{"id":7273,"date":"2014-05-05T18:16:34","date_gmt":"2014-05-05T16:16:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7273"},"modified":"2014-11-11T15:59:07","modified_gmt":"2014-11-11T14:59:07","slug":"quel-sociologo-attaccato-alla-tua-spalla","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=7273","title":{"rendered":"Quel sociologo attaccato alla tua spalla"},"content":{"rendered":"<p>Credevo di averlo perso e invece sabato, inopinatamente, un&#8217;amica mi ha restituito <em>La signora va nel Bronx<\/em>, di Marianella Sclavi, un libro bellissimo e uno dei miei favoriti, che ho gi\u00e0 ricomprato pi\u00f9 volte perch\u00e9 finisce sempre che lo presto o lo regalo e poi me lo devo procurare di nuovo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7274\" aria-describedby=\"caption-attachment-7274\" style=\"width: 510px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a 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Napoli&lt;\/p&gt;\n\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?fit=510%2C382&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7274 size-large\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=510%2C382\" alt=\"Un mitico cartello fotografato una volta nella vetrina di una libreria di Napoli\" width=\"510\" height=\"382\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=510%2C382&amp;ssl=1 510w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/Avviso-libreria-Napoli.jpg?resize=150%2C112&amp;ssl=1 150w, 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prestiti di libri a lungo termine) mi spinge a farne la recensione.<\/p>\n<h2><em>La signora va nel Bronx <\/em>(Marianella Sclavi, <em>Bruno Mondadori<\/em> 2006)<\/h2>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/La-signora-va-nel-Bronx-cover.jpeg\"><img data-attachment-id=\"7276\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=7276\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/La-signora-va-nel-Bronx-cover.jpeg?fit=170%2C251&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"170,251\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"La 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data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>Marianella Sclavi \u00e8 una sociologa italiana considerata una delle maggiori esperte in tema di risoluzione nonviolenta dei conflitti, tecnica dell&#8217;ascolto attivo e <a title=\"Fatevi una cultura sulla democrazia partecipativa\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4806\">democrazia partecipativa<\/a>. Fra le altre cose ha lavorato a lungo in America negli anni &#8217;80 e <em> La signora va nel Bronx<\/em> \u00e8 il racconto di una ricerca sociologica svolta in quel periodo nel quartiere del Bronx di New York, secondo un metodo di indagine senz&#8217;altro particolare.<\/p>\n<p>Durante tutti gli episodi descritti nel libro, infatti, la Sclavi applica lo <em>shadowing<\/em>, cio\u00e8 il &#8220;pedinamento&#8221; di un soggetto di indagine (ovviamente consenziente), che il sociologo segue per tutta la giornata come un&#8217;ombra, vivendo quindi direttamente tutto ci\u00f2 che anche il soggetto vive, incontrando le stesse persone, svolgendo le stesse attivit\u00e0 e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Siamo evidentemente dalle parti dell&#8217;osservazione partecipante, con la differenza che in quel caso il <em>focus<\/em> \u00e8 legato all&#8217;inserimento in un gruppo o in un ambiente sociale, mentre qui il centro dell&#8217;attenzione \u00e8 il singolo individuo. Questo non vuol dire, naturalmente, che l&#8217;ambiente in cui vive la persona che viene pedinata o gli eventi a cui partecipa non abbia importanza, ma sono convinto una parte della freschezza del libro sia dovuta anche alla simpatia, al calore umano e alla personalit\u00e0 dei soggetti dei quali la Sclavi si fa ombra. D&#8217;altra parte non siamo in un ambiente o in un momento storico che possa lasciare indifferenti: il Bronx, con l&#8217;idea di quartiere malfamato, anzi estremo, che inevitabilmente richiama, \u00e8 uno sfondo di grande interesse e la Sclavi \u00e8 anche