Ma esattamente…

DISCLAIMER: questo post non è rivolto a chi ha votato SI al referendum (ci mancherebbe altro) ma a quelli che hanno votato SI e ci sono rimasti male per aver perso. Ma non semplicemente male, ma male male male. Se avete pubblicato cose tipo e adesso che avete sfasciato il Paese pensateci voi, o avete citato nella stessa frase Civati, Gasparri e la parola inciucio, avete ironizzato sui grillini o su Salvini, siete stati sarcastici su quelli che per difendere la Costituzione si mettono coi fascisti o se, in generale, state a rosica’, ho delle domande da farvi.

Per capire.

***

Devo dire che l’esito del referendum mi lascia più che altro un vago senso di perplessità, più vicino tra tutte le reazioni allo spaesamento geniale di Lercio.

dimissioni-renziUn po’ dipende dal fatto che credevo, effettivamente, che i rapporti di forza fossero molto meno sbilanciati – forse perché la propaganda del SI era ossessiva e contava su una potenza di fuoco mediatica impressionante, forse perché avevo creduto al discorso della rimonta, chissà. O forse sono solo solidamente abituato a perdere.

Scopro ora che invece di come sarebbe andata finire lo sapevano tutti e mi chiedo se sono io a fare la figura, come quando sei l’ultimo del giro di amici ad accorgersi che due hanno una tresca, da mesi, e tutti ti dicono: ma coooome, ma daaaai, e ti senti un po’ scemo…

… oppure se tutti ‘sti commentatori di professione sono dei paraculi di prima grandezza, che si sperticano nella disamina degli errori di Renzi quando sino a un giorno prima ne lodavano le magnifiche sorti e progressive e la capacità di leadership straordinaria, perché hanno fiutato l’aria e vedono un nuovo carro sul quale salire.

Personalmente opterei per questa seconda ipotesi e per un enorme tentativo di riposizionarsi – tanto più strano perché non sono affatto convinto che Renzi sia finito, anzi, e quindi mi chiedo se sono io che, di nuovo, non ho capito niente oppure se, a mente un pelo più fredda, ci saranno nuove transumanze di ritorno a sostegno del buon Matteo.

E, in generale, questi improvvisi riposizionamenti mi sembrano strani perché, insomma, il Paese sul quale è sorto il sole il 5 dicembre è lo stesso, esattamente lo stesso, su cui è sorto il 4 dicembre.

Con le stesse opinioni politiche, eh. Non è che improvvisamente sono venuti gli alieni e hanno cambiato il cervello delle persone. Quelli che erano di una opinione sono rimasti tali. E anche gli altri. Provate a pensare di proporre una qualunque legge specifica su un qualunque argomento specifico: non è che adesso avrebbe un cammino più facile o difficile di prima.

C’è perfino la stessa maggioranza parlamentare.

E infatti la cosa che mi rende più perplesso è il livore e il tono di tregenda di tanti, anche tanti amici, di solito dell’area PD, che commentano il risultato.

Tra l’altro, con un piglio di pancia che teoricamente dovrebbe appartenere agli odiati populisti. Tra l’altro.

E dimenticando che la ruota gira e la maleducazione politica riservata agli avversari talvolta torna esattamente alla fonte.

ciaoneMa non sto facendo polemica: sono davvero perplesso. Perché il portato emozionale, il senso di deprivazione personale che accomuna tanti commenti mi sembra davvero incomprensibile.

Cioè: esattamente di cosa stiamo parlando?

Per dire: la Costituzione è rimasta la stessa. Non è che improvvisamente è passata nelle urne una Costituzione fascista e autoritaria. Cioè: rimane una Costituzione che ha fatto il suo dovere di garantire le libertà democratiche, più che discretamente, per settant’anni. Non è che il referendum ci consegna alla dittatura o alla Costituzione di Kim Jong-un.

E quindi? Cosa c’è da incazzarsi?

Dice: ma non è per la Costituzione in generale, ma per questa o quella riforma che è stata bocciata.

Ma è questo che non capisco: cioè, state a rosicare per il CNEL? Odiavate così tanto il Senato? Sarebbe che il pensiero del bicameralismo perfetto vi dava l’orticaria? Cosa c’era in questa riforma costituzionale di così irripetibile, così straordinario, così ultimativo da deporci dentro tante speranze, così da giustificare questo atteggiamento iracondo?

