I piccoli misteri di questa campagna elettorale…

… comprendono il perché sia su Facebook che su Instagram mi arrivi periodicamente una pubblicità elettorale del Movimento 5 Stelle firmata da Avaaz, una organizzazione non governativa dalla quale non ti aspetti che si metta a interferire.

Se la pubblicità non vi sembra a favore di Mura ma equidistante leggete di nuovo. Non è imparziale, è furbetta.

Volevo farci un articolo da un paio di giorni, ma vedo che SardiniaPost mi ha preceduto, individuando fra l’altro la campagna in una piuttosto sofisticata azione più ampia contro il centrodestra ed esplicitando i collegamenti, più volte discussi, fra George Soros e Avaaz stesso.

Nel caso specifico il riferimento a Soros, per quanto pertinente considerata la sua tendenza  a impicciarsi negli affari politici di paesi dei quali non è cittadino, mi pare almeno in parte fuorviante: se anche Avaaz non fosse legata a nessun potentato economico un intervento così diretto di una ONG in una campagna elettorale presenterebbe comunque dei problemi. La difficoltà è anche che questi interventi di Avaaz sono in realtà guardati polemicamente da posizioni contrapposte: nel caso specifico, per esempio, SardiniaPost è vicino alle posizioni del centrosinistra, ma altrove l’appoggio parallelo dato da Avaaz a Emma Bonino ha fatto sì che siti di estrema destra gridassero al fatto che Soros voglia riempire l’Europa di migranti; il risultato finale è, per esempio, che la testa on line sarda ha citato, come punto d’appoggi al suo articolo, il sito di destra Il primato nazionale, col quale probabilmente non si trova particolarmente d’accordo in generale e le cui notizie magari dovrebbe esitare a rilanciare; allo stesso modo farsi un’idea precisa delle posizioni politiche di Avaaz richiede di fare la tara al mare di posizioni contrapposte.

In realtà gli unici che possano legittimamente lamentarsi – a parte la destra – sono i partiti a sinistra del PD: quello di Avaaz è sostanzialmente un appello al voto utile a favore delle forze più grosse diverse dal centrodestra, loro quindi non rientrano mai nel campo di scelte possibili e potrebbero, anche con ragione, osservare che su tutta una serie di scelte le posizioni di centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle si assomigliano, volta a volta, fra di loro (che, naturalmente, è cosa molto diversa dal dire che sono tutti uguali, eh).

Quindi che ho fatto? Ho scritto direttamente ad Avaaz, ovviamente (se avessi contato bene i candidati per i quali Avaaz chiede il sostegno, che sono in maggioranza del PD, non mi sarei concentrato tanto sul Movimento, ma ero influenzato dall’appoggio a Mura).

Gentilissimi

da diversi giorni vedo passare sui miei feed personali di diversi social network pubblicità firmate Avaaz relative alle elezioni italiane, legate a questa campagna:
https://secure.avaaz.org/campaign/it/italian_election_candidates_by_region_rb/

Sulla campagna ho tre osservazioni, due di contenuto e una di metodo.

La prima osservazione di contenuto è che la campagna è volutamente fuorviante. Nella notizia sulla singola sfida (es. Mura/Cappellacci) tende a dare un’impressione di imparzialità quando in realtà è evidentemente una campagna a favore di determinate forze politiche (nel caso specifico cagliaritano, a favore del Movimento Cinque Stelle).

La seconda osservazione di contenuto deriva dalla prima: i candidati che sostenete in molti casi appartengono al Movimento 5 Stelle: le commendevoli posizioni anti-corruzione di questa forza non possono far dimenticare che riguardo ai rifugiati e ad altri argomenti specifici esprime posizioni contrarie ai valori che professate, tanto che a molti commentatori appare, al fondo, una forza di destra.

L’osservazione di metodo riguarda il fatto che in Italia la pubblicità elettorale è soggetta a regole piuttosto rigide, la prima delle quali è che deve essere chiaramente definita in quanto tale e devono esserne indicati i committenti, e vorrei sapere se vi siete attenuti a quanto previsto.

