra parte la moglie ci stava antipatica ma non ce l’avevamo proprio con lei; invece lui l’avevamo preso di mira.

E insomma un periodo ogni volta che arrivava gli cantavamo una canzoncina. All’epoca c’era questa famosa pubblicità – quelli che mi sono coetanei ricorderanno – del cacao Talmone, che faceva: Mamma mamma lo sai chi c’è? è arrivato il merendero

e noi l’avevamo modificato in è arrivato il portinero eccetera (facevamo anche l’urletto finale eeeeeel portinerooooh).

E così il poveretto tornava a casa, ogni sera, e trovava una ventina di bambini che lo avvistavano da lontano (qualcuno lo gridava: il portinaio, il portinaio!) e mentre solcava la folla gli facevano il coretto, tutti insieme, accompagnandolo fino alla porta ma tenendosi a distanza di sicurezza (perché lui si arrabbiava, e ci tirava la borsa).

Tutti i giorni.

Sfido che arrivava con la schiena un po’ curva, il passo un po’ strascicato…

La storia non dev’essere durata molto, a quanto mi ricordo, però abbastanza perché mi si imprimesse nella memoria. Chissà, magari prima o poi uno dei papà o delle mamme del palazzo a fianco pose termine alla questione. O forse il portinaio e la moglie alla fine andarono via, chissà, davvero ora non ricordo.

Però oggi mi è venuto in mente, sotto la doccia, e un po’ mi sono vergognato.

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