Esemplare

Mi mandano da Orgosolo la foto del monumento ai Caduti.

Questo:
Il monumento è del 2011 ma evidentemente nelle varie occasioni nelle quali nel frattempo sono passato per il paese non l’ho mai visto, e quindi sono stato preso completamente di sorpresa.

Sto ancora cercando di riprendermi, diciamo.

Devo dire che, in realtà, appena l’ho visto non mi ha tanto colpito la bruttezza straordinaria, né la capacità davvero notevole di combinare il peggior cattivo gusto di cento anni fa con quello di oggi, quanto il fatto che l’ho trovato un monumento capace di dar fastidio a un sacco di gente: soprattutto esattamente a quelli ai quali sembra rivolgersi, e cioè a tutta quella galassia di persone con una posizione politica sulla Sardegna di tipo identitario, se non autonomista, se non sovranista, se non indipendentista, ecco.

Solo che, se quelli sono il tuo obiettivo, non lo stai facendo proprio proprio bene: perché agli invitti guerrieri sardi accoppi quel tricolore così esibito, nel quale i quattro mori sostanzialmente affogano. E la lettura della I Guerra Mondiale che sembra suggerire, quel tricolore, rimanda a miti della fedeltà dei sardi al Re e alla Patria italiana che ultimamente, col declino di Casa Savoia e l’antipatia per Carlo Felice e i suoi discendenti, non sembra proprio di moda. E se non ci stiamo rivolgendo  quelli non si capisce l’esibizione del guerriero nuragico, no?

«Qualcuno aveva le idee un po’ confuse», ho pensato.

E invece, mi sono reso conto poi, non è così: perché è un monumento perfettamente coerente, solo che è espressione di un’altra visione, esibita platealmente spero ben oltre la volontà degli autori – è un monumento di estrema destra: col povero fantaccino della I Guerra Mondiale sostituito dall’ardito mussoliniano (che del Duce ha anche il mascellone), quelle statue in posa da quartiere dell’EUR e quel tricolore che assume la forma della fiamma.

Fantastico.

Perché in questo modo diventa un monumento esemplare: esemplare del piano inclinato che intraprende chi fa del nazionalismo e dei suoi miti la via per riflettere sulla Sardegna: inizi con un po’ di innocui miti da propinare ai turisti – gli Shardana, i guerrieri nuragici – prosegui col recupero in chiave nazionale del mito della guerra, anche macelli immani come la Prima Guerra, trasfiguri le sofferenze di tanta povera gente in nome del mito della Patria, strizzi l’occhio al mito della virilità maschile (direi che possiamo serenamente ammettere che l’ardito possiede le palle d’ordinanza) e alla fine approdi all’estrema destra.

Oh, brutto rimane brutto, eh. Però esemplare.

Davvero esemplare.

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