molto spiritosa nel raccontare (nel primo capitolo) i pregiudizi e le paure con cui lei, donna bianca colta e borghese, si inserisce in questo mondo. Anche il momento storico in cui si svolge l&#8217;indagine \u00e8 particolarmente interessante: il quartiere \u00e8 colto un attimo prima di una trasformazione radicale, in un momento in cui diverse associazioni e cooperative di quartiere lavorano gi\u00e0 per il risanamento dei fabbricati fatiscenti e la riqualificazione urbanistica della zona, ma subito prima che a questo sforzo dal basso si sovrapponga un fiume di denaro calato dall&#8217;alto per un progetto urbanistico complessivo di trasformazione del quartiere, che successivamente sar\u00e0 perci\u00f2 molto, molto diverso da quello conosciuto inizialmente dalla Sclavi.<\/p>\n<p>La parte che io personalmente ho trovato pi\u00f9 interessante \u00e8 effettivamente il secondo capitolo, quello maggiormente dedicato alle cooperative di vicinato dedicate a progetti che oggi chiameremmo sostanzialmente di <em>co-housing<\/em> o di autocostruzione. Credo dipenda anche da fatto che quando ho letto inizialmente il libo si trattava di un tema pi\u00f9 vicino ai miei interessi: ieri quando ho ripreso in mano il libro sono rimasto stupito nel constatare che questo capitolo \u00e8 molto pi\u00f9 breve dei due successivi.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 nel terzo capitolo il tema delle cooperative di inquilini non viene abbandonato, ma il racconto si fa pi\u00f9 disteso, entrano in scena pi\u00f9 personaggi e l&#8217;autrice si concentra maggiormente su ci\u00f2 che accade durante i suoi accompagnamenti di alcune donne del quartiere nelle loro attivit\u00e0 quotidiane. Nel quarto lo scenario cambia ancora e la Sclavi si concentra sulle tematiche dell&#8217;educazione e sulle differenze fra scuole di quartieri diversi (un tema sempre molto sentito negli USA), sui risultati formativi ottenuti e sulle diverse dinamiche che vi si instaurano: se riprendessi in mano oggi il libro credo che sarebbe questa la parte che mi interesserebbe di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Ho gi\u00e0 accennato alla freschezza del libro, che \u00e8 una lettura davvero piacevole. Molto dipende dall&#8217;interesse delle vicende e moltissimo dalla forza e dalla immediatezza dei personaggi. Ancora di pi\u00f9 per\u00f2 conta la capacit\u00e0 di scrittura, notevole, della Sclavi, che \u00e8 non solo molto brava a rendere vivi i suoi soggetti di indagine ma \u00e8 anche molto spiritosa e leggera in generale (vedo su <em>Wikipedia<\/em> che la sua metodologia etnografica \u00e8 definita, non a caso, &#8220;narrazione etnografica umoristica&#8221;. Per quelli pi\u00f9 seriosi, peraltro, il libro \u00e8 anche uno strumento interessante di studio, sia per la presenza di una utile bibliografia ragionata sia perch\u00e9 la mia edizione (la terza) \u00e8 arricchita di una postfazione di taglio metodologico: <em>Brox e Arte di Ascoltare. Per una sociologia dei patemi d&#8217;animo e la loro elaborazione creativa.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Credevo di averlo perso e invece sabato, inopinatamente, un&#8217;amica mi ha restituito La signora va nel Bronx, di Marianella Sclavi,<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7276,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,66,55,13,12],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/05\/La-signora-va-nel-Bronx-cover.jpeg?fit=170%2C251&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1Tj","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":16594,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16594","url_meta":{"origin":7273,"position":0},"title":"Matrimoni infelici","author":"Rufus","date":"16\/04\/2019","format":false,"excerpt":"Sto ancora leggendo la Divina Commedia, ma mi \u00e8 venuta voglia di un romanzo, di una storia, quindi dopo il capitolo che rappresenta la mia preghiera laica mattutina (e talvolta in questa Quaresima, devo dire, dopo le Lodi) mi sono messo a leggere Madame Bovary, in francese. 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