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Tre giornate in memoria di Enrica Delitala

Subito dopo la morte di Enrica diversi colleghi e amici hanno manifestato il rimpianto che il decorso improvviso della malattia da un lato e il naturale riserbo di mia zia dall’altro non avesse permesso di raccogliere i fili di alcuni suoi progetti, soprattutto quello di presentare il libro sull’Archivio e l’Atlante Demologico Sardo.

Enrica DelitalaFra questi colleghi e noi familiari è quindi nata l’idea di presentare degnamente il libro e contemporaneamente ricordare il contributo scientifico di Enrica agli studi antropologici sardi, idea della quale si è fatto carico l’ISRE in termini di coordinamento e diversi colleghi e colleghe di diverse parti della Sardegna in collaborazione fra loro e che si articolerà in tre date ai primi di dicembre a Nuoro, Cagliari e Oristano, mentre una quarta presentazione del libro sarà a Sassari alla fined el primo semestre dell’anno accademico. Vi riporto qui sotto i particolari, ricordando che il volume è liberamente scaricabile e che per ogni informazione sulle iniziative ci si può rivolgere all’Istituto Superiore Regionale Etnografico, via Papandrea, 6 Nuoro – tel. 0784 242900, contattabile per mail  e presente anche su Facebook.

***

Presentazione a Nuoro, Cagliari e Oristano del libro di Enrica Delitala

Archivio e atlante demologico sardo DelitalaL’ARCHIVIO E L’ATLANTE DEMOLOGICO SARDO – Frammenti di storia degli studi (1957 – 2009), memorie e documenti

edito dall’ISRE

Lunedì 1 dicembre a Nuoro, martedì 2 dicembre a Cagliari e mercoledì 3 dicembre a Oristano, sarà presentato l’ultimo lavoro di Enrica Delitala, L’ARCHIVIO E L’ATLANTE DEMOLOGICO SARDO – Frammenti di storia degli studi (1957 – 2009), memorie e documenti, edito dall’Istituto Superiore Regionale Etnografico.

A Nuoro la presentazione si terrà alle ore 17,30 nei locali della Biblioteca dell’ISRE in via Papandrea, 6, a Cagliarialle 17,30 presso la Cittadella dei Musei nell’aula Coroneo e a Oristano alle 17,00 nei locali del Centro Servizi Culturali dell’U.N.L.A. in via Carpaccio, 9, secondo il seguente programma:

Nuoro

1 dicembre 2014, Biblioteca dell’ISRE, via Papandrea 6, ore 17,30

Saluti

  • Bruno Murgia Presidente dell’ISRE
  • Alessandro Bianchi Sindaco di Nuoro

Interventi

  • Pietro Clemente Professore emerito Università di Firenze
  • Gabriella Da Re Università di Cagliari
  • Graziella Sedda Delitala già Direttrice della Biblioteca universitaria di Cagliari
  • Coordina: Antonio Deias Direttore Generale f.f. dell’ISRE

Locandina

Cagliari

2 dicembre 2014, Cittadella dei Musei, Aula Coroneo, ore 17,30

Interventi

  • Bruno Murgia Presidente dell’ISRE
  • Pietro Clemente Professore emerito Università di Firenze
  • Anna Lecca già Docente di Storia delle tradizioni popolari Università di Cagliari
  • Giulio Paulis Università di Cagliari
  • Paolo Piquereddu già Direttore Generale dell’ISRE
  • Graziella Sedda Delitala già Direttrice della Biblioteca universitaria di Cagliari
  • Coordina: Gabriella Da Re Università di Cagliari

Locandina Cagliari

Oristano

3 dicembre 2014, Centro Servizi Culturali UNLA, via Carpaccio 9, ore 17,00

Interventi

  • Pietro Clemente Professore emerito Università di Firenze
  • Nando Cossu saggista, studioso di tradizioni popolari
  • Antonio Deias Direttore Generale f.f. dell’ISRE
  • Anna Lecca già Docente di Storia delle tradizioni popolari Università di Cagliari
  • Coordina: Marcello Marras Direttore del Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano

Locandina Oristano

Dalla Premessa di

FRAMMENTI DI STORIA DEGLI STUDI. L’ARCHIVIO E L’ATLANTE DEMOLOGICO SARDO (1957-2009). MEMORIE E DOCUMENTI

… Il testo che segue ripercorre tutta la vicenda di quello che, pur nell’eterogeneità di alcune parti, è stato definitivamente denominato “Archivio ADS” o “Archivio dell’Atlante Demologico Sardo” essendo questo il progetto unificante e distintivo di tutta la nostra storia di demologi.

Il momento del passaggio, sicuramente tormentato e faticoso per tutte le parti, non segnò tanto l’atto finale dell’esistenza di un gruppo quanto l’inizio di un cammino a ritroso nelle nostre vite e nella riflessione critica sul nostro operato.

La lunga e complessa fase operativa che, tra il 2009 e il 2010, precedette e accompagnò il trasferimento a Nuoro comportò, in stretta collaborazione con l’ISRE, l’identificazione di tutta la documentazione interessata, edita e inedita, la descrizione dettagliata dei singoli settori, una prima elencazione analitica dei documenti. Alla fatica materiale, in questa fase, si accompagnarono la tensione psicologica della separazione ma anche la gratificazione che ci veniva dalla certezza di aver messo insieme un corpus documentario di notevole valore storico e d’importanza non solo locale ed episodica, dal pensiero di aver contribuito a salvare alcune tracce della cultura popolare della Sardegna, dal senso di non aver lavorato inutilmente, di aver in qualche misura insegnato ai nostri studenti a guardarsi intorno e a conoscere la storia della loro terra, di avere fornito un servizio pubblico così come Cirese ci aveva insegnato.

