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Giocare il conflitto alla Casa per la Pace di Ghilarza

Su sollecitazione del mio amico Tore Deiana ho accettato di condurre uno dei seminari estivi della Casa per la Pace di Ghilarza. Si terrà dal pomeriggio del 26 settembre a domenica 27 sera.

Tipicamente i seminari affrontano il tema del conflitto, o meglio: della gestione nonviolenta dei conflitti. Io, essendo quello che sono, farò giocare il conflitto e la sua risoluzione, speriamo nonviolenta; come dice l’altro mio amico Enrico Euli, si può cooperare a competere o competere nella collaborazione, e il gioco aiuta a chiarire le differenze.

Non farò solo quello, credo; come ho scritto nella presentazione del laboratorio:

Diceva Umberto Eco che ciò che non si può teorizzare occorre narrare. Il gruppo di autori di giochi riuniti nell’associazione Fabbricastorie è convinto che ciò che non si può nemmeno narrare occorre giocarlo, o perlomeno: giocare è un altro modo di narrare.

Ah, già, perché essendo quello che sono le cose che faccio le faccio coi Fabbricastorie, e dunque nel seminario ci sarà molto del mio ma, soprattutto, molto del nostro. In ogni caso, se volete avere un’idea un po’ più precisa di quello che potrebbe accadere al seminario, potete leggere due articoli di un paio di anni fa che raccontano il punto di partenza del mo lavoro su giochi e conflitto (uno e due): nel frattempo sono andato avanti dal punto di vista dell’elaborazione dei giochi ma una serie di riflessioni rimangono le stesse.

Chiudo dicendo che, tanto per complicarmi la vita, mi piacerebbe dare ai partecipanti non solo modo di rifletttere sul conflitto ma anche qualche strumento, non solo nel senso di vedere i miei giochi, ma anche di riflettere su come farsi i propri. Non so bene col tempo a disposizione come sarà possibile seguire tutti gli obiettivi ma, insomma, ci proveremo.

Tutto questo che vi sto dicendo è riassunto in due paragrafi di presentazione che spero siano sufficientemente esplicativi:

Il laboratorio condurrà i partecipanti, attraverso giochi di interazione e giochi di narrazione e
interpretazione via via più strutturati, a esplorare il tema del conflitto e della sua gestione,
mettendo a confronto letture provenienti da impostazioni culturali differenti.

A margine del laboratorio verranno forniti alcuni strumenti utili per scrivere in proprio giochi di
comitato o giochi di interpretazione e narrazione.

Metto comunque qui l’intera lettera-invito che Tore e Carlo Bellisai hanno preparato per il seminario: ci sono anche i contatti e le informazioni logistiche. La Casa per la Pace nella prossima estate organizza anche altri due seminari, uno su Gandhi conflittologo nonviolento e uno sugli approcci nonviolenti ai conflitti. Segnalo che i posti nella casa non sono moltissimi, meglio muoversi per tempo.

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