Valanghe

Tempo fa ho insegnato alle ragazze (allora bambine) i nomi degli uccelli che visitano il nostro terrazzo e i balconi: la cornacchia si chiama Gracchia, il gabbiano Babbano, il pettirosso Balosso, Raffaello è il fringuello e il passerotto… Jack (lo so, lo so, ma è un’altra storia e sarà raccontata un’altra volta).

Comunque, oggi Gracchia mi ha aiutato a risolvere un problema. Seguendo una strana segnalazione in giro per la rete ho scoperto l’esistenza di un gioco di parole che in inglese si chiama word avalanche (che in italiano sarebbe più o meno valanga di parole). È un gioco nel quale si enuncia dapprima la frase in maniera neutra – l’oppiaceo della protagonista – e poi lo si ripete con una frase piena di ripetizione di sillabe o di assonanze – l’eroina dell’eroina. Il gioco sarebbe trovare il modo di costruire frasi molto lunghe. In inglese la cosa è resa più facile dal fatto che molte parole, anche se scritte con grafia diversa, sono omofone o quasi, in italiano occorre probabilmente ricorrere a prestiti da lingue straniere, per esempio: [Eroe dei fumetti è incerto nel produrre suoni metallici] Tintin tenta tintinnìo, tentenna, o magari utilizzando il latino, [I matrimoni delle figlie dell’alto ufficiale dal cuore grande sono di solito discutibili dal punto di vista dell’identità sessuale] il generoso generale genera in genere generi di genere sui generis.

Come vedete, alla fine ho trovato qualche esempio anche in italiano, ma mentre andavo avanti e indietro fra casa e l’ufficio e poi dopo pranzo non me ne è venuto in mente nemmeno uno. Poi ho lasciato vagare lo sguardo fuori della finestra e ho visto Gracchia sull’albero, che si pavoneggiava, e ho pensato:

Sgradevole volatile della famiglia dei corvidi fa un suo verso tipico e mi deride. Non sono contento e la imbavaglio.
Gracchia la racchia cornacchia, scaracchia e spernacchia. Che pacchia!? Mordacchia!

e così mi sono sbloccato, anche se non è proprio esattamente corretta ed è pure troppo insistita; poteva essere meglio la cornacchia di Fracchia è racchia, per esempio.

Questa è, insomma, la mia scoperta di oggi. Devo dire che le filastrocche mi danno molta più soddisfazione: tutti gli esempi di valanga di parole che ho trovato sinora non sono proprio divertenti, diciamocelo, manca quel graffio finale che li trasforma da ginnastiche mentali a freddure ben riuscite. Ma confido in voi, lettori…

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