Come si può vedere da una lettera riportata nel primo capitolo di Frammenti di storia degli studi (§ 1.1), Cirese accolse molto positivamente e con commozione la notizia dell’operazione appena conclusa e condotta, anche a suo giudizio, con correttezza e disinteresse personale… Le vicende dell’Atlante Demologico Sardo e del suo Archivio risvegliavano memorie antiche, lo portavano a rivivere momenti importanti della sua vita; probabilmente ritrovava in noi e nelle nostre attività di gruppo un riconoscimento anche del suo lavoro e un segno di continuità nel tempo e di trasmissione di intenti. Non a caso il 18.11.2009 ci scriveva: «Grazie per le notizie ma soprattutto grazie per il lavoro così faticoso ma così importante per i nostri studi: è consolante l’amore che portate per tanti anni di lavoro e di dedizione comuni. […] Cominciammo insieme ed è bello che dopo più di cinquanta anni, insieme siamo ancora»; e il 1 gennaio 2010, rispondendo, con parole incoraggianti, ad una mia nella quale tracciavo uno schema dello scritto appena iniziato sull’Archivio ADS: «so che lei ha la forza non solo per progettare questo coronamento dei nostri studi, ma anche per portarlo a compimento» ed offriva spontaneamente la sua collaborazione e «qualche incremento» (vedi § 3.8.3 e 4.2).

A questa visione “sentimentale” e autobiografica si collegano l’impegno e l’entusiasmo con cui, per più di un anno, mi affiancò nella stesura del testo qui di seguito pubblicato. Com’era da lui, instancabilmente rispondeva a tutte le mie richieste di dati, faceva memoria di persone e avvenimenti lontani, precisava o correggeva quanto io andavo scrivendo, dava un giudizio sulle pagine che gli inviavo in prima stesura; ad una cernita nei cassetti e tra i faldoni del suo archivio si devono documenti ora inseriti nell’Archivio ADS; al suo intuito, alla sua capacità di fare storia degli studi, di collegare il passato col presente e di vedere nel futuro, si deve la spinta a dilatare e a pubblicare uno studio originariamente breve e destinato solo all’ISRE per uso interno. Scorrendo la posta trovo un susseguirsi di messaggi nei quali sollecita la conclusione del lavoro e ne suggerisce ampia divulgazione. Rileggendo oggi la corrispondenza, mi colpisce la vena di malinconia che attraversa due lettere, rispettivamente del 6 dicembre 2010 e del 15 febbraio 2011:

«Il lavoro è davvero eccellente. Ma che fatica! Molto bella la storia del cammino ─ non inutile! ─ che ha portato dall’Atlante all’Archivio: una storia che non è solo sarda ma anche italiana ed europea. […] Penso che sarebbe il caso di dare comunicazione del testo a tutte le persone menzionate […] . Un abbraccio e un caldissimo grazie per questo servizio reso alla storia dei nostri studi».

«Cara Enrica, ho riletto ─ meglio: il lettore “Maestro” mi ha riletto ─ il secondo paragrafo dei suoi Frammenti di storia. Deve essere fiera del lavoro che con così grande lucidità e tenacia ha condotto per tanti anni. Capisco che lei non voglia divulgare lo scritto prima di averlo completato: è un desiderio più che giusto. Io però sono molto vecchio, e le confesserò che aspettare mi costa».

In realtà la redazione di Frammenti era ormai quasi conclusa e, dopo un’ultima revisione, il testo fu consegnato all’ISRE e diffuso tra i co-autori il 4 aprile; scrissi a Cirese in tale data rassicurandolo anche su un accordo già preso con Paolo Piquereddu per la “divulgazione” a cui tanto teneva. Un mio ulteriore messaggio, del 22 aprile, con gli auguri di Pasqua, gli ultimi aggiornamenti, la promessa di una mia trasferta a Roma, rimase senza risposta perché Cirese fu ricoverato al Policlinico e la sua postazione al computer rimase vuota.

In quel settembre del 2011 abbiamo avvertito il bisogno di una sospensione dei lavori; da un lato c’era il rammarico di non aver fatto in tempo ad offrire a Cirese il volume finito, dall’altro il bisogno di aggiornare lo scritto dopo gli ultimi avvenimenti. Questa Premessa è motivata dai sentimenti che in quei giorni agitarono me, Chiarella, Anna ed i colleghi dell’ISRE, facendoci rivivere il lungo rapporto di lavoro e di affetto con Alberto Cirese. Di comune accordo abbiamo deciso di pubblicare il testo, di cui anch’egli è stato autore, nella versione originaria fatta eccezione per poche e secondarie modifiche rese necessarie anche dal passaggio alla stampa…

Ad Alberto Mario Cirese è dedicato questo volume, nel ricordo anche delle piccole grandi cose a cui ci aveva abituato e che ci mancano: la sua inconfondibile voce, i suoi luoghi che ora sono diversi (Villa Mirafiori, Piazza Capri con lo studio pieno di libri ed il computer sempre acceso), i cartoncini di Natale e le poesie in molisano di Eugenio Cirese.
Con eguale affetto dedichiamo questa ricostruzione della nostra piccola storia all’ultimo dei grandi vecchi della Facoltà di Lettere e Filosofia di Cagliari, Giovanni Lilliu, che ci ha lasciato il 19 febbraio 2012. Tra il grande archeologo ed il grande demoantropologo, pur nella differenza di carattere e spesso di posizioni, ci fu un rapporto di reciproca stima e amicizia, una stretta collaborazione filtrata attraverso la Facoltà ed attraverso l’Istituto Etnografico di cui Lilliu fu promotore e presidente per un decennio, una guida sapiente, equilibrata e ricca di umanità.

Enrica Delitala

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