{"id":7893,"date":"2014-07-02T14:11:46","date_gmt":"2014-07-02T12:11:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7893"},"modified":"2014-07-04T17:07:06","modified_gmt":"2014-07-04T15:07:06","slug":"la-sardegna-verso-il-baratro-della-storia-sette-punti-per-riprendere-il-cammino-un-intervento-di-salvatore-cubeddu","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7893","title":{"rendered":"La Sardegna verso il baratro della Storia: sette punti per riprendere il cammino (un intervento di Salvatore Cubeddu)"},"content":{"rendered":"<p>\u00c8 ripreso dopo una lunga interruzione l&#8217;invio degli articoli dei\u00a0<em>blogger<\/em> del luned\u00ec. Questa settimana Salvatore Cubeddu.<\/p>\n<p>Come al solito l&#8217;articolo \u00e8 pubblicato oltre che qui anche sui siti\u00a0di\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.fondazionesardinia.eu\/ita\/\">Fondazione Sardinia<\/a><\/em><em>, <\/em><em><a href=\"http:\/\/www.tramasdeamistade.org\/\">Tramas de amistade<\/a><\/em>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.aladinpensiero.it\/\">Aladin pensiero<\/a><\/em>, <a href=\"http:\/\/www.vitobiolchini.it\/\">Vito Biolchini<\/a>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.sardegnasoprattutto.com\/\">Sardegna soprattutto<\/a><\/em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/www.enricolobina.org\/wp\/\">Enrico Lobina<\/a><em>,\u00a0<a href=\"http:\/\/madrigopolis.blogspot.it\/\">Madrigopolis<\/a><\/em>,\u00a0<em><a href=\"http:\/\/www.formaparis.com\/blog\">Forma paris<\/a>\u00a0e<\/em>\u00a0<em><a href=\"http:\/\/tottusinpari.blog.tiscali.it\/\">Tottus in pari<\/a>.<\/em><\/p>\n<h2><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg\"><img data-attachment-id=\"5229\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5229\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"500,374\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;2.9&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;VG110,D700&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1326990798&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;4.8&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;125&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.033333333333333&quot;,&quot;title&quot;:&quot;OLYMPUS DIGITAL CAMERA&quot;}\" data-image-title=\"Salvatore Cubeddu\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=300%2C224&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-5229 size-medium\" title=\"Salvatore Cubeddu\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=300%2C224\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=300%2C224&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=150%2C112&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?resize=268%2C200&amp;ssl=1 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?w=500&amp;ssl=1 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>La Sardegna verso il baratro della Storia: sette punti per riprendere il cammino<\/h2>\n<h3>di Salvatore Cubeddu<\/h3>\n<p>Dopo lo sfruttamento e l&#8217;abbandono in tutti gli ambiti della societ\u00e0, anche le nostri autonome istituzioni sono in pericolo. Gli interrogativi inderogabili delle nostre vacanze. L&#8217;agire collettivo come occasione di appassionata speranza.<\/p>\n<p>Siamo pronti alle scelte che lo stato italiano far\u00e0 calare sulla Sardegna come conseguenza delle sue riforme?<\/p>\n<p>Non si \u00e8 sentita una voce in Sardegna \u2013 tranne questa nostra (per quel che conta) &#8211; che abbia richiesto \u00a0<em>almeno<\/em> che i senatori fossero in numero uguale per ciascuna regione (come gli stati negli USA), cos\u00ec come peraltro era scritto nella prima stesura della proposta. Ora \u00e8 in arrivo il grosso, un Senato a composizione differenziata, con tematiche definite e identiche per tutte le regioni, le quali poi dovranno inserirle nei loro successivi Statuti. Di fatto, anche per noi varr\u00e0 l&#8217;uniformit\u00e0 istituzionale, la fine della specialit\u00e0 della Sardegna, un regionalismo colorato da un decentramento appena tollerato.