Non è che dico che non potessero essere importanti. Dico che mi sembrano tutte cose che uno potrebbe dire, serenamente, va bene, sarà per un’altra volta, dai. Continuons le combat, proporremo la legge fra cinque anni,

Invece no: siamo all’apocalisse.

Davvero non capisco. È difficile, onestamente, immaginarvi appassionati ai contenuti di questa riforma. Razionalmente convinti, si. Intenzionalmente combattivi per le vostre idee, ovviamente. Ma insomma, non vi ho mai visto così turbati, anche in occasioni obiettivamente più serie. O drammatiche.

Tipo i famosi 101 di Prodi.

2013-04-25 10.26.12
La bandiera del Copernico con 101 pugnalate. Eppure, tutti molto più sereni di oggi. Ok: un po’ più sereni.

Dice: ma è perché state consegnando il Paese ai fasciogrillini.

Ora.

Ci sono alcune risposte. Tipo: non l’ha ordinato il medico di fare un referendum costituzionale legandolo alla sorte del governo e a un plebiscito sul leader. Oppure: la composizione del Parlamento è la stessa di venerdì scorso, quando il PD governava serenamente; il Governo non è stato sfiduciato in aula e anche ammettendo che il voto di domenica abbia un significato politico – ovviamente lo ha – non c’è nessun bisogno di andare subito a elezioni: basta che il PD, con gli stessi alleati, formi un nuovo Governo: e se non ci riesce è colpa di Verdini e Alfano, non di chi ha votato NO o di chi legittimamente appartiene a un altro schieramento politico e parlamentare. E, per dire, anche ammettendo che si vada a elezioni e voi le perdiate – e sono già un sacco di “se” – il sistema di contrappesi della Costituzione vigente anestetizza molto meglio le conseguenze di un ribaltone di questo genere rispetto alla riforma che voi volevate introdurre. E, in generale, state ponendo un non sequitur: non esiste la controprova che, anche se aveste vinto il referendum (o se non aveste fatto la riforma e il referendum non ci fosse stato), poi i grillini non avrebbero vinto lo stesso le elezioni (dopotutto, vi hanno battuto sonoramente in due delle città principali del paese pochi mesi fa). Francamente non si capisce.

Però sono tutte risposte razionali e non funzionano, ci scommetto, perché il vostro malumore, la vostra indisponenza nei confronti del risultato del referendum, quell’aria da bambino che siccome gli avete sciusciato il gioco se ne va portando via il pallone, quelle frasi ripetute del genere: pensateci voi a governare allora, visto che siete tanto bravi, ecco, evidentemente sono reazioni emozionali, non razionali.

Ma è proprio qui che non riesco a seguirvi, giuro, e vorrei capire di cosa esattamente stiamo parlando.

Cioè, ammettiamo che i grillini vincano le elezioni: cosa pensate esattamente che possa succedere?

Che cambino tute le matite copiative con penne stilografiche? Va bene. Sgradevole. Piero Pelù ministro della Cultura. Non è che Franceschini, per dire… Insomma, e poi, cos’altro?

I vaccini, ci scommetto.

Solo che è più probabile la mutuabilità per le medicine omeopatiche (o qualche altra cosa discutibile del genere) e, francamente, si può non essere d’accordo ma non pare la fine del mondo. Per dire: a me sembra che al pari di certe impostazioni eretiche pongano problemi per la salute globale anche pratiche largamente accettate come l’iperconsumo di antibiotici, eppure non mi pare che nessuno di solito si strappi le vesti.

antibiotici
Fonte: OMS, non curateviconilfluidomagico.com

E comunque, occhio: è un tipo di reazione da ultima spiaggia che ricorda molto quelli alla Radio Maria che sicuramente deridete, che pensano che se ci fosse Vendola al potere ci sarebbero campi di rieducazione obbligatori per i bambini battezzati, con interrogatori quotidiani sul gender e libri di testo scritti da Vladimir Luxuria. E una tassa aggiuntiva per i cattolici che non sanno il Corano a memoria, con la Boldrini che passa casa per casa a riscuoterla.

Vi sembra ridicolo e stereotipato? Sicuri che voi invece siete ci vedete giusto?

Sicuri sicuri?

Oppure, potrebbe arrivare al governo Salvini.

