Il romanzo di Rut

Ho già accennato al fatto che ho dedicato una puntata recente di Oggi parliamo di libri al Libro di Rut, uno dei testi minori dell’Antico Testamento. Può stupirsi della sua inclusione in un ciclo di puntate dedicate alle grandi storie d’amore solo chi non conosce l’enorme varietà di registri narrativi e di generi letterari presenti nella Bibbia, fra i quali anche il romanzo d’avventura (un buon esempio è Tobia, ma ricordo un interessante corso tenuto dal compianto padre Huber sulle peregrinazioni del re Davide come perfetto romanzo d’avventura) e, appunto, il romanzo sentimentale; in questo senso casomai ci si sarebbe dovuti stupire del fatto che non avessi ancora incluso Rut (o magari il Cantico dei Cantici) nelle puntate di questa stagione.

Riascoltando la puntata resto colpito dal gran numero di esitazioni nel parlare che si colgono se si ascolta con attenzione. Solo una è in realtà giustificata da un’incertezza su cosa dire esattamente, ed è nel punto in cui dico che Rut fa parte dei libri sapienziali. La cosa non è particolarmente corretta; cioè è vera solo in senso lato ma le edizioni cattoliche della Bibbia dovrebbero usare, se non sbaglio, l’epiteto di libro storico, solo che non volevo dare un’impressione sbagliata (cioè quella di un libro storico come GiudiciRe Cronache) e oltretutto Rut fa parte di un ciclo di testi che per gli Ebrei avevano anche valore liturgico e insomma infilarmi nelle questioni sulla classificazione dei libri della Bibbia o semplicemente usare il termine meghillot non mi pareva proprio il caso.

Le altre esitazioni sono dovute alla fretta e a una certa impreparazione: avevo deciso di fare la puntata su Rut praticamente sull’asse mediano, mentre andavo a registrare altre puntate e mi è improvvisamente venuto in mente, per associazione di idee con la narrazione orale. Poi in radio ho velocemente riletto il testo – è davvero breve – e controllato un paio di cose sulla rete e poi sono andato direttamente in sala di registrazione senza starci troppo a pensare. Un po’ mi pare che fossi incerto sul necessario compromesso fra parlare del libro come semplice testo letterario o come testo divinamente ispirato: considerato che il finale, con la menzione dell’inserimento di Rut nella genealogia di Gesù e il suo ruolo, quindi, nella storia della salvezza, era esattamente dove volevo andare a parare, dovevo avere la compenetrazione di questi due livelli ben chiara in testa; ma si sa che il passaggio dalla testa alla lingua è meno spontaneo di quanto si vorrebbe.

Una delle conseguenze dell’avere deciso all’ultimo minuto di fare questa puntata è stata che non avevo la minima idea di quale brano musicale usare come intermezzo. Il suggerimento del brano di Nek, che peraltro cita largamente Corinzi e quindi un testo del Nuovo Testamento che con Rut ha un collegamento abbastanza indiretto, è stato di Fabio Figus, il regista della trasmissione, che ringrazio per questo e anche perché mi supporta e mi sopporta in mille occasioni.

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