<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0il quarto grande mutamento istituzionale in 167 anni, considerando i due successivi alla prima (l&#8217;istituzionalizzazione del regime fascista, 1925) e alla seconda guerra mondiale (la Costituzione e lo Statuto del 1948), e la fase iniziale del regno d\u2019Italia (1847). La freccia torna indietro, ha ragione chi parla di nuova fusione perfetta.<\/p>\n<p>Difficile trovarsi preparati alla propria morte, subito uno riafferma le ragioni della vita. Difatti il Consiglio regionale nel suo insieme e la Giunta regionale riunita con le altre regioni italiane hanno confermato la specialit\u00e0 ed il valore pattizio del rapporto Stato\/specialit\u00e0 istituzionali. Ma se il governo denuncia che quella non \u00e8 &#8220;vita&#8221;, e dichiara superato, inutile e non valido questo approccio? Quale risposta, quale resistenza sarebbe in grado di costringerlo a mutare gli orientamenti? Come difendere le nostre giuste ragioni?<\/p>\n<p>\u00c8\u00a0prevedibile che sentiremo quelli che \u00abbisognava muoversi prima\u00bb, e saranno numerosi tra coloro che niente hanno fatto o che pi\u00f9 hanno ostacolato l&#8217;innovazione istituzionale. Non \u00e8 cos\u00ec. Dalla Sardegna sono arrivati al Parlamento tre elaborazioni di un nuovo statuto sardo: di F. Cossiga (2004), P.G. Massidda (2008) e di A. Cabras (2010). Il Partito sardo aveva depositato un suo testo in Consiglio regionale gi\u00e0 nel 1988. Documenti e nuovi principi sono stati elaborati anche dalle nostre associazioni. Nel 2003 la legge regionale sull&#8217;assemblea costituente aveva iniziato il suo percorso nelle commissioni parlamentari, dopo che furono interessati sia Ciampi che Berlusconi. \u00c8\u00a0dalla crisi della prima autonomia (1978) che ogni legislatura regionale si propone di riscrivere la carta fondamentale della Sardegna quale strumento pi\u00f9 adatto al proprio benessere e come espressione di una nuova consapevolezza identitaria dei Sardi. Questo interesse e questa consapevolezza non sono arrivate ad una definitiva elaborazione collettiva. N\u00e9 ad una decisione. I grandi partiti politici, di allora e di oggi, hanno promesso volta a volta di &#8220;sardizzarsi&#8221;\u00a0&#8211; se e quando serviva per fronteggiare ondate sardiste o indipendentiste &#8211;\u00a0ma niente hanno concluso nel produrre un nuova loro identit\u00e0 che li qualificasse come sardi. Come se a Roma loro fossero i pi\u00f9 fedeli esponenti dei partiti, non prioritariamente i rappresentanti dei cittadini sardi. &#8220;Non partiti sardi&#8221;, &#8220;non istituzioni sarde&#8221;, quindi.<\/p>\n<p>Ci potr\u00e0 essere ora?<\/p>\n<p>Fusione perfetta significa che in Sardegna comanda solo lo Stato italiano. Che i sardi devono smetterla di pensarsi come\u00a0 un popolo tra gli altri nel mondo, che possano legittimamente utilizzare le proprie risorse per immaginare e costruire un proprio autonomo futuro. Che in casa nostra l&#8217;esercito italiano non avr\u00e0 pi\u00f9 problemi negli ampi territori occupati. Che l&#8217;Eni riempir\u00e0 di cardi le nostre pianure irrigate. Che la Saras andr\u00e0 avanti con le sue prospezioni nel sottosuolo. Che l&#8217;energia per l\u2019Italia far\u00e0 arrivare l&#8217;immondezza da ogni dove. Che \u2026 in Sardegna diverr\u00e0 possibile continuare a fare ci\u00f2 che interessa e serve ai forestieri di turno.<\/p>\n<p>Per restare liberi e diventare prosperi non restano risorse. Appunto. La Sardegna continuer\u00e0 quale isola lontana dell&#8217;Italia, da utilizzare o da abbandonare, o tutt&#8217;e due le cose insieme. Scordiamoci la lingua sarda o di poter decidere sui nostri nuraghi. \u00c8\u00a0stato cos\u00ec finora, non senza nostre colpe. Continuer\u00e0, in termini peggiorativi. Come gi\u00e0 risulta dal decreto-legge 91, del 25 giungo 2014, che innalza la soglia dell&#8217;inquinamento dopo il quale \u00e8 obbligatorio risanare: la sanatoria per chi ha inquinato sfruttandoci.