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Storia di Marco

È per me un periodo intenso sulle narrazioni per videogame, e perciò è qualche mese che sono bello carico sulle storie, che mi frullano in testa ogni momento. Soprattutto, mi vengono in mente a getto continuo esercizietti e giochini narrativi con cui sbilanciare potenziali partecipanti a attività formative, che conservo religiosamente in attesa della buona occasione.

Dato che il blog mi serve, com’è noto, per tenere conto delle cose che scrivo e spargo per ogni dove, propongo uno dei quiz anche qui, pensando che possa interessare a qualcuno.

Storia di Marco

Marco vive da qualche parte nella Pianura Padana, in una città di media grandezza. Il suo mondo è fatto di palazzoni di periferia, cielo grigio, nebbia, inquinamento.

Tutti i giorni Marco va a scuola. Per arrivarci attraversa un pezzo di zona industriale, parcheggi sterminati, cemento, cani di merda che abbaiano dietro le cancellate di capannoni tutti uguali. Immigrati chini di fatica che vanno al lavoro chissà dove. Marco attraversa la zona a testa bassa, sempre da solo.

Marco è quello che vedete nella foto. La foto non c’entra (quasi) niente, è una pubblicità della Zalando trovata in rete, mi serve per dare un’impressione.

Un giorno Marco incontra una ragazza. lei è più grande, bellissima, sofisticata. E gli rivolge la parola; gli dice che non è a suo agio a camminare da sola da quelle parti, gli chiede se possono fare un pezzo di strada assieme.

Mentre camminano i due parlano, parlano. La ragazza sembra sinceramente interessata a Marco, alla sua vita, alle sue aspirazioni. Marco è entusiasta che una ragazza così lo ascolti in questo modo.

Dopo quel giorno i due si incrociano altre volte, sempre nella zona industriale. Marco è felice.

La ragazza è quella che vedete qui sotto (è Tricia Helfer, la Numero 6 di Battlestar Galactica). Ovviamente quando Marco la incontra è vestita in maniera normale, ma mi serve per far apprezzare il tipo di presenza fisica e di carisma.

Un giorno Marco arriva a scuola e si accorge che non ha più un quaderno. È strano, perché è sicuro di averlo messo in borsa la sera prima.

Anzi, gli sembra di averlo visto anche la mattina, quando si è fermato a fare colazione con la ragazza, al bar alla fine della zona industriale. È davvero strano.

Quando torna a casa, di pomeriggio, ad aspettarlo trova sua madre e la ragazza. Sono sedute in cucina e chiacchierano. Sua madre sembra entusiasta di avere conosciuto questa bella ragazza, così simpatica e educata.

«Vieni Marco», gli dice. «Guarda, ha perso un quaderno e questa signorina è stata così gentile da riportartelo».

È a questo punto la domanda è: quale famosissima storia sto raccontando, e come andrà presumibilmente a finire?

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