Sfrattato, sfrattato, sfrattato!

Mi ha molto colpito, un paio di gorni fa, leggere una sequenza di tweet di qualcuno (uno, peraltro, che si chiama anarchotrash, eh) che era andato a vedere una seduta di un tribnale civile dedicato a controversie fra proprietarie inquilini a Omaha.

Ora, anche in Italia il diritto alla casa è spesso negato e ogni sfratto porta con sé dolore e controversie, ma ho sempre pensato che le nostre garanzie sociali siano infinitamente maggiori di qelle in uso negli Stati Uniti. Infatti spira da questa sequenza di tweet un’aria che non so come definire se non dickensiana; a occhio spiega non poco della rabbia che attraversa gli Stati Uniti in questo momento e anche perché la tensione legata al tema degli affitti abbia attraversato le bacheche dei miei contatti su Twitter durante tutto il lockdown (e io seguo su Twitter un mix di docenti universitari e autori di giochi, romanzieri e fumettisti affermati, non operai clandestini messicani).

Mi direte che voi avete già visto tutti i film di Michael Moore e avete senz’altro ragione: a me, comunque, l’aria ckensiana ha preso abbastanza alla gola lo stesso e ho tradotto la sequenza di tweet. In coda una osservazione in qualche modo di approfondimento.

Un paio di volte inizialmente il giudice impiega il termine evidentiary issues, che è legalese per dire che chiede se si intendono contestare le prove o proporne una interpretazione diversa. Dato che il termine è fuori dell’inglese quotidiano, nella traduzione ho calcato volutamente la mano e ho usato controdeduzioni probatorie.


https://twitter.com/anarchotrash/status/1278337171758473216

A un uomo per il quale è richiesto lo sfratto il giudice domanda se ha controdeduzioni probatorie rispetto al fatto che sia in arretrato con l’affitto. L’inquilino dice che non sa cosa voglia dire, ma che sua moglie è morta e lui non ha ricevuto il suo sussidio Covid. Il giudice chiede di nuovo se ha contestazioni probatorie, concede lo sfratto.

Anche il successivo, un giovane, non capisce la domanda probatoria. Dice che ha tentato di mettersi d’accordo con il proprietario ma che non hanno voluto parlare con lui, ha solo bisogno di un po’ di tempo perché ha perso il lavoro. Il giudice chiede se ha prove da presentare, concede lo sfratto.

Un’altra donna non mette di discussione di essere in debito di parte dell’affitto, ma contesta l’ammontare dovuto. Il giudice spiega che l’ammontare è una questine separata. Poiché ha ammesso di essere in debito di qualcosa, il giudice concede lo sfratto.

Una coppia romane in piedi e non contesta nessuna delle affermazioni del proprietario. Sembrano nervosi e quieti, è evidente che si sono presentati perché sono stati convocati ma non provano a difendersi. Il giudice concede lo sfratto.

Questi sono solo gli inquilini che si sono presentati. Numerosi sono sono stati chiamati a presentarsi e lo sfratto concesso per persone che non erano presenti. I solo casi che gli inquilini hanno vinto sono stati quelli in cui era presente un avvocato del patrocinio gratuito che li ha aiutati a raggiungere un accordo. Non c’è stata nessuna completa vittoria di un inquilino.

Un caso è stato spostato alla fine della giornata perché lo sfratto era pr violazione dei termini di affitto, non per morosità. Il proprietario sta sfrattando l’inquilina perché ha avuto un ospite non autorizzato. L’inquilina lo contesta. Il giudice la fa giurare per iniziare un processo vero e proprio.

L’inquilina dice di non aver wavuto un ospite per due settimane, e che l’appartamento era in cattive condizioni e bisognoso di riparazioni. Dice che era in ospedale e che è per questo che c’era qualcun altro nel suo appartamento. È disponibile a riconsegnare le chiavi ma non ha ancora avuto tempo o denaro per trasferirsi.

L’inquilina si difende da sola e non conosce le procedure giudiziarie. Il giudice la interrompe continuamente dicendole di aspettare la sua arringa finale. La rappresentante del gestore dell’immobile (Seldon Co) dice che l’inquilina ha avuto un coinquilino con sé per più di un anno.

Il gestore dell’immobile dice che l’inquilina ha tentato di aggiungere questa persona al contratto d’affitto, ma che la persona è stata respinta perché ha un precedente penale e Seldon Co non affitta a pregiudicati. Seldon dichiara di avere emesso un’ingiunzione a desistere (desistere = risolvere il problema). L’inquilina dichiara di non avere ricevuto l’ingiunzione.

La signora della società dichiara di avere mandato una seconda contestazione di violazione che preannunciava che il contratto safrebbe stato risolto. L’inquilina dichiara che nessuno viveva nella casa, ma che quello è stato il momento nel quale ha provato a aggiungere l’ospite al contratto. Quando la richiesta non è stata accolta, l’inquilina ha accettato di trasferirsi ma non l’ha ancora fatto.

Il giudice chiede all’inquilina se vuole controesaminare la rappresentante del gestore dell’immobile. Lei non ha domande, dice solo che è disponibile a consegnare le chiavi ma vuole poter portar via la sua roba. Il giudice concede lo sfratto, consiglia all’inquilina di parlare con la proprietà fuori dell’aula.

L’inquilino dell’ultimo caso intende proporre una difesa basata sul CARES Act (legislazione Covid, l’equivalente americano dei nostri Salva Italia, Cura Italia…, NdRufus), ma il giudice dice che si tratta di una difesa di tipo affermativo che ha necessità di un processo, e l’inquilina non è presente. Il suo legale, del patrocinio gratuito, è presente, e dice che non pensava che il caso sarebbe stato discusso in giornata.

Mette agli atti una richiesta di annullamento, e solleverà il tema della protezione concessa dal CARES Act in u futuro processo riguardante la richiesta. In realtà pare che gli avvocati del patrocinio legale regolarmente dicano ai loro assistiti che non c’è necessità che si presentino? È norale o fa parte di una strategia nella difesa dalla richiesta di sfratto?


Qui finisce la parte interessante del thread; nel seguito un paio di protagonisti vengono deprecati per nome (il giudice, l’avvocato della società immobiliare) che non è interessante e per certi aspetti perfino minaccioso. Quello che è interessante, però, è che da questa seconda parte emerge il ruolo preponderante delle associazioni di proprietari e delle società immobiliari che gestiscono decine e decine di appartamenti, una dimensione che da noi In Italia potrebbe non essere colta appieno, insieme con l’enorme sproporzione di potere contrattuale (insieme col ruolo silente dei giudici) che questo comporta nei rapporti fra inquilini e locatari.

Facebook Comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito usa cookie o permette l'uso di cookie di terze parti per una vasta serie di funzionalità, senza le quali non potrebbe funzionare con altrettanta efficacia. Se prosegui nella navigazione, scorri questa pagina, clicchi sui link presenti nel sito, commenti un contenuto, condividi una pagina o un articolo, scarichi un file, visualizzi un video o utilizzi un'altra funzione presente su questo sito stai probabilmente attivando un cookie e acconsenti quindi implicitamente all'utilizzo di cookie. Per capirne di più o negare il consenso leggi la cookie policy - e le informazioni sulla osservanza della GDPR

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi