In lode di Isaac Asimov (mica tanto)

Ho messo oggi in linea la nona puntata di Oggi parliamo di libri, dedicata ai racconti dei robot di Isaac Asimov.

Da un punto di vista musicale la puntata presentava, con uno scarto evidente e voluto, Halloweed be thy name degli Iron Maiden.

Non ci avevo pensato al momento, ma il titolo del brano (più o meno: lodato sempre sia il tuo nome?!) si presta a commento di un certo stile “imperiale” di Asimov, che più volte è stato ricordato, come in questa famosa illustrazione:

Isaac Asimov

O forse il titolo si presta, ironicamente, a commentare il rapporto dei robot coi loro creatori, così formalmente sottomesso e così pronto però a un capovolgimento dei rapporti di forza, secondo il gusto del paradosso tipico di Asimov.

Detto questo non trovo male la puntata, ma mi sembra che traspaia una mia certa freddezza nei confronti di Asimov, al di là dei complimenti che pure gli ho rivolto: la verità è che preparando la puntata mi sono trovato un po’ in imbarazzo, perché ho scoperto che i racconti dei robot erano inaspettatamente invecchiati male e sono rimasto un po’ deluso; Abissi d'acciaiod’altra parte, come si fa in un ciclo di trasmissioni sulla fantascienza a non parlare di Asimov e dei robot? Avrei probabilmente dovuto concentrami su Abissi d’acciaio e Il sole nudo, che invece rimangono, per quanto ne capisco, due signori romanzi, ma che però sono molto meno rappresentativi dello stile e del pensiero di Asimov.

Così mi sono concentrato sul quella parte del contenuto dei racconti che rimane valido a  distanza di tempo, cioè il gusto della vignetta e del paradosso, il disegnare dei brevissimi mistery scientifico-logici. È per questo che ho richiamato durante la trasmissione i racconti dei Vedovi Neri, che non sono certo fra le realizzazioni migliori di Asimov, ma nei quali, a distanza di tempo, è possibile riconoscere esattamente la stessa cifra stilistica.

il ciclo delle fondazioniNaturalmente tutto sarebbe stato diverso se avessi impostato la puntata sull’altro grande ciclo asimoviano, cioè quello della Fondazione, che tra l’altro trovo molto meno invecchiato (il che è tutto dire) ma anche in fondo meno centrale nella storia della fantascienza. Avevo in programma di parlarne in conclusione e di evidenziare similitudini e differenze ma poi come al solito mi è mancato il tempo.

Insomma: ho avuto grandi dubbi nella impostazione della puntata, e sebbene poi li abbia esclusi dalla scaletta è sorprendente come partendo dal mio inconscio questi siano strisciati inavvertiti alle mie spalle durante la trasmissione, fino a infilarsi nel microfono!

 

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Un pensiero riguardo “In lode di Isaac Asimov (mica tanto)

  • 08/03/2013 in 13:15
    Permalink

    Dimenticavo di dire che il brano musicale è stato suggerito da Alessandro Bordigoni, mio metallaro di fiducia, che ringrazio.

    Risposta

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