Tre anni entusiasmanti (o almeno belli)

Con il 31 gennaio il GIT (cioè il gruppo di segreteria/coordinamento dei soci di Banca Etica di un certo territorio) è scaduto. Sabato prossimo infatti c’è l’assemblea di tutti i soci della Sardegna Meridionale per la nuova elezione.

Poi domenica ce ne andiamo tutti quanti insieme in gita al Monte Arci, per iniziare il nuovo corso con una bella boccata d’aria.

Con l’occasione scade anche Gaetano e questo vuol dire che ci sarà per forza un nuovo Coordinatore del GIT, perché è stato raggiunto il numero massimo di mandati ripetibili. Gaetano è stato molto bravo, in questi anni, si merita un grande ringraziamento e non sarà facile sostituirlo.

Un ricambio di un gruppo di lavoro suscita sempre perplessità. E la struttura dei soci della Banca ha le sue difficoltà, che sono sia legate al tempo che viviamo (le organizzazioni con riunioni periodiche, assemblee, rappresentanti a più livelli non sono sempre in sintonia con le esigenze e i tempi delle persone), sia tipiche della Banca (dopo vent’anni la base sociale invecchia, il ricambio non è semplice…) e sia, infine, tutte nostre localmente: un po’ di gente fa fatica a essere presente e qualcuno ha altro da fare, come è giusto che sia.

Un po’di timore c’è: sarà un’assemblea partecipata? Riusciremo a rinnovare il GIT come si deve?

C’è un sacco di roba da fare. Ma se lo dici la gente viene più volentieri o si prende paura che l’incastri?

Eppure io sono convinto che il prossimo triennio potrebbe essere, per chi c’è, davvero entusiasmante. Zitto zitto l’ultimo GIT ha avviato quattro cose (l’adesione al coordinamento di Umani Soprattutto, l’adesione al Comitato RWM, l’assunzione dell’impegno di coordinare il tavolo tecnico per la riconversione e le Scuole popolari di economia) che sono tutte cose, a parte importanti, capaci di dare grandi soddisfazioni a chi ci sarà dentro. E piano piano cresce la capacità di costruire rapporti di collaborazione bilaterali con le organizzazioni che sono socie, e anche questa non è una cosa da nulla. E ci sono molte idee in ballo, da mettere in pratica appena ci saranno le forze: le scuole, finalmente, i seminari di ascolto giovani/finanza, un open market delle organizzazioni socie e molte altre cose.

Per il momento mancano i soci. Io sono convinto che in questo momento quel che ci dovremmo dire è esattamente il contrario del kennediano Non chiederti… Esatto, il punto è proprio questo: la mutualità, il vantaggio di essere in una rete deve voler dire che fare Banca Etica da socio non deve essere un impegno, uno in più rispetto alle altre cose, ma lo spazio dove fare le mie cose con altri.

Lo so che non è semplice, però si può fare. E allora sì che le cose si faranno entusiasmanti.

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