Vero o falso (Tolkien e Howard)

Il seguente articolo è stato pubblicato su it.arti.fantasy il 10 marzo del 2005: l’ho ritrovato adesso nelle profondità cavernose del disco rigido mentre cercavo di prepararmi per Oggi parliamo di libri.

Lo ripubblico adesso, con un sorriso che spero condividiate anche voi.

«Sto rileggendo con grande divertimento la saga di Conan, quando mi imbatto nella seguente frase: “Ero un grande stregone […] ma un ladro mi rubò l’Anello e il mio potere fu infranto”. Sobbalzo. Quindi, poco dopo trovo: “L’Anello! L’Anello! il mio Anello… quello che mi rubarono! […] Il mio Anello!  – mormorò con terrificante esultanza, il mio potere”.

Messo in sospetto, riscorro le pagine già lette, vado avanti, e trovo altro: nove cavalieri neri escono da Ghazal la maledetta per inseguire Amalric, nove fantasmi malefici montati su orrende cavalcature, e poi pirati dalle vele nere, labirinti dei morti, città abbandonate che evocano Moria, orrori che muoiono precipitando negli abissi.

E anche la minuziosa cartina stilata da Howard, con la cronologia attenta delle epoche precedenti alle avventure di Conan, evoca chiaramente la Terra di Mezzo.

Sconcertato, e considerato che Howard scrive ben prima della pubblicazione del Signore degli Anelli, non posso che formulare l’ipotesi che in realtà Tolkien conoscesse bene l’opera di Howard, che va quindi considerato come il vero autore della saga fantasy più letta al mondo.

Ora, è chiaro che la domanda che si pone è: come è possibile? La risposta più probabile è evidentemente che Tolkien, quando si chiudeva nel garage con la sua macchina da scrivere, non stilava minuziose tabelle genealogiche dei Re di Numenor (fonti ben informate ne indicano l’origine in numerose tesi di laurea assegnate a malcapitati studenti, sotto il pretesto di “mitopoiesi arcaiche”), ma bensì leggeva avidamente le rivistine pulp che narravano di eburnee principesse fulve dal corpo snello e dalle forme voluttuose stese nude e frementi su tenebrosi altari alla mercé di oscene divinità innominabili…

(scusate, un attimo di pausa per ricompormi: mi stavo turbando)

…e in seguito le sue ben note difficoltà economiche lo spinsero a divulgare anche in Inghilterra la letteratura di cui era profondamente e nascostamente appassionato.

Leggiucchiando qui e là su Internet ho avuto la sorpresa di scoprire che la cosa è ben nota agli specialisti già da tempo, come provano parecchi articoli usciti su giornali di rilevanza nazionale (inglesi) quali il Sun e il Daily Mirror, e internazionale quali New Achievements in Hoaxs, UFO Today e, naturalmente, Barroom Theories of Alternative Literature. È un vero peccato che la solita congiura accademica abbia impedito a un autore autenticamente americano come Howard di ottenere il prestigio e il riconoscimento che gli sono dovuti. Se con questo post riuscirò almeno in parte ad ovviare a questa ingiustizia, mi riterrò soddisfatto».

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Un pensiero su “Vero o falso (Tolkien e Howard)

  • 10/12/2013 in 15:41
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    Le citazioni di Howard, per la cronaca, sono vere 😉
    I rapporti fra Howarde Tolkien, invece, sono assai discussi dagli specialisti.
    Per il resto fate riferimento a… Hoax Today 😉

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