«Fai un intervento politico…»

«Fai un intervento politico…» è la raccomandazione che sto facendo a tutti quelli che mi chiedono: «Che devo dire?».

Stasera modero il dibattito (che spero succoso, interessante e partecipato) durante La finanza non è un gioco, l’appuntamento cagliaritano della festa della finanza etica che in tutta Italia celebra i quindici anni di Banca Etica, e diversi degli invitati mi hanno chiesto: «Che devo dire?».

A tutti ho risposto: «Fai un intervento politico».

Incontro Sassari quindici anniUn po’ è perché questa è la divisione dei compiti rispetto al convegno che si terrà dopodomani a Sassari: là si farà il bilancio dei quindici anni di Banca Etica in Sardegna, oggi a Cagliari invece si parla di finanza in un’ottica più globale.

Ma questa è ancora una risposta superficiale. Il tema che mi interessa, e verso il quale ho fatto in modo di spingere progressivamente il nostro appuntamento, martoriando temo la pazienza degli altri soci di Cagliari, è: chi comanda? Chi deve comandare?

Parlare di finanza oggi non vuol dire semplicemente parlare di meccanismi economici, ma vuol dire mettere il naso nella questione delle questioni: la caduta verticale della possibilità di autodeterminazione dei popoli, la perdita di potere e autonomia degli Stati nazionali e lo svuotamento delle loro istituzioni democratiche, l’asservimento delle grandi istituzioni internazionali a interessi puramente economici.

Vi sembra forte? Non so se lo sapete, ma Bill Gates è il terzo finanziatore dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dopo USA e Regno Unito. Vuol dire che nelle stanze dove si decide della salute globale un ricco capitalista ha più peso di, poniamo, Giappone, Italia, Cina, Russia, Germania, Sudafrica, Brasile, cioè di milioni di cittadini e dei loro rappresentanti. E Bill Gates, a paragone di certi squali della finanza mondiale, che agiscono nell’ombra, è perfino rassicurante.

Se questo è lo scenario, questo è quindi quello di cui vorrei parlare stasera, se gli invitati e il pubblico ci aiutano. “Intevento politico” vuol dire cercare di mettere le cose da dire in prospettiva: possiamo anche parlare, diciamo, del banchiere ambulante che manca a Cagliari (dopotutto continua a valere pensare globalmente, agire localmente) ma credo che vada riposto alla consapevolezza di tutti un tema generale di qualità della democrazia: chi comanda? Le persone, le istituzioni democratiche nazionali e internazionali, o la ricchezza senza volto? Il bene comune o la finanza casinò? La risposta a queste domande è forzatamente politica, strategica, anche se poi passa per interventi e compromissioni personali, scelte di consumo, stili di vita, lavoro sul campo e mille altre cose – ma dentro una visione politica delle cose.

Ecco, questo è quello di cui mi piacerebbe che si parlasse stasera. Forse non l’ho detto bene, ma spero di essermi spiegato. Del resto, io stasera faccio solo il moderatore del dibattito: le risposte e le opinioni spettano a tutti.

Se avete voglia di dire la vostra, ci vediamo stasera.

(Naturalmente, dice il proverbio africano: abbiamo due orecchie e una sola bocca per ascoltare il doppio di quanto parliamo. Venite stasera anche per ascoltare gli altri, in particolare Nicoletta: ne varrà sicuramente la pena).

Locandina

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