<\/p>\n<p>Ma, ora, che cosa si fa?<\/p>\n<p>Di fronte \u00a0alle decisioni romane cos\u00ec veloci (un pregio, questo, tutto da dimostrare) <em>il controllo del nostro tempo<\/em> rappresenta, invece, per noi, la prima risorsa da difendere. Le riforme economiche che Renzi ha promesso all&#8217;Europa niente hanno a che vedere con i diritti dei sardi ad una loro nuova e libera costituzione, ai tempi necessari del loro riunirsi e del loro decidere. Come non possiamo accettare i tempi degli altri cos\u00ec <em>non dobbiamo ridurre su loro richiesta l\u2019ordine del giorno dei nostri diritti e delle nostre responsabilit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p>Mentre il presidente del Consiglio e parte della societ\u00e0 italiana hanno deciso di intervenire sulla Costituzione italiana &#8211;\u00a0di tutti gli italiani &#8211;\u00a0 \u00e8 nostro interesse difendere in essa tutti gli spazi che ci servono e che ci vengono garantiti dal presente patto costituzionale. La pariteticit\u00e0 regionale della rappresentanza nel Senato \u00e8 la pi\u00f9 urgente di queste richieste. <em>L\u2019inviolabilit\u00e0 del presente Statuto &#8211;\u00a0legata alla trattativa Stato italiano\/popolo sardo<\/em>\u00a0&#8211; \u00e8 la pi\u00f9 importante: essa dovrebbe tagliare fuori la Sardegna dalla grande parte dei mutamenti pensati per il continente. Ogni atto contrario ai nostri diritti ed interessi costituirebbe una decisione unilaterale da parte dello Stato, da noi non riconoscibile. Da denunciare di fronte ai tribunali internazionali.<\/p>\n<p>Alcune cose si stanno facendo e altre si possono fare.<\/p>\n<p>1. Dobbiamo, intanto, \u00a0<em>conoscere meglio e sostenere le iniziative dei nostri parlamentari sardi<\/em>. \u00a0Per esempio: il senatore Cotti ha fornito &#8211; al seminario promosso nelle scorse settimane dalla <em>Fondazione Sardinia<\/em>, <em>Carta di Zuri<\/em> e <em>Sardegnasoprattutto<\/em> &#8211; precise informazioni sui lavori della commissione senatoriale; il senatore Uras ha presentato un subemendamento\u00a0 di salvaguardia dell\u2019attuale Statuto ponendo la nostra specialit\u00e0 sarda come immodificabile senza un reale confronto tra Stato e Regione; informazione e battaglia parlamentare sono elementi essenziali! L\u2019on. Pili ha avviato con <em>Unidos<\/em> la costituzione di comitati spontanei di opposizione. Se ne vorrebbe sapere di pi\u00f9. <em>Conoscere, giudicare, agire<\/em>: era la massima dei giovani cattolici utilizzata parecchi decenni orsono. I vari approcci potrebbero completarsi.<\/p>\n<p>2. Proseguendo nel solco intrapreso dalla mozione sulla sovranit\u00e0 del Popolo sardo approvata dal Consiglio regionale\u00a0 il 24 febbraio 1999, dovrebbe venire ripresa\u00a0 la mozione n. 46 (XIV Legislatura) dell\u20198 marzo 2010 \u2013 a firma di CONTU Felice &#8211; DEDONI &#8211; CUCCU, sulla formulazione di <em>un ordine del giorno voto al Parlamento<\/em> per la stipula di un nuovo patto costituzionale (cos\u00ec come previsto dall&#8217;articolo 51 dello Statuto sardo). Con esso si dichiara conclusa la fase iniziata nel 1847 e si pongono i nuovi termini del rapporto futuro tra la Sardegna e lo Stato italiano (vedi allegato A).<\/p>\n<p>3. Il <em>Consiglio regionale potr\u00e0 riunirsi in seduta costituente<\/em> accelerando la formulazione sia dello Statuto che della Legge statutaria, tenendo conto delle pressioni romane ma senza esserne subalterno. Di fronte al centralismo che avanza, il Consiglio \u00e8 il pi\u00f9 interessato ad avere dalla sua parte il popolo sardo. Definisca velocemente, quindi, le modalit\u00e0 partecipative che ne permettano il protagonismo, degli enti locali, delle associazioni, dei singoli cittadini. Finora, per\u00f2, non \u00e8 stata indicata una proposta migliore dell\u2019assemblea costituente del popolo sardo.