Vago sospetto

L’altro giorno in libreria mi sono fatto regalare al volo dall’Inossidabile un libro che mi sembrava interessante. Arrivato a casa l’ho aperto di buona voglia.

Diciamo che si apre con una specie di sacrifico rituale di una ragazza per garantire la fertilità dei luoghi, perpetrato da uno vestito da mammuthone presso un antico tempio a pozzo, unico testimone un cagnolino dotato di autocoscienza umana, che esita a entrare nella radura perché percepisce che la sua presenza altera un equilibrio ancestrale e sente il peso di un silenzio soprannaturale (il che apre interessanti questioni filosofiche e teologiche: quali antenati? gli umani che hanno costruito il pozzo o i bastardini di millenni fa? e cosa c’è nel soprannaturale dei cani? gli eroi divinizzati, tipo Rin Tin Tin?).

Finito questo po’ po’ di prologo il romanzo vero e proprio si apre con la frase: «Il silenzio in Sardegna è quasi una religione».

E niente, non so perché ma credo che non finirò di leggerlo, chissà perché.

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