Rufa, figlia di Rufus

Quando ho terminato il mio mandato di Referente dei soci del Centro Italia di Banca Etica, i Coordinatori dei vari gruppi territoriali dei soci e gli altri componenti del Coordinamento mi hanno regalato una coperta.

Anche una maglietta, ma quella era coperta di scritte scherzose. Invece la coperta era reale, infatti la sto usando. Eccola:

Pubblico la foto prima di tutto per ringraziarli tutti: alla riunione qualcuno non c’era e io ero un po’ emozionato e credo di non avere ringraziato in maniera adeguata.

E poi perché è una bella coperta, ne converrete, E ha una storia particolare.

È fatta con la lana di una pecora che i Coordinatori hanno adottato a nome mio. Le hanno anche fidato un nome appropriato: l’hanno chiamata Rufa.

Noterete che i Coordinatori dei soci dell’Area Centro è gente con senso dell’umorismo. Comunque Rufa è questa ed è bellissima.Dice Bonaria: «Ma forse manderanno la stessa foto a tutti…».

«Zitta! Non dire così: vuoi spezzarmi il cuore?!».

Rufa vive in un bioagriturismo abruzzese che si chiama La Porta dei Parchi e sta vicino ad Anversa degli Abruzzi, gente che mi dicono fantastica e che spero di poter visitare presto. È montagna abruzzese: non credo di dover spiegare a nessuno cosa vuol dire e quanto sia importante tenere di mantenere vitale la montagna e quanto sia difficile e costoso farlo negli ultimi anni, fra terremoti e tormente di neve.

Se anche la coperta non fosse lo splendore che è sarei contento di averla lo stesso, come sostegno a una impresa coraggiosa. Far adottare una  pecora è uno degli strumenti che si sono inventati nella cooperativa per sostenere la loro impresa.

Ce ne sono anche altri, alcuni tradizionali in qualunque agriturismo, come l’ospitalità o la vendita di prodotti, altri più particolari, come le iniziative in occasione della transumanza o della tosatura (cosa che magari a noi sardi abituati a feste grandiose per sa tundimenta non fa granché impressione, ma per altri dev’essere un’esperienza notevole.

Devo dire che nei nove anni che sono stato Referente sono rimasto sempre molto colpito dalle situazioni che mi mostravano i compagni abruzzesi e soprattutto dalle loro riflessioni sulle zone marginali. Sono stato all’Aquila due volte nel post terremoto e ogni volta è stato un discreto pugno nello stomaco. Altre due volte sono stato a Teramo nel corso dell’ultimo anno e mi sono state presentate persone fantastiche che si sbattono da matti in situazioni ambientali e sociali molto difficili, a fronte anche di uno spopolamento delle montagne che va avanti da anni e che gli eventi degli ultimi due anni hanno accelerato enormemente. E cercano oltretutto di fare tutto questo in maniera sostenibile.

Non sono mai stato nella zona dove c’è La Porta dei Parchi, però immagino che il loro non sia un semplice esperimento di agriturismo come tanti altri, ma qualcosa di più.

E quindi per tutti questi motivi del regalo della coperta sono contentissimo, ma l’articolo non è fatto tanto per dire questo, quanto per segnalare un po’ tutto questo movimento che fa tante belle cose e suggerire che, nei limiti delle disponibilità di ognuno, potreste sostenerlo anche voi.

Così Rufa si sente meno sola.

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