<\/p>\n<p>4. Importantissimo risulta <em>il ruolo storico dei rappresentanti<\/em> istituzionali e politici sardi in questa delicatissima fase della nostra storia, identificabile solo in parte con quella degli italiani. Parlamentari, consiglieri regionali, sindaci, responsabili delle associazioni di interesse, i <em>leaders<\/em> delle istituzioni culturali e delle rappresentanze religiose. Tutti sono chiamati a prendere posizione in\/per questa Sardegna in pericolo.\u00a0 Occorre andare oltre la pur doverosa loro consultazione, bisogna rendere tutti attivi e protagonisti.<\/p>\n<p>5. Per ognuno di noi si offre un compito e si apre una responsabilit\u00e0. L\u2019informazione puntuale, motivata e approfondita \u00e8 una di queste e potremmo assumerci noi delle responsabilit\u00e0. Nel solco del positivo esempio di quanto il\u00a0 Gruppo di intervento giuridico opera nel campo ambientale, potrebbe risultare utile la promozione dell\u2019<em>Osservatorio sardo delle riforme istituzionali<\/em>.<\/p>\n<p>6. Ma solo i grandi media possono svolgere adeguatamente il ruolo di informazione e approfondimento costante dei <em>termini concreti dell\u2019evolversi delle questioni in campo<\/em>. Non si pu\u00f2 che fare appello al loro senso di appartenenza ed alla deontologia professionale.<\/p>\n<p>7. Il cuore della risposta risiede nella capacit\u00e0 delle forze sociali, economiche e culturali di svolgere un loro compito coordinato, capace di approfondire e nel contempo unificare le tematiche difensive, rivendicative e progettuali che percorrono i paesi e le citt\u00e0 sarde.\u00a0 Potrebbe convocarsi <em>la convenzione dei sardi<\/em> che, alla luce dell\u2019analisi dell\u2019evolversi della situazione, promuova iniziative, le pi\u00f9 varie, che incidano nella difesa e nella promozione dei nostri diritti e responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Basta solo richiamarlo: la prima a subire una sconfitta dalla vittoria del neocentralismo statale sarebbe <em>la politica sardista in tutte le sue forme<\/em>, dal blando autonomismo all&#8217;indipendentismo pi\u00f9 intransigente, passando per il sovranismo.<\/p>\n<p>Entriamo nell&#8217;estate e in molti attendono le meritate vacanze, ma altrettanti tra noi ritengono che al rientro ci si possa trovare con una Sardegna formalmente e sostanzialmente pi\u00f9 asservita da decisioni assunte da chi ha fretta e non sa, o non vuole prendere atto, che ci sono attese e questioni che vengono ex antiquo. La questione nazionale sarda tra esse. Per noi, la principale.<\/p>\n<p>Allegato A. (Si veda anche la documentazione completa pubblicata sul sito della <em>Fondazione Sardinia\u00a0<\/em>in occasione dei due seminari dal titolo <em>Est s&#8217;ora, mov\u00e8(m)us\u2026<\/em>.<\/p>\n<h3><strong>CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA<\/strong><\/h3>\n<h4><strong> XIV LEGISLATURA<\/strong><\/h4>\n<h2><strong>MOZIONE N. 46<\/strong><\/h2>\n<p>MOZIONE CONTU Felice &#8211; DEDONI &#8211; CUCCU, sulla formulazione di un ordine del giorno voto al Parlamento per la stipula di un nuovo patto costituzionale (cos\u00ec come previsto dall&#8217;articolo 51 dello Statuto sardo).<\/p>\n<p><strong>IL CONSIGLIO REGIONALE<\/strong><\/p>\n<p><strong>PREMESSO<\/strong>:<br \/>\n&#8211; che la mozione approvata da questo Consiglio il 24 febbraio 1999 afferma:<br \/>\n&#8211; &#8220;il diritto del popolo sardo di essere padrone del proprio futuro&#8221;;<\/p>\n<p>&#8211; &#8220;il diritto e il dovere del Consiglio regionale di rappresentare l&#8217;intero popolo sardo, ai sensi dell&#8217;articolo 24 dello Statuto&#8221;;<\/p>\n<p>&#8211; il diritto del popolo sardo a difendere e rafforzare l&#8217;autogoverno della Sardegna cos\u00ec come si evince dal patto costituzionale che ha avuto un suo primo riconoscimento nello Statuto del 1948;<\/p>\n<p><strong>CONSTATATO<\/strong>\u00a0che:<br \/>\n&#8211; l&#8217;attuale regime di autonomia non ha realizzato completamente il suo significato pi\u00f9 importante, quello dell&#8217;autogoverno