L’Eternauta a “Oggi parliamo di libri”

Quella che segue è un po’ la sintesi dei miei appunti e un po’ trascrizione delle cose che ho detto ieri sull’Eternauta durante la seconda puntata di Oggi parliamo di libri.

Cari ascoltatori, salve a tutti e ben ritrovati sulle frequenze di Radio Kalaritana: io sono Roberto Sedda e, come sapete, ogni settimana vi parlo di libri che hanno a che fare col fantastico: libri di fantasy o di fantascienza.

La settimana scorsa vi ho parlato de Lo Hobbit, ma siccome era la prima puntata e l’inesperienza si paga, mi sono accorto che mi sono dimenticato di dirvi molte cose, la più importante delle quali era ricordarvi che in questi giorni sta uscendo nelle sale il film tratto dal libro: andateci, non perdetevelo, si annuncia veramente un grande spettacolo.

Oggi invece cambiamo completamente genere, e il mio compito si fa un pochino più difficile: perché non solo devo aiutarvi ad attraversare la porta verso il mondo della fantasia, ma il libro che ho scelto per far questo è un libro a fumetti; magari le diffidenze di qualcuno aumenteranno: non solo queste scemenze della fantascienza, ma anche a fumetti! Se però avrete la pazienza di seguirmi, spero che riuscirò a convincervi.

nevadaPer iniziare non vi dico il titolo del libro, ma vi racconto una scena. Immaginate un quartiere popolare di una grande città occidentale, negli anni ‘50. Potrebbe tranquillamente essere Roma, o Milano: nel caso specifico è Buenos Aires (perché il fumetto di cui vi racconto è stato scritto e pubblicato originariamente in Argentina).

La storia inizia in una soffitta, riadattata per essere un comodo luogo per accogliere gli amici: e infatti vediamo subito quattro amici che sono riuniti, come tutte le settimane, per giocare a carte, mentre la padrona di casa ha preparato qualcosa da mangiare e la figlioletta gioca sul pavimento… una scena molto domestica.

Improvvisamente, e sebbene non sia stagione, fuori inizia a nevicare. Già questo è abbastanza sinistro, ma le persone chiuse dentro la casa ben presto si rendono conto che è una nevicata mortale: chi viene toccato dai fiocchi… muore. Il padrone di casa è un abile artigiano e casa sua è stata ben isolata: i fiocchi non possono entrare. Ma fuori è un disastro: Buenos Aires sta morendo.

Eternauta_defQuesto è l’inizio, fulminante, straordinario, di un fumetto che si chiama L’Eternauta, scritto magistralmente da Hector German Oesterheld (il nome testimonia dell’impasto di genti che è l’Argentina) e disegnato altrettanto magistralmente da Francisco Solano López. Il libro è stato pubblicato in Argentina negli anni ’50 e ha avuto una diffusione mondiale: in Italia è stato pubblicato a puntate per la prima volta negli anni ’70 e poi ripubblicato più volte in volume.

Eternauta_Stencil_by_Kassad86Qual è il mistero dietro la nevicata? L’Eternauta affronta un classico dei classici fra i temi della fantascienza: l’invasione aliena. Ci sono dei misteriosi alieni che stanno programmando l’invasione della Terra e la nevicata è solo il primo passo del loro attacco: ma di questo inizialmente i personaggi non si accorgono. Il fumetto ci accompagna piano piano attraverso un disvelamento di questa drammatica verità, ma come procede la storia lo vedremo dopo un po’ di musica.

A questo punto è arrivata la pausa: non avendo a disposizione il tango adatto (ci sarebbe stato bene Carlos Gardél) né il brano dei Gotan Project – questo o questo – a cui avevo pensato in alternativa (e non ricordavo che Astor Piazzolla ha addirittura dedicato una canzone all’Eternauta) ho scelto, attraverso associazioni di pensiero sicuramente curiose, Yanez di Davide Van der Sfroos: che comunque mi piace molto, anche se non c’entrava niente.