Vi farò sapere la risposta.

Spostando il discorso in generale sulle ONG

La mia opinione precedente a oggi su Avaaz si limitava all’avere smesso di sottoscrivere le loro petizioni un po’ a causa, come ho raccontato altre volte, della mia idiosincrasia per la propaganda, un po’ perché mi ero fatto l’idea che il loro modo enfatico di comunicare finisse per dare l’impressione che fossero gli unici a agire su un determinato problema, anche in presenza di campagne consolidate delle quali loro non facevano parte, con una specie di scavalcamento politico dei veri attivisti (un’accusa che si potrebbe rivolgere anche alle dieci storie di successo che presentano sul loro sito). Era (è tuttora) una posizione piuttosto generica e, diciamo, non sono in cima ai miei pensieri: facendo le opportune verifiche per questo articolo mi sono imbattuto in un paio di letture che segnalo, ma che non mi sembra necessario tradurre, anche perché il livello di ricerche, verifiche e validazioni necessario per evitare l’accusa di diffamazione è superiore al tempo che ho al momento.

Una inchiesta piuttosto citata è un lavoro fatto da OffGuardian che collega Avaaz a Soros. OffGuardian è un sito gestito da tre commentatori (non ex giornalisti, come dice SardiniaPost) del Guardian, ora più o meno banditi per le loro posizioni radicali, ma l’articolo, per quanto a tratti ingenuo nella scrittura e nell’articolazione dei ragionamenti, ha le sue fonti citate in bell’ordine. Se OffGuardian vi sembra troppo a sinistra (ci sarebbero molte osservazioni da fare sulla loro collocazione politica complessiva)  allora non leggete l’interessante disamina di Cory Morningstar, che a Avaaz (e più in generale a quel particolare blend di ONG) ha dedicato due inchieste, una nel 2012 e una recentemente (tutti i link dei vari articoli sono elencati in testa all’ultimo della serie) che sono davvero radicali ma letture piuttosto interessanti, anche se verbalmente talvolta violente; in ogni caso apprezzo molto più la Morningstar di OffGuardian.

Fatto il mio dovere di segnalare ulteriori letture quello che volevo citare in realtà sono tre paragrafi di un commento letto sotto l’articolo di OffGuardian e che non hanno nulla a che fare con Avaaz ma casomai con una critica politica di parte del mondo delle ONG; è un testo provocatorio ma interessante e, questo sì, mi è sembrato necessario tradurlo per proporlo alla riflessione.

Le ONG, sembrerebbe, sono quindi parte integrale dell’apparato di propaganda dell’impero nel quale viviamo, e lo sono intenzionalmente.

In quanto tali esse sia legittimano il sistema che aiutano a perpetuarlo cooptando, rendirizzando e in conclusione dissipando l’accumulo di energia del dissenso popolare nel vicolo cieco della “azione diretta nonviolenta” – sapete, quei pacifici teatrini messi in piedi per una volta sola che chiamano proteste di massa e petizioni on line di massa – invece di sottolineare il lungo e protratto lavoro di creare organizzazioni di base dirette a smantellare un sistema che sta letteralmente assassinando persone a milioni.

In questo senso le ONG, invece di rendere la nostra problematica condizione più evidente, ciò che le persone comuni non hanno, in presenza delle attuali strutture istituzionali dell’Occidente, nessuna influenza sulle decisioni dei governi e nessun modo di ridurre all’obbedienza le corporazioni a vantaggio del bene comune, queste, le ONG, sotto al tutela e la supervisione della borghesia americana della Ivy League, si sforzano di riconciliarci con l’ordine stabilito del governo corporativo, collaborando a creare l’illusione che ben educate e irrilevanti sfide istrioniche possano avere un vero effetto “democratico” sull’establishment politico e aziendale in gran parte posseduto e condotto dai e per i ricchi.

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