e dello sviluppo economico, non risponde alle richieste dei nuovi problemi creati dai cambiamenti sociali, dalla unificazione europea, dalla globalizzazione, mortifica la volont\u00e0 della Sardegna di attuare quelle scelte che ne garantiscano la prosperit\u00e0 e lo sviluppo, acuisce la conflittualit\u00e0 fra Stato e Regione quasi sempre a sfavore della Sardegna;<br \/>\n&#8211; la condizione di dipendenza, anzich\u00e9 ridursi, si \u00e9 accresciuta nel sistema politico, finanziario, economico, culturale, educativo, sanitario, delle servit\u00f9 militari, delle risorse energetiche, dei beni culturali e artistici, nonch\u00e9 nella presenza delle multinazionali operanti in Sardegna nella esclusione dalla rappresentanza nel Parlamento europeo;<\/p>\n<p><strong>CONSIDERATO<\/strong>\u00a0che:<br \/>\n&#8211; l&#8217;identit\u00e0 storica, geografica, culturale e linguistica esige un&#8217;identit\u00e0 politica chiaramente definita e un forte autogoverno;<br \/>\n&#8211; mancano interventi risolutori da parte dello Stato nel campo sociale ed economico;<br \/>\n&#8211; la crescita di una coscienza e di una fede nel popolo sardo e nella nazione sarda, come valori capaci di innescare processi di cambiamento e di sviluppo, pu\u00f2 essere progettata e attuata solo attraverso una piena sovranit\u00e0 attribuita alle istituzioni del popolo sardo,<\/p>\n<p><strong>riafferma<\/strong><\/p>\n<p>i principi di sovranit\u00e0 contenuti nella mozione approvata dal Consiglio regionale il 24 febbraio 1999, nonch\u00e9 le sue motivazioni storiche, culturali e politiche, con le quali \u00e8 stata confermata solennemente &#8220;la sovranit\u00e0 del popolo sardo sulla Sardegna, sulle Isole adiacenti, sul suo mare territoriale e sulla relativa piattaforma marina&#8221;, riprendendosi la sovranit\u00e0 a suo tempo frettolosamente abbandonata nelle mani della monarchia sabauda in cambio della &#8220;fusione perfetta&#8221; con gli stati della terraferma,<\/p>\n<p><strong>dichiara<\/strong><\/p>\n<p>politicamente e istituzionalmente conclusa la vicenda storica susseguente alla rinuncia alla proprie sovrane istituzioni avvenuta nel lontano 29 novembre 1847 e solo parzialmente recuperata nello Statuto del 1948; e, pertanto,<\/p>\n<p><strong>disconosce<\/strong><\/p>\n<p>la petizione portata avanti dalle deputazioni delle tre maggiori citt\u00e0 dell&#8217;Isola &#8220;rivolta alla impetrazione per la Sardegna della perfetta fusione con gli Stati R. di terraferma, come vero vincolo di fratellanza, in forza di qual fusione ed unit\u00e0 di interessi si otterrebbero le bramate utili concessioni..&#8221; (deliberazione del Consiglio generale di Cagliari del 19 novembre 1847); altres\u00ec,<\/p>\n<p><strong>denuncia<\/strong><\/p>\n<p>come non valida la concessione della &#8220;perfetta fusione&#8221; deliberata dal Re di Sardegna Carlo Alberto, con Regio Biglietto del 20 dicembre 1847, a cui non fece seguito alcuna consultazione popolare attraverso plebiscito &#8211; come avverr\u00e0 negli altri stati italiani in vista dell&#8217;Unit\u00e0 del 1861 &#8211; in palese trasgressione con il dettato dei trattati internazionali di Londra del 1720 e, soprattutto, senza il voto dei tre Stamenti sardi, unico organo autorizzato a risolvere una simile questione internazionale; conseguentemente,<\/p>\n<p><strong>rivendica<\/strong><\/p>\n<p>il diritto di partecipare al processo di riforma:<\/p>\n<p>&#8211; nel rispetto della sovranit\u00e0 popolare e della natura &#8220;nazionale&#8221; del suo popolo;<br \/>\n&#8211; nel contemporaneo riconoscimento di una pi\u00f9 alta ed efficace forma di autogoverno della Sardegna;<br \/>\n&#8211; nella convinzione maturata anche in Italia secondo la quale il Paese \u00e8 diventato uno Stato plurinazionale e pluriculturale nella sostanza, ma non ancora nella forma costituzionale;<br \/>\n&#8211; nella fiducia che il nuovo Patto costituzionale offrir\u00e0 anche alla Sardegna la possibilit\u00e0 di convivere