Giochi di ruolo di giovani d’altri tempi

Racconto a mia madre che sto leggendo La Gerusalemme liberata.

«Che bello», mi dice, «ma allora devi leggere l’Orlando furioso».

La cosa spinge mia madre a ricordarsi dei suoi trascorsi scolastici. Non so perché ma di Tasso non ha un buon ricordo, Ariosto invece è la sua passione. Poi mi racconta una cosa che mi fa trasalire: in uno degli anni del Liceo il programma prevedeva la lettura continuativa di tutto il poema dell’Ariosto, e siccome l’Orlando furioso ha una trama piuttosto complicata per aiutare gli studenti a tenere sotto controllo i fili narrativi ognuno doveva scegliersi un personaggio, ne assumeva il nome per tutto l’anno e interagiva con i compagni di classe sulla base dei personaggi di ciascuno.

Un gioco di ruolo ante litteram, praticamente. Nell’Italia degli anni ’40, a occhio e croce.

Non male, direi. Un paio d’anni fa Lorenzo Romito di Stalker mi aveva raccontato di avere diviso i suoi studenti veneziani di architettura in gruppi di pirati adriatici (uscocchi e così via) e insieme ci era sembrata una cosa sperimentale e fighissima. A quanto pare si faceva già settant’anni fa.

(comunque adesso sono curioso: se c’è qualcuno che ha genitori o parenti che hanno fatto le superiori fra gli anni ’30 e ’40 del ‘900 si fa raccontare se succedevano cose simili e me lo segnala qui? Grazie!)

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