CoordinateEvidenzaFilmLe narrazioniParaboleRecensioni

Esercizio di stile

Attenzione: questo articolo contiene anticipazioni e rivelazioni sulla trama di due film; se siete fra coloro che trovano che gli spoiler gli rovinino la festa in maniera inspportabile, girate al largo.

Ricordo che quando ho visto Bentu di Salvatore Mereu dopo non troppo tempo ho pensato: «Mamma mia, speriamo che non voglia ammazzare il bambino, speriamo che non sia così banale», e per diverso tempo ho sperato, fortissimamente ho sperato, che il film andasse a parare da un’altra parte.

Solo che il film durava e durava, con tutte le solite cose della poetica di Mereu, la Sardegna mai esattamente contemporanea, la ruralità leggendaria, la lingua sarda, l’indagine sull’infanzia rurale nella Sardegna leggendaria non esattamente contemporanea, in un esercizio di stile estenuato ed estenuante.

A un certo punto il film era così esausto e io esausto con lui che ho pensato: «Mamma mia, speriamo che si decida ad ammazzarlo presto a Angelino» e per diverso tempo ho sperato, fortissimamente ho sperato, che la facesse finalmente finita, e invece il film durava e durava finché ho pensato che forse, miracolo!! non lo voleva ammazzare, il bambino, e forse il film avrebbe avuto una scena finale che incredibilmente capovolgeva e salvava tutto e dava alla visione un senso diverso e magari interessante.

In quel preciso momento Mereu si è finalmente deciso ad ammazzarlo, il bambino. Il film non si è redento, è rimasto prigioniero della leggendaria infanzia sarda come metafora di una ruralità non contemporanea con le didascalie in limba, e tanto così.

L’altra sera al solito sgangherato circoletto (sempre sia lodato) ho visto la prima metà dei cortometraggi di Visioni sarde 2025 e il primo di questi – nonché vincitore della rassegna – era Su cane est su miu di Mereu.

E dopo un paio di minuti ho pensato: «Non mi dire che vuole ammazzare il cane», e più diventava evidente che voleva ammazzare il cane e più però continuava a girarci intorno e non lo faceva e insomma non c’era tensione ma pura indagine calligrafica di come ammazzare un cane come metafora dell’infanzia non esattamente contemporanea in una ruralità recitata in limba didascalicamente sarda e allora ho sperato, fortissimamente ho sperato, che si decidesse ad ammazzarla presto, quella povera besta, per lei e per noi pubblico, perlomeno quelli che non avendo capito la cosa al volo o avendo molto senso del dovere non sono usciti. E siccome era un corto per fortuna Mereu si è dovuto decidere e l’ha impiccato, quel cane, facendocelo anche vedere là che pendeva in modo che non ci restassero dubbi sulla ferocia rurale della disìdascalica non contemporaneità dell’infanzia in limba di una Sardegna leggendaria. E ho pensato: «Vabbé, grazie a Dio è finita» e invece ci sono stati altri lunghi minuti di ragazzini leggendari in un canneto non esattamente rurale lungo un fiume sardo ma così sardo che avrebbe potuto parlare in limba, con un relitto di motoscafo forse segno di didascalica contemporaneità, e io ho sperato che il film avesse un guizzo non metaforico e il motoscafo si ribaltasse facendo affogare i bambini, e invece niente, minuti su minuti di bambini, fiumi, motoscafi e titoli di coda.

Mai una gioia.

Facebook Comments

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo:

Questo sito usa cookie o permette l'uso di cookie di terze parti per una vasta serie di funzionalità, senza le quali non potrebbe funzionare con altrettanta efficacia. Se prosegui nella navigazione, scorri questa pagina, clicchi sui link presenti nel sito, commenti un contenuto, condividi una pagina o un articolo, scarichi un file, visualizzi un video o utilizzi un'altra funzione presente su questo sito stai probabilmente attivando un cookie e acconsenti quindi implicitamente all'utilizzo di cookie. Per capirne di più o negare il consenso leggi la cookie policy - e le informazioni sulla osservanza della GDPR

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi