Allo Skepto

Nel fine settimana sono stato con Maria Bonaria a un paio di sessioni dello Skepto, il festival internazionale di cortometraggi che si tiene a Cagliari, in parte per avere l’occasione di salutare Petter Skafle Henriksen che accompagnava il suo The boy and the abyss.

Fra i corti che ho visto ho trovato noiosissimo ma tecnicamente molto molto ragguardevole Rabbit and deer di Péter Vácz.

Mi sono piaciuti molto ma senza quel certo brividino finale Crossings di Amos Katz e il surreale Estocolmo di Alvaro Martin (qui sotto il trailer, ma sullo stesso canale Youtube c’è anche il video intero).

Ho trovato ingannevolmente semplice il perfetto Grazie a te di Jacopo Cullin, il quale cresce a vista d’occhio tanto che questo corto sembra un puro sciogliersi i muscoli in vista di qualche altra cosa più complessa (spero per lui). Un discorso che si potrebbe fare anche per The sunshine egg  di Michael Haas e per Love at first sight di Mark Playne

Ho scoperto un mondo con Matt Willis-Jones e la sua serie di A short film on…. Non so come descrivervelo, ma mi è sembrato genio puro (o una colossale presa per il sedere, la quale comunque richiede genio, quindi il cerchio si chiude). Mi sembra gente da tenere d’occhio, qui il video di parte della presentazione a Skepto.

I corti li ho trovati in generale tutti belli e interessanti e la selezione mi è sembrata di grande qualità. Nonostante questo non trovo niente in particolare da dire su Blind sein ist nicht allesBuharCadetDebtfoolsPre carità, Sassiwood, Tryouts e Tuesday: in ogni caso ho messo i link ai trailer, quindi ognuno può iniziare le sue personali esplorazioni.

Avrei detto lo stesso per Sin besos/No kissing di Manuel Arija de la Cuerda, ma nel ricordo mi continua a crescere, quindi vuol dire che aveva (o mi ha lasciato) qualcosa di più.

And the winners are…

Ho riso molto per Dji. Death fails, una elaborazione sul solito tema della morte pasticciona. Niente di nuovo dopo Terry Pratchett e un milione di altri, ma fatto con grazia da Dmitri Voloshin

Infine, i due video che mi sono piaciuti più di tutti sono due begli esempi di commedia con sottotoni più profondi: Un uccello molto serio di Lorenza Indovina (forse quello che mi è piaciuto di più in assoluto) e The long way down di Yasser Howaidy.

Sul film della Indovina ci sarebbero da fare delle altre osservazioni sul modo di impostare la trama, ma per il momento mi sono dilungato abbastanza: me le lascio per una prossima volta, se capita.

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