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L’analfabetismo è politico, non costituzionale

Ieri, esasperato da decine di contatti Facebook che, tutti nello stesso modo, credendosi tutti uniformemente più furbi e spiritosi del resto del mondo, postavano commenti tutti esattamente uguali, probabilmente concepiti nell’unica stanza di un social media manager particolarmente abile, irridendo, con questo loro sarcasmo in fotocopia, gli avversari di parte politica (nel caso specifico quelli che, tutti nello stesso modo, credendosi tutti uniformemente più onesti e moralisti del resto del mondo, postavano commenti tutti esattamente uguali, probabilmente concepiti nell’unica stanza di un social media manager particolarmente abile, indignandosi, con questa loro rabbia in fotocopia, per la formazione del nuovo Governo).

Ieri, con Pierini rosiconi spiritosi a comando che rimproveravano la non conoscenza della Costituzione agli altri.

Ieri, esasperato da decine di contatti Facebook intenti a irridere l’avversario per la non conoscenza della Costituzione, ignorando bellamente il punto politico.

Ecco, ieri ho fatto due cose, che appunto qui perché il blog lo tengo soprattutto per me e le cose che scrivo su Facebook poi si perdono chissà dove (quindi, arrivati a questo punto, potete anche decidere che non vale la pena continuare a leggere).

Per prima cosa ho ricondiviso un vecchio articolo di pochissimo successo ma al quale tengo molto, e che invita a cercare di leggere le cose più in profondità. Perché facendo così magari si riuscirebbe a uscire dalla logica dello specchio riflesso da bambini («Presidente del Consiglio nominato da un Parlamento di nominati, gne gne gne faccia di serpente» contro: «Non mi hai fatto niente, gne gne gne, non hai letto la Costituzione, non mi hai fatto niente») magari permetterebbe di capire che ci sono i furbi e i deboli, i giusti e gli ingiusti, quelli che vincono e quelli che perdono, quelli che ne capiscono di politica e quelli che no, davvero no.

Ecco: la politica.

E allora, esasperato come già detto, nell’anno cinquantaduesimo di mia vita, anziano ma non ancora saggio, ho scritto su Facebook.

Anziano ma non ancora saggio.

Il problema non è l’analfabetismo costituzionale, è l’analfabetismo politico.

Come è giusto, non mi ha capito nessuno: si vedeva dai like che quelli a cui piacevo pensavano che stessi dicendo che gli odiati grillini non solo non capivano di Costituzione, ma neppure di politica, mentre io volevo dirgli che, va bene, loro forse, forse, non capiscono di Costituzione, ma voi non capite di politica, ed è peggio.

E quindi ho corretto:

Il problema non è l’analfabetismo costituzionale, è l’analfabetismo politico.
EDIT: parlo di tutti, non del M5S o dei sostenitori del NO.

Ne è nata un po’ di discussione, perché effettivamente, anziano ma non ancora saggio, esasperato ma non chiaro, insomma, non è che si capisse tanto bene:

Non dico aver letto Machiavelli, ma almeno analizzare la politica come tu analizzeresti le difese del football o un altro un problema tecnico. Non come un contrasto di gnegnegne, perché quello è un lavoro da bambini scemi. Se si facesse, ci risparmieremmo un sacco di meme sull’analfabetismo funzionale di gente che rinfaccia agli altri che il presidente del Consiglio non è eletto dal popolo e – letteralmente – non sa di cosa sta parlando.

con vette addirittura icastiche, tipo

Cioè, la politica ha le sue regole e i suoi strumenti di analisi (e il contenuto della Costituzione non è fra questi…)

perché è chiaro che la Costituzione invece deve entrare negli strumenti di analisi, ma nel senso di fissare parametri da tenere in considerazione astrattamente quando si analizzano i contesti, non nel modo che con la quale compariva nei meme scemi di ieri, e quindi magari tagliando i concetti con l’accetta mi sono invece fatto trasportare un po’. Fino a che la mia insoddisfazione è uscita finalmente paro paro:

Guarda che chi non è capace di analisi politica sono tutti MENO i grillini. Loro la stanno facendo benissimo. Sono quelli che scrivono di analfabetismo funzionale o fanno “guh guh” compiacendosi di post tutti uguali sull’ignoranza altrui e il Presidente del Consiglio che a Costituzione vigente non è eletto dal popolo che fanno abbastanza la figura del piccione.

