{"id":7923,"date":"2014-07-08T16:07:00","date_gmt":"2014-07-08T14:07:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7923"},"modified":"2021-07-09T15:51:34","modified_gmt":"2021-07-09T13:51:34","slug":"anche-i-professori-a-volte-sbagliano-un-intervento-di-nicolo-migheli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7923","title":{"rendered":"Anche i professori a volte sbagliano (un intervento di Nicol\u00f2 Migheli)"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo dei <em>blogger<\/em><i> del luned\u00ec\u00a0\u00e8 pubblicato oltre che su questo sito anche su quelli\u00a0di\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.fondazionesardinia.eu\/ita\/\">Fondazione Sardinia<\/a><\/em><em>,\u00a0<\/em><em><a href=\"http:\/\/www.tramasdeamistade.org\/\">Tramas de amistade<\/a><\/em>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.aladinpensiero.it\/\">Aladin pensiero<\/a><\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.vitobiolchini.it\/\">Vito Biolchini<\/a>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.sardegnasoprattutto.com\/\">Sardegna soprattutto<\/a><\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.enricolobina.org\/wp\/\">Enrico Lobina<\/a><em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/madrigopolis.blogspot.it\/\">Madrigopolis<\/a><\/em>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.formaparis.com\/blog\">Forma paris<\/a>\u00a0e<\/em>\u00a0<em><a href=\"http:\/\/tottusinpari.blog.tiscali.it\/\">Tottus in pari<\/a>.<\/em><\/i><\/p>\n<h2><strong>Anche i professori a volte sbagliano<\/strong><\/h2>\n<h3><strong>di Nicol\u00f2 Migheli<\/strong><\/h3>\n<figure id=\"attachment_7924\" aria-describedby=\"caption-attachment-7924\" style=\"width: 417px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg\"><img data-attachment-id=\"7924\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7924\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=417%2C628&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"417,628\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"Nicol\u00f2 Migheli\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"&lt;p&gt;Nicol\u00f2 Migheli. La foto \u00e8 di Dietrich Steinmetz.&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=199%2C300&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=417%2C628&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-7924\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?resize=417%2C628\" alt=\"Nicol\u00f2 Migheli. 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Il tasso di natalit\u00e0 \u00e8 di 1.08, uno dei pi\u00f9 bassi della Repubblica, quando per mantenere gli attuali 1.600.000 abitanti \u00e8 indispensabile che sia almeno del 2,10. Non solo, \u00e8 la piramide dell&#8217;et\u00e0 che preoccupa. Un futuro con pochi giovani che dovranno mantenere generazioni sempre pi\u00f9 anziane. Molti piccoli paesi resteranno deserti, anche perch\u00e9 la popolazione tende sempre pi\u00f9 verso la citt\u00e0. Paesi che perdono scuole, uffici postali, caserme dei carabinieri. Chi pu\u00f2 fugge. Un cane che si morde la coda. Si scappa perch\u00e9 non vi \u00e8 n\u00e9 lavoro n\u00e9 servizi, ma se la popolazione si riduce, si riducono anche questi. Il professore emerito Andrea Saba sulla <em>Nuova Sardegna<\/em> del 2 di luglio, con un articolo dal titolo <em>Far rinascere i paesi fantasma con l&#8217;agricoltura plurietnica<\/em>\u00a0d\u00e0 la sua ricetta. Il professore scrive che l&#8217;impoverimento demografico \u00e8 sostanzialmente figlio della crisi dell&#8217;agricoltura. Una produzione, a suo avviso, che risente troppo degli sbalzi di prezzo e non riesce a stare sul mercato, con il risultato che gli operatori finiscono per abbandonarla. Saba trova nelle colture <em>no food<\/em> ed in <em>Matr\u00ecca<\/em> la risposta. Basterebbe che una quota di terreni venisse destinata alla produzione di cardi o di oleaginose, per garantire un reddito che integrerebbe il resto. Aggiunge poi: visto che gi\u00e0 rumeni e marocchini sono nelle nostre campagne, bisognerebbe &#8211;\u00a0secondo lui &#8211; \u00a0incentivare una immigrazione controllata di contadini a cui dare terreni e case. Poich\u00e9 i prezzi a tutt&#8217;oggi risultano essere ancora alti, dovrebbe intervenire la regione con un programma specifico. Andrea Saba non \u00e8 un economista qualsiasi, \u00e8 stato docente di Economia Industriale alla <em>Sapienza<\/em>\u00a0di Roma, assistente di Paolo Sylos Labini, laureato a Cambridge, autore di vari studi sullo sviluppo e l&#8217;articolo risente della sua posizione &#8220;industrialista&#8221;. Il professore ritiene che quelle specie non avrebbero lo stesso destino di altre produzioni agricole. Si sbaglia perch\u00e9 in questo caso \u00a0sarebbe anche peggio, visto che l&#8217;unico acquirente \u00e8 Porto Torres, la fabbrica potrebbe giocare sul prezzo e rivolgersi altrove, dove ritiene esista una maggior convenienza. I produttori si troverebbero, ancora una volta, a non avere nessuna forza contrattuale. Quanto all&#8217;importazione di contadini rumeni e nord-africani siamo ad una ipotesi suggestiva ma che dimostra che il professor Saba conosce la Sardegna tramite i numeri ma poco nel reale. Egli parte dal pregiudizio che i giovani non vogliano impegnarsi in agricoltura. Niente di pi\u00f9 errato. Non lo fanno perch\u00e9 l\u2019accesso alla terra \u00e8 difficile, i prezzi per ettaro sono alti e i giovani