Non è che ne avessi proprio proprio una gran voglia…

… ma stamattina devo essermi svegliato male. E così mi sono fatto tirare dentro una flame su Facebook sull’argomento vaccini.

Vaccini di buona qualità

Quasi due flame, in realtà, sono stato anche piuttosto secco col compare Giorgio Astara, che forse non si aspettava la reazione:

In realtà la questione dei vaccini è una di quelle dalle quali abitualmente mi tengo fuori, perché quando arriva sui social o sui giornali o, Dio non voglia, nell’agenda politica è già così polarizzata che non c’è più niente da fare, o da dire. Dev’essere che mi sono alzato male, appunto, o forse ho da tempo un’irritazione che non trova mai sfogo se non in punture di spillo sui social. Su questa base, e nonostante la flame, preferirei astenermi, davvero.

Però la regola del blog fino dall’inizio è che

Questo sito (o blog?) mi serve a tenere conto delle cose che scrivo, che altrimenti spargo per ogni dove e poi perdo. Per questo in un certo senso lo tengo soprattutto per me, ma chi di voi passa a trovarmi mi fa molto piacere.

e quindi sono obbligato, come suol dirsi, a riportare tutto a casa. Il mio interlocutore nella (brevissima) discussione ha cancellato il suo commento, a quel punto anche io ho cancellato il mio e in ogni caso l’amico il cui post stavamo commentando aveva una impostazione della privacy che non permette la visualizzazione generale, quindi non ho nulla da far vedere: il che mi lascia l’obbligo di chiarire la mia opinione in altro modo.

Solo che non ne ho voglia. Di base, trovo incredibile che nell’anno del Signore 2017 ci siano tanti che impostano il loro pensiero nel dibattito scientifico come se Kuhn, Heisenberg e Godel (e tanti altri) non fossero mai esistiti. Che ci obbligano a confrontarsi con un pensiero pseudoscientifico di taglio positivista e francamente scientista, che credono alla scienza come un corpus di verità dogmatiche immutabili, neanche fosse una religione e il Grande Scienziato il totem da adorare, che non hanno la minima capacità di ragionare in termini di complessità, che leggono il mondo in bianco e nero senza sfumature.

Parlo in generale, non del benintenzionato medico col quale, poveretto, me la sono presa. Penso che la base della mia insoddisfazione si trovi, prima di tutto, in questa dimensione: che proprio tanti di quelli che invocano la scienza, di base, della scienza (non della loro scienza) non capiscano granché. Spiace doverlo dire, ma la medicina è una scienza socialmente determinata – orpo, tutta la scienza è socialmente determinata – e quindi dire che si deve fare così perché lo dice la scienza è una affermazione priva di senso. Giorgio, che come me è sicuramente di base antiabortista, dovrebbe sapere benissimo che nel tempo ciò che è considerato pratica medica accettabile – possiamo anche togliere “accettabile” e lasciare solo pratica medica –  è dipeso non da qualche verità scientifica ma, semplicemente, da convenzioni sociali. È chiaro che ragionare in questo modo è moooolto più scomodo e obbliga a sporcarsi le mani, ma non c’è alternativa.

O forse no. C’è un nuovo blocco sociale benpensante che, fra gli altri, anche in un pensiero semplificatorio come quello scientista trova le basi della ideologia che sostiene il suo coagularsi. Ed è un blocco sociale conservatore, spiace dirlo per gli amici che sui social se ne fanno megafono, e che magari da giovani stavano nella Pantera, fanno le battaglie per i diritti civili e magari si fumano pure una canna. Ma sulla base di queste semplificazioni si costruisce ingegneria sociale oppressiva: e non è, di base, molto diversa la legge che estende così tanto l’obbligo vaccinale con misure coercitive inaccettabili dalla militarizzazione crescente dei territori e delle dimensioni della vita sociale e dalla caricaturizzazione di ogni forma di dissenso sotto etichette facili come quella di populismo. Incidentalmente, andrebbe fatto notare che queste forme coercitive in realtà non fanno l’interesse del blocco sociale benpensante: perché aiutano a coagulare il dissenso contro di lui, secondo come in maniera più veloce di quanto costruiscano consenso: per ogni laureato in fisica o ingegnere che plauderà al provvedimento che sancisce la superiorità della scienza quante saranno le giovani mamme esitanti che decideranno che, se si decide di obbligarle invece di convincerle, allora c’è qualcosa sotto? E alle prossime elezioni, cosa sarà meglio: avere conquistato il voto dei fisici o quello delle mamme?

Ma davvero non ne ho voglia. Mi limito a segnalarvi alcuni articoli ai quali mi sento vicino:

  • Avevo già segnalato a suo tempo Le virtù dell’ignoranza e le ragioni degli antivaccinisti. Non abbiate paura, nonostante il titolo non è il testo di un pazzo a favore delle scie chimiche, è una breve dissertazione storica.
  • Qualche giorno fa il Sole 24 Ore, non proprio l’organo di partito dei grillini, ha pubblicato un articolo di due dirigenti del Mario Negri, non proprio un centro di medicina omeopatica. Non si parlava ancora di legge nazionale, ma l’articolo è interessante perché pone la questione in termini di complessità.
  • Troppa euforia sul decreto vaccini ha un tasso di anacoluti e errori di battitura dovuti alla fretta che stroncherebbe un elefante, ma a me pare assolutamente condivisibile. Assolutamente.
  • Infine una lettera aperta a Cecilia Strada da parte del dottor Serravalle (del 2015). Serravalle è uno di quelli sicuramente in odore di radiazione, e c’è un certo scarto fra il suo blog (piuttosto condivisibile) e le affermazioni molto più in libertà in convegni e incontri pubblici, molto meno condivisibili, quindi è una compagnia un po’ scomoda. Ma nella lettera in questione solleva una questione centrale, cioè il fatto che negli ultimi vent’anni c’è stato, certamente per effetto del peso economico delle aziende farmaceutiche e dei grandi donor internazionali, un cambio di paradigma nella visione della medicina, con molta maggiore enfasi sull’uso dei farmaci e molta minore attenzione alle determinanti sociali della salute, per esempio la povertà. E io non sarei nipote di Giovanni Berlinguer se non mi premesse farlo notare.

P.S. Dopo un paio d’anni dall’ultima volta che l’avevo fatto sono tornato a farmi un giro sul sito dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (in inglese). Il punto di partenza per le raccomandazioni sull’esitazione vaccinale è qui.

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