fraternamente con i popoli dell&#8217;Italia,<\/p>\n<p><strong>ribadisce, infine, nel rispetto della propria tradizione democratica,<\/strong><\/p>\n<p>&#8211; i valori di coesione economico-sociale e il modello di libert\u00e0, di democrazia, di benessere e di progresso tipici delle diverse nazioni presenti in Europa;<br \/>\n&#8211; l&#8217;amichevole collaborazione con le comunit\u00e0 e con gli Stati frontalieri del bacino Mediterraneo per il progresso degli interessi comuni,<\/p>\n<p><strong>d\u00e0 avvio<\/strong><\/p>\n<p>alla elaborazione del nuovo Statuto-costituzione della Sardegna secondo le forme che la legittima rappresentanza del popolo sardo vorr\u00e0 seguire,<\/p>\n<p><strong>chiede<\/strong><\/p>\n<p>al Parlamento la stipula di un nuovo Patto costituzionale, partecipando con pieno diritto e nel rispetto della rappresentanza del popolo sardo al processo di riforma e di revisione della Costituzione italiana.<\/p>\n<p>Cagliari, 8 marzo 2010<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00c8 ripreso dopo una lunga interruzione l&#8217;invio degli articoli dei\u00a0blogger del luned\u00ec. 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Il mio\u00a0blog era bloccato, quindi recupero adesso, anche perch\u00e9 l'argomento \u00e8 importante. Verso il baratro \u2026 di Salvatore Cubeddu A Sassari l\u2019hanno chiamata\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":5852,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5852","url_meta":{"origin":7893,"position":2},"title":"Le elezioni che vengono, tra fantasmi e attese (di Salvatore Cubeddu)","author":"Rufus","date":"14\/01\/2014","format":false,"excerpt":"Mentre ieri ero impegnato a gestire PIN di famiglia e fare una serie di strane pratiche sul sito dell'INPS (questo \u00e8 anche il motivo per il quale ieri non ho pubblicato niente), i\u00a0blogger del luned\u00ec si sono riuniti, ripartendo mi pare quasi esattamente da dove si erano lasciati. Quello che\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":8806,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=8806","url_meta":{"origin":7893,"position":3},"title":"L\u2019amara verit\u00e0 del sindacato, italiano e sardo. Un intervento di Salvatore Cubeddu","author":"Rufus","date":"06\/11\/2014","format":false,"excerpt":"Non so pi\u00f9 bene se i\u00a0blogger del luned\u00ec si stiano ancora ritrovando o meno, perch\u00e9 devo essermi perso delle\u00a0mail o forse non me le mandano, non saprei. Ma vedo che Salvatore Cubeddu ha pubblicato un nuovo articolo indicandomi nella solita catena di siti che si rilanciano a vicenda e quindi\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/11\/camusso-e-renzi1.jpg?fit=394%2C296&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":5227,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5227","url_meta":{"origin":7893,"position":4},"title":"Temi su cui dire &#8220;no&#8221; o &#8220;si&#8221;","author":"Rufus","date":"03\/12\/2013","format":false,"excerpt":"L'articolo settimanale \u00e8 stato scritto da Salvatore Cubeddu, che vedete qui a fianco in una foto\u00a0casalinga che ho\u00a0preso dal sito di Enrico Lobina. Questa settimana non ho partecipato alla discussione; mi ero dato un mese di prova nelle riunioni settimanali, il mese \u00e8 scaduto e\u00a0manco a farlo apposta mi sono\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2013\/12\/Salvatore-Cubeddu.jpg?fit=500%2C374&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":9939,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9939","url_meta":{"origin":7893,"position":5},"title":"DUN, dun, dun \u2026 il governo ribusser\u00e0 alle nostre porte","author":"Rufus","date":"10\/04\/2015","format":false,"excerpt":"Questo articolo viene pubblicato anche sui siti di Fondazione Sardinia, Tramasdeamistade, Sardegna Soprattutto, Sportello Formaparis,Tottusinpari e sui blog di Enrico Lobina, Vito Biolchini e\u00a0Francesca Madrigali. 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