La mia banca è differente

logo 15 anniCredo che molti dei miei amici e lettori sappiano già che quest’anno Banca Etica, avendo aperto l’8 maggio del 1999, festeggia il suo quindicesimo anno di vita.

Sul sito della Banca è stata aperta una sezione molto bella, molto narrativa, molto interattiva, che racconta sia le iniziative in programma in tutta Italia per festeggiare la ricorrenza sia la storia della Banca sinora: fra l’altro vi sto caricando alcune delle mie foto prese in varie occasioni.

C’è anche lo spazio per mettere degli aneddoti di vita vissuta, ma purtroppo lo spazio è evidentemente limitato (a 1024 caratteri). La mia storiella, che avevo già raccontato al gruppo La Pira, è invece più lunga, quindi la posto qui.

Non so perché, ma ogni volta che vado in Abruzzo è un viaggio della speranza. Ricordo molti anni fa una lunghissima traversata in treno degli Appennini verso Pescara, una cosa come sette ore con partenza da Roma per andare a un campo nazionale dell’AC.

Ricordo anche, l’anno che ci siamo sposati, un Natale a Caramanico Terme. Al ritorno c’era sciopero dei ferrovieri e con Maria Bonaria riuscimmo a tornare a Roma attraverso lunghe e penose deviazioni, alla ricerca del convoglio disponibile, fino a intercettare nell’alto Lazio un treno proveniente da Firenze che ci condusse finalmente a destinazione.

Questa volta, devo dire, me la sono cercata.

Il 16 luglio del 2011 volevo andare a L’Aquila per l’inaugurazione della Casa del Volontariato. Avendo dormito a Roma il 15 (il giorno prima ne ho approfittato per parlare a lungo col responsabile dei soci del Lazio) potevo usare due mezzi di trasporto diversi: treno o autobus.

L’autobus, con aria condizionata, impiega circa un’ora e mezza e parte da Tiburtina più o meno ogni quaranta minuti. L’ultimo disponibile per arrivare per l’inaugurazione (alle 11) partiva alle 8.59, ma io sarei voluto arrivare prima per parlare con diversa gente di Banca Etica, quindi potevo partire una qualunque ora dopo il primo autobus delle 6 del mattino.

Il treno impiega tre ore abbondanti e parte alle 5.45… prendere il successivo voleva dire arrivare a mezzogiorno.

Banca Etica 15 anniHo preso il treno. Col senno di poi, non so perché. Voleva dire alzarsi prima, fare un viaggio più lungo… in qualche maniera confusa devo avere ragionato che in treno avrei dormito più facilmente, che se invece fossi stato sveglio avrei potuto scrivere, che non ci sarebbe stato problema di curve come con l’autobus. E poi preferire il trasporto su rotaia a quello su gomma, bla bla bla…

Insomma, ho preso il treno alle 5.45. O forse il treno ha preso me, nel senso che io a quell’ora avevo il pilota automatico, ma insomma, il risultato è che alle 7 del mattino ero a Terni. A Terni? Eh si, perché a Terni, come a Chilivani, si cambia. E io sono arrivato alle 7, con sette minuti di ritardo, e la coincidenza per l’Aquila è partita alle 6.56.

E quindi alle 7 del mattino del 16 luglio sono alla stazione di Terni, che è come dire nel mezzo del nulla, e il treno successivo per L’Aquila parte a mezzogiorno. Per un attimo penso che farei prima a tornare a Roma, arrivare a Tiburtina alle 8.57 e prendere quell’ultimo pullman che avevo prima disprezzato. Solo che ho l’impressione che per come si è messa la giornata arriverò anche lì con quei pochi ma decisivi minuti di ritardo e l’autobus sarà partito.

A quel punto ho l’illuminazione, e mi ricordo che Ugo Biggeri e Riccardo Dugini devono raggiungere L’Aquila partendo da Firenze.

Li chiamo. Concordiamo un appuntamento a Orte, e torno verso Roma.

A Orte, che è veramente in mezzo al nulla, altro che Terni, mi accampo alla stazione e alle 9, più o meno, un’auto scassata con Ugo e Riccardo mi preleva e mi porta all’Aquila.

Quello che ho trovato all’Aquila lo racconterò un’altra volta. Per il momento chiudo dicendovi che mi sto già rivendendo la battuta che la nostra è una banca veramente differente: in quale altra Banca se ti perdi a Terni il Presidente in persona ti viene a prendere con la sua macchina per portarti a destinazione?

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