Dopo Yanez torniamo a parlare de l’Eternauta. Avevo detto che dopo un inizio drammatico i personaggi capiscono di trovarsi al centro di un evento catastrofico, ma non si rendono conto, inizialmente, di trovarsi d fronte a un’invasione aliena – un fatto che io vi ho svelato forse rovinandovi un po’ la sorpresa. L’abilità di Oesterheld – dobbiamo anche pensare che il fumetto usciva inizialmente a puntate, e che quindi occorreva tenere il pubblico affascinato perché continuasse a comprare i fascicoli – è quella di far andare avanti la storia senza mai anticip23951_eternauta_1are troppo ma senza mai neanche avere un passo troppo lento, con una mano felice che fa passare pian piano la famigliola e gli amici attraverso tutti gli stadi successivi: organizzarsi, far fronte alle prime esigenze della catastrofe, cercare altri sopravvissuti, poi rendersi conto che c’è un’invasione e poi infine la lotta contro gli invasori, che è un altro grandissimo classico della fantascienza, e tratteggiando contemporaneamente una galleria straordinaria di personaggi, tutte persone normali che affrontano con coraggio, dignità e con tutta un’altra serie di emozioni umanissime tutti questi eventi molto più grandi di loro.

In questo Oesterheld è accompagnato magistralmente da Solano López, che disegna la storia in un bianco e nero pieno di significato e di espressività, e soprattutto che è bravissimo sia a tratteggiare in maniera indimenticabile volti e tic dei personaggi e anche a rendere tutte queste creature aliene che la fantasia di Oesterheld man mano gli propone e che sono delle creature assolutamente non convenzionali, creature che non si sono viste da altre parti. Notevole è anche la resa di Buenos Aires, fedelmente riprodotta nelle sue strade, piazze e palazzi.

LEternauta-500pxL’altra grande abilità di Oesterheld è il finale, che è un finale bellissimo, sorprendente, un autentico colpo di scena che cambia completamente la situazione e la sconvolge e contemporaneamente è del tutto coerente con la storia: perché per tutto il fumetto il lettore è stato portato a immedesimarsi nei protagonisti, che sono tutte persone normali come normale è il lettore – anche la cura grafica nella resa di Buenos Aires doveva sconcertare il lettore argentino,che riconosceva i propri luoghi quotidiani e li vedeva sconvolti dall’invasione a aliena – e a chiedersi: «Io cosa farei in questa situazione?». Ebbene, il finale pone il lettore ancora di più, quasi gli sbatte in faccia, la verità che quella storia può e dovrebbe riguardare anche lui.

oesterheldSpero di avervi incuriosito e attratto nei confronti d questo libro, ma vorrei chiudere con un’altra osservazione, che riguarda invece il destino personale degli autori del fumetto. Chi è appassionato sa che Oesterheld è stato uno dei tanti desaparecidos della dittatura argentina, della cui morte non si sa con precisione nulla. Era già una figura notissima in patria, uno scrittore molto famoso, quando entrò nella resistenza contro la dittatura, che lo fece eliminare insieme con le quattro figlie, due delle quali incinte, e con tre dei quattro generi. Una tragedia spaventosa: e chi legge il libro non può che chiedersi se in qualche modo la vicenda raccontata non sia, in qualche modo, una prefigurazione della catastrofe che stava per abbattersi sul paese e se la nevicata mortale che uccide Buenos Aires non sia in qualche modo una anticipazione della ferocia della dittatura che avrebbe annientato e fatto svanire nel nulla quasi un’intera generazione.

Con questa riflessione, che voleva essere un omaggio alla figura di un fumettista straordinario, ho salutato, ricordato gli orari e annunciato che il libro della settimana prossima sarà Il gioco di Ender di Orson Scott Card.

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3 thoughts on “L’Eternauta a “Oggi parliamo di libri”

  • 14/12/2012 in 09:20
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    Cito anche brevemente i libri che avevano a che fare col tema della puntata ma non sono stati selezionati e di cui probabilmente quindi non parlerò più in trasmissione.
    Sulla fine del mondo Il giorno dei trifidi (Day of ther triffids) di John Wyndham, e Io sono leggenda (I am legend) di Richard Matheson.
    Sulla fantascienza a fumetti il concorrente più forte era Gilgamesh di Robin Wood e Lucho Oliveira.

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