E intanto la polizia brancola nel buio

crimineL’altro giorno entro in un bar a prendere un caffè.

Il barista è giovane, atletico, anzi muscoloso.

Subito dopo di me entra una coppia, salutano calorosamente il barista, evidentemente si conoscono bene. Sento distrattamente qualche battuta sul fatto che la coppia questa estate ha gestito un locale.

Insieme con un tizio di un quartiere preciso della città. Dicono al barista: «Lo conosci, no? Una volta che eravamo insieme tu l’hai salutato. È quello lì, fa body building…».

Ci devono essere dei sottintesi, perché il barista nicchia: «È amico di mie amiche, io quelli di quel giro li conosco tutti perché uscivo con quelle ragazze». Poi però si sente in dovere di difendere la categoria: «Comunque quale body builder. Si bomba, è uno che si bomba, questo sì».

Certo, concordano gli altri, un pallone gonfiato, anzi bombato. È tutta acqua, non sono mica muscoli.

Comunque il barista prudentemente torna a bom… scusate, torna all’argomento originario: «E com’è andata col locale?».

Insomma, così così, parrebbe. Bene con la clientela, ma c’era gente che gli ha messo i bastoni fra le ruote in tutti i modi. Non li volevano. E poi quello lì che si bomba, quello lì voleva il locale.

«Ha fatto anche cose dure, capito?», fa l’uomo della coppia. «Siamo arrivati all’estorsione, al ricatto. Mi aveva filmato con una ragazza e mi minacciava di dire tutto a lei», indica la compagna.

«Già», chiosa lei, «stavamo per divorziare per colpa di quello, ti rendi conto?».

Io non so bene dove mettermi. Sono incerto fra cercare di farmi notare per pagare e andarmene o farmi piccolo per non ricordargli che ci sono.

«Certo», fa l’uomo, «per fortuna ci siamo parlati, ci siamo voluti chiarire…».

Tsk tsk, fa cenno il barista.

«Perché quello lì si bomba per fare paura, per essere grosso e fare paura. Ma paura a chi? Adesso che siamo tornati lo sto cercando per tutta la città: se lo trovo lo ammazzo. Se gli metto le mani addosso glielo faccio vedere io a cosa serve essere bombato. Lo ammazzo. A proposito, tu l’hai visto?».

La moglie chiede: «Lo vuoi un cioccolatino dopo il caffè?»

Io, nel frattempo, pago e esco.

***

Sull’autobus c’è una bella ragazza, vistosa, magari un po’ volgarotta, con i panta aderentissimi.

Parla al telefono. A voce altissima.

Ci informa per filo e per segno di un mascalzone. L’ha tradita molte volte, lei cretina c’è sempre ricascata. Poi le ha anche fregato dei soldi. E di nuovo l’ha tradita.

E però a un certo punto ne ha avuto abbastanza.

Una notte, alle tre di notte, ha preso un martello, ha chiamato un taxi, si è fatta portare a due isolati da casa di lui…

… perché lei non è mica scema…

… è andata sotto casa di lui, gli ha spaccato i finestrini e i fari, gli ha rigato le portiere, poi ha fatto un pezzo a piedi e ha chiamato un altro taxi.

Perché lei è una criminale esperta, sembrerebbe voler dire. Non è mica scema, non chiama mica un taxi proprio dove ha appena sfasciato una macchina. Va più lontano.

Lo racconta, a voce altissima, sull’autobus.

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