Segnalazioni necessarie – 3 (e anniversari)

Come spesso ripete il mio socio Andrea Assorgia, «Wikipedia va sostenuta» (chissà perché sembra sempre più facile versare una piccola quota per altre emergenze, e meno facile per Wiki). La settimana scorsa era in corso uno dei periodici momenti di raccolta: vedo ora che non c’è più, ma è sempre possibile donare per sostenere la più grande enciclopedia libera e collaborativa del mondo.wikipedia

Con l’occasione, siccome sono andato sulla pagina principale per cercare il riferimento per la donazione, ho scoperto che oggi è l’anniversario della battaglia di Azincourt, il glorioso giorno dei santi Crispino e Crispiniano di Soissons (vedi com’è utile Wikipedia?).

Oggi è la festa dei Santi Crispino e Crispiano; colui che sopravviverà quest’oggi e tornerà a casa, si leverà sulle punte sentendo nominare questo giorno, e si farà più alto, al nome di Crispiano. Chi vivrà questa giornata e arriverà alla vecchiaia, ogni anno alla vigilia festeggerà dicendo: “Domani è San Crispino”; poi farà vedere a tutti le sue cicatrici, e dirà: “Queste ferite le ho ricevute il giorno di San Crispino”. Da vecchi si dimentica, e come gli altri, egli dimenticherà tutto il resto, ma ricorderà con grande fierezza le gesta di quel giorno. Allora i nostri nomi, a lui familiari come parole domestiche – Enrico il re, Bedford ed Exeter, Warwick e Talbot, Salisbury e Gloucester – saranno nei suoi brindisi rammentati e rivivranno questa storia. Ogni brav’uomo racconterà al figlio, e il giorno di Crispino e Crispiano non passerà mai, da quest’oggi, fino alla fine del mondo, senza che noi in esso non saremo menzionati; noi pochi. Noi felici, pochi. Noi manipolo di fratelli: poiché chi oggi verserà il suo sangue con me sarà mio fratello, e per quanto umile la sua condizione, sarà da questo giorno elevata, e tanti  gentiluomini ora a letto in patria si sentiranno maledetti per non essersi trovati oggi qui, e menomati nella loro virilità sentendo parlare chi ha combattuto con noi questo giorno di San Crispino!

A un pacifista come me viene male celebrare una battaglia come quella, ma è il momento topico dell’Enrico V e visto che in questi giorni stiamo parlando spesso di Shakespeare vale la pena di ricordarlo direttamente. Un’altra volta ho già postato il video del discorso del re, per non essere troppo guerrafondai un pezzo successivo, con un magnifico piano sequenza (anche questo retoricissimo, per carità)

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