Uno...
Uno…

Mi spiace dirvelo, ragazzi, ma Salvini al governo c’è già stato. O perlomeno: Bossi. E ci sono stati anche i postfascisti. In entrambi i casi con Berlusconi. Per anni. E talvolta li avete combattuti in Parlamento e nel Paese e talvolta ci avete collaborato, e tendenzialmente non è caduto il mondo. Certo, non è stato bello ciucciarsi il ventennio berlusconiano, ma le cose sono successe in mesi e anni di lotte, di azioni, di errori, di vittorie (poche) e di sconfitte (molte): niente che possa giustificare quest’aria da barbari alle porte che si percepisce dai vostri commenti. E se proprio vogliamo parlare di revisionismi, mi sembrate un pochino cascare dal pero: non lo sapete che a Cagliari abbiamo una strada intestata a un podestà fascista? E non vi siete accorti, in tutti questi anni, che spesso proprio i DS/PDS/PD si sono fatti forti di una strana correttezza politica che ha sdoganato interpretazioni perlomeno strane del Ventennio e della Resistenza? O vogliamo parlare degli sgomberi dei campi rom di Roma? Li ha fatti Veltroni e li ha fatti Alemanno. Cosa pensate che possa succedere, di diverso?

renzi-berlusconi
… e due.

In generale: cosa credete che succeda se vincono questi strani populistii? Davvero, cosa pensate che succeda di diverso da quello che ci è successo altre volte, talvolta anche quando governavate voi?

Io mi immagino una legge cattiva qui e una legge migliore là. In proporzioni diverse a seconda delle idee di ciascuno. Ma in proporzioni: non il governo di Sauron a Mordor e il trionfo dell’Oscurità. Non è che di solito succeda altro, nelle democrazie occidentali.

Certo, le democrazie occidentali sono in crisi. Ma lo erano anche prima del referendum e in posti diversi dall’Italia. Com’è che l’angoscia vi prende alla gola solo adesso?

Perché adesso faranno Ministro della Cultura Piero Pelù. Guarda Trump quello che sta combinando.

Ci credete davvero, davvero, che il problema sia l’incompetenza dei Trump, dei Farage o dei Di Battista? Sicuri? A me pare che il problema di Trump sia che sta riempendo il suo governo di gente preparatissima e ultrareazionaria: se fossero solo nazisti dell’Illinois mi sentirei molto, molto più tranquillo. Berlusconi era macchiettistico, ma il Paese l’ha governato eccome: forse non era così macchiettistico davvero. E abbiamo tanto ironizzato su Bush, ma anche lui i suoi mandati se li è fatti tranquillo tranquillo (e le sue guerre pure). E francamente, non è che il Governo che si è dimesso con Renzi – e in realtà anche buona parte della maggioranza che lo sostiene – mi sia mai sembrato composto da aquile svettanti e saettanti nei cieli della politica (e certamente non si libravano – o svolazzavano – nel cielo della sinistra, vedi alla voce jobs act).

Anche perché, sempre francamente, fossero state aquile magari avrebbero prodotto un testo di riforma migliore di quello che abbiamo votato, che anche molti sostenitori del SI sostenevano fosse largamente perfettibile. Ma qui torniamo alle passione inspiegabile per questo testo di cui parlavamo prima, e vi lascio in pace.

gufi-battocchiInvece: da quand’è che avete cominciato a usare la parola populisti? Anzi, da quand’è che esiste nel linguaggio politico comune?

Perché a me sembra ovvio che la campagna martellante sui populismi, la stereotipizzazione, la caricaturizzazione, siano parti di una campagna mediatica e culturale, tutto sommato abbastanza facilmente riconoscibile, che mira a mettere in sicurezza un sistema di cui globalmente la crisi ha messo a nudo le contraddizioni. E che anche sul referendum si agitasse magari lo spauracchio di Grillo o di Salvini o di Casapound per non far vedere Carlo Smuraglia e i partigiani (o Zagrebelski, che è tutto meno che un fasciogrillino). A me sembra palese: davvero non lo sembra a voi? Cioè: è questo di cui stiamo parlando? A voi non sembra semplice propaganda?

