Perché bisogna sempre ricordarsi del campo “carbon copy”

Nota: i nomi e i particolari sono stati sfumati per proteggere gli innocenti.

Vorrei raccontarvi una parabola tecnologica.

Avviene dunque che un po’ di tempo fa io contatti un certo Ente per chiedere la concessione di un certo beneficio a vantaggio dei Fabbricastorie. E avviene che i miei interlocutori, preso atto preliminarmente di un disguido di cui sono responsabili loro, mi spieghino cortesissimi che per la richiesta del beneficio è necessario utilizzare una certa procedura e modulistica adeguata.

Va benissimo. Nema problema. L’unica cosa è che gli indirizzi mail dei Fabbricastorie, come direttivo@fabbricastorie.itinfo@fabbricastorie.it, non sono veri indirizzi. Sono reindirizzamenti che fanno sì che le mail che ci arrivano vengano ridirette immediatamente ai nostri indirizzi personali, in modo che le vediamo subito. E ultimamente abbiamo avuto dei problemi, quindi abbiamo il terrore di perderci qualche mail.

Se non ci avete capito niente non preoccupatevi. È solo per spiegare perché, alla segretaria, chiedo se per cortesia oltre che all’indirizzo associativo può mandare i moduli anche al mio indirizzo personale. E infatti questi giungono immediatamente.

Solo che poi, per vari motivi, la Jam da organizzare e cose del genere, decidiamo di non farne niente.

E due giorni dopo i moduli arrivano di nuovo, a me.

«Forse non erano sicuri di avermeli mandati», penso.

Due giorni dopo arrivano, ancora. «Eeeettamanera», penso. «Va bene la collaborazione, va bene l’errore precedente, ma qui si esagera».

Da allora, ogni due-tre giorni vedo negli avvisi della posta in arrivo: Invio modulistica…

Anche oltre la scadenza del termine che ci interessava, peraltro.

«Va bene, adesso appena ho un attimo glielo scrivo che abbiamo deciso di no e che non ci servono più, ‘sti moduli». Ma poi ti distrai, c’hai altro da fare e insomma non lo faccio.

Poi decido che gli telefono. Ma non ho più il numero e non mi ricordo come me l’era procurato. Quindi apro una delle mail, l’ultima arrivata, per vedere se c’è una intestazione o una firma. Così saluto, ringrazio, e fermo il mailbombing.

Solo che non è una mail che viene dall’Ente. Cioè, l’intestazione del messaggio, il subject, è quello, ma il mittente è differente. È una risposta. È un certo Pinco Pallo che, a nome della sua organizzazione, invia all’Ente la modulistica compilata, per chiedere appunto anche lui il famoso beneficio.

«Ma perché la mandano a me?!», mi chiedo. E poi non me la stanno mandando loro, è appunto Pinco Pallo che scrive all’Ente. «E io che c’entro? Perché è arrivata a me? Non sono manco indicato nel campo “A:”».

Per un attimo penso che il mio telefono sia posseduto.

Poi mi viene un dubbio e controllo il campo c/c, cioè i destinatari messi in copia. E guarda, effettivamente ci sono anche io. Cioè: solo io.

Controllo tutte le altre mail, e effettivamente non sono mai inviate a me direttamente. Sempre per conoscenza. Avanti e indietro: le mandano a Tizio con me in copia, Tizio risponde e mantiene i destinatari inseriti in copia in precedenza.

Tra l’altro non è propriamente roba riservata, ma insomma non è che fosse intesa perché io la leggessi.

E mi pare evidente che quel che succede è questo. L’invio della modulistica è frequente. Per semplicità si prende l’ultima mail mandata, si cambia l’indirizzo della persona a cui spedirla e si rimanda, uguale uguale. A un certo punto a questa specie di bozza viene aggiunto il mio indirizzo in copia carbone e mi viene inviata. La volta dopo viene tolto l’indirizzo dei Fabbricastorie come destinatario principale, ma il mio rimane, perché in molti programmi che gestiscono la posta il campo “c/c” non è immediatamente visualizzabile.

A questo punto, un dubbio amletico. Ovviamente li devo avvisare. Ma se chiamo e parlo con un altro e quello che gestisce la mail viene cazziato a sangue? Non si sa mai. Non sia mai. Come Giuseppe, preferirei dare l’atto di ripudio in segreto.

Però le mail con la modulistica continuano a arrivare.

Alla fine oggi mi ha colto l’idea che forse non serve telefonare (ben arrivato, Roberto): la persona che legge la mail presumibilmente è anche quella che le spedisce, quindi se semplicemente rispondo posso bloccare il protrarsi degli invii senza compromettere nessuno.

Cioè, mi sono fatto tutti questi ragionamenti. Spero sia per questo che mi volete bene, e sono il vostro Rufus di quartiere preferito.

Però, d’ora in poi, fate attenzione al campo “c/c”.

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