non hanno capitali. In Francia e Germania si sta procedendo al ringiovanimento del settore con incentivi consistenti al primo insediamento. Ci sono ragazze e ragazzi che si trasferiscono dalle citt\u00e0, fanno agricoltura innovativa, praticano una multifunzionalit\u00e0 con l&#8217;ospitalit\u00e0, la trasformazione dei prodotti, l&#8217;agricoltura sociale. In Trentino i giovani malgari vengono dalle grandi citt\u00e0 del nord. Vi \u00e8 inoltre un altro aspetto non secondario. La nostra societ\u00e0 \u00e8 pronta al confronto con culture cos\u00ec diverse? Non potrebbe essere il motivo per aspri conflitti interetnici? Non potrebbero nascere estesi movimenti xenofobi oggi minoritari? Non tanto con i rumeni ai quali ci uniscono il neo latino e le comuni tradizioni bizantine, quanto con i nordafricani. Le convivenze multiculturali vanno costruite, non si possono lasciare allo spirito di adattamento delle popolazioni. Non si pu\u00f2 prendere ad esempio il quartiere cagliaritano di Marina, multietinico da sempre. Resta il problema demografico. Pu\u00f2 essere affrontato con una politica che rivolti quella seguita negli ultimi sessant&#8217;anni. Ad esempio un aiuto consistente alle famiglie perch\u00e9 riprendano a fare figli, dare loro una premialit\u00e0: casa, terreni e finanziamenti affinch\u00e9 si trasferiscano nei paesi fantasma. Abbiamo migliaia di giovani sardi che sono dovuti emigrare, basterebbe richiamarli, in molti risponderanno. La Regione dovrebbe cominciare con il \u00a0distribuire i propri uffici nell&#8217;interno dell\u2019isola, cosa ci fa a Cagliari, ad esempio, una alta concentrazione di assistenti tecnici in agricoltura? Lo si potrebbe fare anche con altri assessorati, in tempi di reti veloci le distanze non sono pi\u00f9 un problema. Sarebbe un modo per reintrodurre reddito nelle aree marginali ed invertire la tendenza della Sardegna- ciambella. Oggi ci si sta rendendo conto quanto il processo di sviluppo esogeno, non originato dalle nostre potenzialit\u00e0, abbia prodotto guasti ambientali, culturali e alla fine anche demografici. Eppure possibilit\u00e0 differenti esistevano. Se ne \u00e8 parlato sabato 5 di luglio a Santu Lussurgiu in un convegno del FAI. Si \u00e8 ricordato l\u2019esperienza innovativa del <em>Progetto Sardegna<\/em> dell\u2019Oece, del progetto <em>Montiferru<\/em> portato avanti dal <em>Movimento di Comunit\u00e0<\/em> di Adriano Olivetti. Entrambi interrotti, il primo per volont\u00e0 della Regione Sarda di allora, il secondo per la morte dell\u2019industriale di Ivrea. I soliti importatori di modelli di sviluppo esterni e i politici che caldeggiarono l\u2019intervento per poli, li definirono sprezzanti &#8220;l\u2019economia delle galline&#8221;. Eppure se quegli esperimenti fossero continuati ed estesi al resto dell\u2019isola, oggi avremmo una Sardegna differente, pi\u00f9 fiduciosa nelle proprie possibilit\u00e0 e capacit\u00e0. Non \u00e8 ancora tutto perduto, basterebbe utilizzare al meglio la nuova programmazione comunitaria, avere il coraggio di ridistribuire la pubblica amministrazione in tutto il territorio isolano e molto potrebbe cambiare. Il tempo che ci rimane \u00e8 veramente poco, poi rester\u00e0 solo il <em>Finis Sardinae<\/em>. Probabilmente per\u00f2, \u00e8 quello che alcuni vogliono. Aree enormi libere da occhi indiscreti per poterci fare quel che si vuole. I pochi sardi rimasti chiusi in citt\u00e0 e nelle coste. Amen.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;articolo dei blogger del luned\u00ec\u00a0\u00e8 pubblicato oltre che su questo sito anche su quelli\u00a0di\u00a0Fondazione Sardinia,\u00a0Tramas de amistade,\u00a0Aladin pensiero,\u00a0Vito Biolchini,\u00a0Sardegna soprattutto,\u00a0Enrico<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7924,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/07\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=417%2C628&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-23N","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6864,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6864","url_meta":{"origin":7923,"position":0},"title":"Venti indipendentisti oltre la provocazione del Canton Marittimo (di Nicol\u00f2 Migheli)","author":"Rufus","date":"01\/04\/2014","format":false,"excerpt":"I\u00a0blogger del luned\u00ec, che a questo punto sarebbe pi\u00f9 corretto chiamare\u00a0blogger indipendentisti, procedono nei loro incontri. \u00c8 un po' che non ricevo direttamente l'articolo per la pubblicazione, ma vedo che tutti continuano a citare questo blog\u00a0come parte della catena e perci\u00f2 continuo a stare al gioco dei rimandi: peraltro\u00a0mai come\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=720%2C960&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=720%2C960&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/04\/Nicol\u00f2-Migheli.jpg?fit=720%2C960&ssl=1&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":9835,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9835","url_meta":{"origin":7923,"position":1},"title":"Se il rifiuto nucleare diventa un affare","author":"Rufus","date":"25\/03\/2015","format":false,"excerpt":"Questo articolo viene pubblicato anche sui siti di Fondazione Sardinia, Tramasdeamistade, Sardegna Soprattutto, Sportello Formaparis,Tottusinpari e sui blog di Enrico Lobina, Vito Biolchini e\u00a0Francesca Madrigali. 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