Non dico che voi non preferiate essere d’accordo con la Boschi piuttosto che con Zagrebelski, per vostre opinioni. Questo lo capisco, ovviamente, e non lo discuto. Quel che non capisco è come possiate pensare che perdendo il referendum si consegnino le chiavi del Paese a una coalizione fra Ivan Bogdanov, Davide Vannoni e il ragazzo coi rasta e i cani che chiede l’elemosina al semaforo. Perché questo, ragazzi, scusate se ve lo dico ma in senso tecnico si chiama delirio e quindi è meglio che vi ripigliate, anche in fretta.

vincere
E niente, qualche volta non si vince. Vedi alla voce Bersani.

L’ultima spiegazione possibile, perché effettivamente l’ipotesi del delirio è insultante e quella che siate dei cefali che abboccano alla propaganda lo è ugualmente, è che abbiate fatto un investimento affettivo su Renzi. Cioè, vi dispiace per il leader, credevate davvero che solo lui potesse traghettare l’Italia fuori dal pantano e cambiare verso al Paese.

Oh capitano, mio capitano.

Devo dire, se è questo non c’è da discutere. Se avete pianto alla citazione di Baden Powell o quando ha abbracciato Agnese, se avete sentito un groppo in gola durante il discorso d’addio non ho niente da dirvi.

Se non che sono stupito. Perché davvero l’impressione, fuori del partito, è che molti di voi considerassero Renzi una specie di male necessario, l’unica carta spendibile per fare riforme indispensabili e modernizzare il Paese, da seguire per questa sua abilità passando sopra a una serie di difetti (l’arroganza, l’irrequietezza, il giglio magico). Oppure uno che spesso e volentieri puniva gli avversari e che perciò vi consentiva di punirli anche voi e di provare l’ebbrezza, a lungo repressa, di vincere. Tutto giusto ma certo, insomma, non proprio uno a cui donare il proprio cuore.

Anche perché, francamente, non è che vi abbiamo mai visto postare le frasi celebri come noi veteroverdicomunisti facciamo con Pepe Mujica, o le foto iconiche alla Che Guevara. Quello che avevo sempre creduto è che se arrivava una foto di Renzi su Facebook era perché l’aveva postata un social media manager ben preparato, non perché un seguace affezionato aveva sentito il bisogno di condividerla. E quindi anche tutta questa dedizione un po’ mi stupisce: davvero ieri eravate così indisposti perché vi dispiaceva personalmente per Renzi?

E soprattutto, ma perché? Nel senso: non l’hanno mica ammazzato come Kennedy. Le dimissioni sono un puro fatto tattico, una mossa in una partita complessa in vista di una possibile ricandidatura. Anche la frase sugli oneri e onori che spettano ai capi del NO (chiunque essi siano, tra l’altro, e non è molto chiaro – a meno che non torniamo ai deliri di cui sopra) è un tentativo di ributtare la palla nell’altro campo, mica una posizione morale: e quindi Renzi tornerà, magari perfino più forte di prima, e non è il caso di disperarsi.

O no? Davvero secondo voi non è un fatto tattico? Davvero vi siete dispiaciuti? Davvero avete seguito il discorso per cosa diceva e non perché lo diceva?

Davvero, come potete?

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Un pensiero riguardo “Ma esattamente…

  • 08/12/2016 in 14:14
    Permalink

    sono d’accordo al 101% (tra l’altro ha vinto il no e sono contento).

    qualche considerazione

    1 – il primo è che chi ha votato no poteva essere d’accordo su alcuni punti, per esempio il seppellimento del CNEL, o per nuovi quorum per il referendum, ma qui il punto è che era un pacco dono, te lo metto in der posto, come dice Corrado Guzzanti/Funari e poi ti do una caramella..
    a me piacciono le caramelle, ma non prenderlo in der posto.
    fammi 47 domande per ogni modifica e poi si vede.
    2 – certi hanno votato sì perché avevano paura di un governo Salvini o Grillo. se pure succededesse durerebbe 5 anni e il popolo sovrano deciderà, ma la costituzione dura altri 50 anni, fatti salvi i colpi di stato
    3 – Renzi ha vinto, da solo ha preso il 40% dei voti, molti più di prima, e questo qualcosa vuol dire, cosa è lo sapremo fra non molto
    4 – ma è possibile che vince Trump e tutti (quasi) si scandalizzano, vince il no e tutti (quasi) si scandalizzano, e sopratutto nessuno (o quasi) lo aveva previsto è che si vince giorno per giorno e l’esito di una consultazione è la somma di tutto quello che succede tutti i giorni

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