Dove guh guh nel gergo familiare sono i versi che fanno i bambini scemi quando credono di essere stati spiritosissimi (pronunciarlo portando le mani sotto le ascelle e sbattendo le braccia così ripiegate).

Non è politicamente corretto, lo so.

Chi se ne frega posso dirlo?

E comunque andando avanti così alla fine, giustamente finisce che uno ti dice: perché non la fai tu l’analisi, visto che ti lamenti? E visto che non sei nemmeno tanto chiaro?

E allora, voilà.

Come si diceva ai bei tempi, anziano ma non saggio mi sono esposto alla berlina. Segno qui, che se poi si perde su Facebook come potremo riderne poi, quando tutto sarà andato diversamente?

[Quelli del M5S] hanno vinto, vogliono sfruttare la vittoria, che c’è da dire? Sono oltretutto coerenti, avendo sempre sostenuto che questo Parlamento è eletto con una legge incostituzionale etc etc, e fiutano in Gentiloni non un tentativo di sbrigare il caso legge elettorale e andare a votare subito, ma un allungare il brodo, quindi si oppongono strenuamente, sapendo che, se leggono bene la realtà, sono in una situazione win-win: se si vota subito gli va bene, se si vota dopo hanno avuto tutto il tempo di denigrare di più gli avversari facendoli passare per quelli che sono attaccati al potere (un discorso simile vale per la Lega, mentre Berlusconi, che non è pronto al voto, traccheggia).
Renzi è in una condizione che Machiavelli chiamerebbe “errore necessitato”: paga il peccato originale di essere subentrato a Bersani (e Letta) in un sistema politico maggioritario nel quale non ha vinto le elezioni – con buona pace di tutti quelli che fanno i Pierini oggi, se pure la Costituzione dice che il Primo Ministro è eletto dal Parlamento da quando c’è il maggioritario i PdC non vincitori delle elezioni sono stati tutti “clausole di salvaguardia” dopo il fallimento della coalizione vincente, ma transitori per definizione (tranne D’Alema, il quale infatti si è trovato costretto a farsi legittimare da una elezione impropria, cioè le regionali, e anche lui è caduto) – e nel quale il suo gruppo parlamentare è controllato dai capibastone e non del tutto da lui: l’instabilità degli altri gruppi parlamentari lo salva, ma lo lascia in posizione scomoda, esposto al fuoco di fila: «Ma Verdini, Alfano…». Perciò ha chiamato il referendum e l’ha perso (primo errore necessitato). Gli converrebbe cercare un secondo appello, andando anche lui a elezioni anticipate subito (che sarebbe finalmente una legittimazione appropriata) ma non può perché la legge elettorale non c’è, perché lui non l’ha voluta fare causa referendum (secondo errore necessitato). Quindi è costretto a far fare il Presidente del Consiglio a un altro per un tempo X, mantenendo il controllo dietro le quinte (a occhio, terzo errore necessitato). Gentiloni potrebbe fare un figurone dicendo: «mi do due mesi, poi si vota, parola d’onore» (o Matterella potrebbe scrivere al Parlamento, sta nei suoi poteri), ma una volta che il Governo c’è partono le pulsioni a tenerlo in vita per fare questo e quello, e quindi ad andare avanti un altro po’ (quarto errore necessitato). Quindi quel che rimane al PD è buttarla in cagnara, come i 5S gli hanno insegnato benissimo, con questo tipo di campagne “guh guh” sul fatto che i 5S brutti, sporchi, populisti e buzzurri non sanno le basi costituzionali e noi ci diamo il gomito tutti contenti. Solo che così si rafforzano le basi identitarie (NOI contro VOI) e a occhio questo è un gioco nel quale il PD probabilmente alla lunga perde (quinto errore necessitato). E comunque la campagna “guh guh” è una roba dello stesso livello di “presto, fate girare!!!1!!!1!”, e davvero vederla fare da gente che si crede avveduta dà sui nervi in maniera statosferica.

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Un pensiero su “L’analfabetismo è politico, non costituzionale

  • Nel 2016 le manovre politico-parlamentari non le avevo capite, avevo la sensazione di essere confuso. Adesso continuo a non capire, ma c’è una diversa sensazione viscerale: era una tappa di discesa nella voragine.

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