A 7 km da Gerusalemme

Se non ho guardato male le votazioni per l’Inutile Thread 2007, godo del dubbio privilegio di non aver visto la maggior parte dei film importanti dell’anno, ma di avere assistito alla proiezione di due film che nessuno ha visto: Le ferie di Licu (di cui parlerò altra volta) e questo 7 km da Gerusalemme.

Occhio, seguono spoilers, cioè anticipazioni importanti sulla trama.

Diciamolo: il film si presenta male: intanto, è tratto da un romanzo di Pino Farinotti, il mitico autore del famoso dizionario di cinema omonimo. E uno.

Poi, si capisce abbastanza in fretta che il riferimento è all’episodio biblico di Emmaus; due discepoli incontrano Gesù mentre si stanno recando a Emmaus, che dista circa sette miglia da Gerusalemme (e infatti la Bibbia in lingua corrente recita con precisione: «che dista circa 11 km da Gerusalemme»). A quanto pare Farinotti aveva problemi con la conversione delle unità di misura. E due.

E poi ha un inizio sconcertante nella sua rozzezza: Alessandro, un pubblicitario rampante di mezza età, sta sulla strada per Emmaus e incontra Gesù. Occhio, non gli appare Gesù, tipo voce dal cielo e rivelazione improvvisa; niente di tutto questo, incontra fisicamente Gesù, ritornato sulla terra apposta per lui. La cosa apre dei baratri teologici non da poco, ma con sprezzo del pericolo il film prosegue raccontandoci i meccanismi misteriosi e, diciamolo, magici, attraverso cui Alessandro è stato condotto al viaggio in Palestina: zingare che gli consegnano biglietti d’aereo e poi spariscono, voci nella testa e così via… per un periodo si può anzi pensare che Alessandro sia schizofrenico e che tutto accada solo nella sua testa, ma poi ci si rende conto che la cifra stilistica del film è un totale, appiattente verismo: non racconta le cose come se fossero vere… sono proprio vere e basta. E tre.

Quando Gesù comincia a parlare, ed enuncia quattro banalità new age, ero pronto ad andarmene; fortunatamente  la situazione (come spiegherò in seguito) me lo impediva, per cui ho fatto un bel respiro e sono rimasto seduto, e devo dire che man mano il film ha preso quota, con un effetto alla Jannacci: voglio dire, lo senti così stonato e non gli daresti due lire come cantante, invece… diciamo che qui non arriviamo a quei livelli, siamo più dalle parti di Franco Califano, ma nella sua scervellata unidirezionalità, nella sua franchezza priva di ogni pudore, il film prende quota, e, se uno fa lo sforzo di accettare le premesse, regala anche qualche momento interessante, oltre a un paio di momenti che lo sai che sono messi lì apposta per commuoverti e però non c’è niente da fare e ti commuovi lo stesso.

C’è persino una battuta degna di essere ricordata: quando Gesù sta per andarsene, Alessandro si rende conto che non gli ha rivelato niente circa il sangue di San Gennaro, la Madonna di Lourdes, la fine del mondo e un’altra serie di “grandi” questioni religiose, e chiede: «Ma cosa devo dire? Me lo chiederanno…», e Gesù: «Tu digli che non hai fatto in tempo a domandarmelo…».

Detto del film, rimane da spiegare che non me ne potevo andare perché avevo avevo organizzato io la proiezione; il pubblico era costituito da un gruppo parrocchiale dell’Azione Cattolica, associazione della quale mi onoro di essere un dirigente… e che da qualche anno propone con assiduità percorsi di formazione legati al cinema. Non avevo scelto io il film in questione, sapevo che nessuno dei responsabili parrocchiali l’aveva visto prima di proiettarlo, ed ero curioso (e anche vagamente preoccupato) di vedere la reazione delle pie signore all’intruglio servito in tavola; ebbene, parte il dibattito (l’Azione Cattolica deve essere rimasto l’unico posto in Italia in cui si fa il dibattito) e… trionfo!!! Ho realizzato che alle signore basta che ci sia Gesù in scena, e tutto il resto va a posto. No, va bene, sono troppo cattivo: questa teoria può spiegare il perdurante successo di Zeffirelli, ma posso testimoniare che, come lo scriba della parabola evangelica, le signore sono state capaci di trarre  dal film significati riposti e inaspettati: forse inaspettati anche per il Farinotti e il regista!

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