{"id":6923,"date":"2014-04-08T14:16:53","date_gmt":"2014-04-08T12:16:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6923"},"modified":"2022-04-08T12:30:25","modified_gmt":"2022-04-08T10:30:25","slug":"sardegna-a-ciascuno-il-suo-silenzio-un-intervento-di-vito-biolchini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6923","title":{"rendered":"Sardegna, a ciascuno il suo silenzio (un intervento di Vito Biolchini)"},"content":{"rendered":"<p>Oltre che su questo <em>blog<\/em>, questo articolo viene pubblicato anche sui siti<strong>&nbsp;<\/strong>di <a href=\"http:\/\/www.vitobiolchini.it\/\">Vito Biolchini<\/a>,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.enricolobina.org\/wp\/\">Enrico Lobina<\/a>,<em><\/em><em>&nbsp;<\/em><em><a href=\"http:\/\/www.fondazionesardinia.eu\/ita\/\">Fondazione Sardinia<\/a><\/em>,&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.aladinpensiero.it\/\"><em>Aladinpensiero<\/em><\/a>,&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.tramasdeamistade.org\/\">Tramas de Amistade<\/a><\/em>,&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/madrigopolis.blogspot.it\/\">Madrigopolis<\/a><\/em>,&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.sardegnasoprattutto.com\/\">Sardegna Soprattutto<\/a><\/em>,&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/www.formaparis.com\/blog\">Sportello Formaparis<\/a><\/em>,&nbsp;<em><a href=\"http:\/\/tottusinpari.blog.tiscali.it\/\">Tottusinpari<\/a>.<\/em><strong><em><\/em><em><br \/>\n<\/em><\/strong><\/p>\n<h2>Sardegna, a ciascuno il suo silenzio (Pigliaru non spiega: almeno ascolter\u00e0?)<\/h2>\n<h3>di Vito Biolchini<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg\"><img data-attachment-id=\"6567\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=6567\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?fit=1600%2C1200&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1600,1200\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"videolina_pigliaru\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?fit=510%2C383&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium wp-image-6567\" alt=\"videolina_pigliaru\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?resize=300%2C225\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?resize=150%2C112&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?resize=1024%2C768&amp;ssl=1 1024w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?resize=268%2C200&amp;ssl=1 268w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?resize=700%2C525&amp;ssl=1 700w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?w=1600&amp;ssl=1 1600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>E all&#8217;improvviso scese il silenzio. Se nei sette mesi che hanno preceduto il voto una febbre aveva colpito la Sardegna, scuotendola quotidianamente con migliaia di <em>post<\/em> riguardanti la campagna elettorale e i suoi principali candidati, parole rilanciate sui siti, sui <em>blog<\/em> e sui <em>social network<\/em> in maniera quasi compulsiva, dall&#8217;elezione di Francesco&nbsp;<strong>Pigliaru<\/strong>&nbsp;tutto questo si \u00e8 arrestato.<\/p>\n<p>La politica \u00e8 tornata ad essere argomento di pochi e per pochi. Nessuna riflessione pubblica. Lo spettacolo \u00e8 finito, i macchinisti hanno smontato le scenografie e al posto dei riflettori, ad illuminare l\u00e0 dove prima era la scena, ora c&#8217;\u00e8 solo in lampione, con la sua luce tremolante, a levare dal buio ad intermittenza pezzi di realt\u00e0.<\/p>\n<p>Forse ai cittadini-tifosi interessava solo la gara: si levano gli striscioni dalle curve, chi ha vinto si gode il trionfo, gli altri vanno a leccarsi le ferite in silenzio. Ma la politica \u00e8 (ma a questo punto sarebbe giusto dire &#8220;dovrebbe essere&#8221;) un&#8217;altra cosa. Perch\u00e9 proprio adesso viene venire il bello, e adesso ci sarebbe bisogno di controllo, di stimolo, di idee, di dibattito e di confronto.<\/p>\n<p>Le dichiarazioni programmatiche del presidente non hanno suscitato alcun tipo di commento nel due quotidiani isolani: niente di niente. Pigrizia, inadeguatezza, prudenza, accondiscendenza eccessiva nei confronti dei nuovi potenti? Chiss\u00e0.<\/p>\n<p>Tace la chiesa, parlano il meno possibile i sindacati, si defilano gli accademici: a ciascuno il suo silenzio. C&#8217;\u00e8 quello dei sudditi e quello degli ignavi, quello degli interessati e quello degli impauriti (parlare di politica \u00e8 facile, ragionare sulla politica \u00e8 diverso e comporta dei rischi evidenti).<\/p>\n<p>Per fortuna che altrove, nel mondo della rete (spesso vituperato: ma per fortuna che esiste) a chi si \u00e8 permesso di far notare i limiti (evidenti) di un ragionamento scarno di spunti politici e colpevolmente omissivo su temi centrali quali l&#8217;agricoltura, l&#8217;energia, la cultura, la lingua sarda, le servit\u00f9 militari, il rapporto con lo Stato e la riforma del Titolo V (e qui ci fermiamo), l&#8217;obiezione \u00e8 arrivata secca: \u00abL\u2019avete votato? Adesso tenetevelo, e peggio per voi\u00bb. Come se il consenso dato col voto fosse per sempre e l&#8217;azione politica non fosse invece il frutto dialettico del confronto tra istituzioni, partiti, opinione pubblica e soggetti portatori di interessi.<\/p>\n<p>Forse che anche in Sardegna il voto \u00e8 inteso come un bagno purificatore che sana tutte le contraddizioni e le incongruenze della politica e dei suoi rappresentanti? Che sia morto quello che una volta si chiamava &#8220;controllo democratico&#8221;?<\/p>\n<p>Sono tante le emergenze e i limiti dell&#8217;isola, ma fra i pi\u00f9 gravi c&#8217;\u00e8 questa afasia che ci prende quando bisogna seriamente parlare di politica, ovvero di cose serie.<\/p>\n<p>Eppure pretendere che la Sardegna esca dalla sua crisi nel silenzio \u00e8 come sperare che un bambino cresca sano senza che nessuno mai gli rivolga la parola, \u00e8 come credere che una famiglia risolva i suoi problemi senza mai riunirsi per discuterne.<\/p>\n<p>La solitudine della politica \u00e8 amplificata dalla debolezza delle nostre strutture informative e da una opinione pubblica fragile. Servono pi\u00f9 luoghi di confronto, pi\u00f9 liberi e pi\u00f9 aperti. Perch\u00e9 la politica cresce nella discussione, nel confronto anche aspro, nella dialettica (qui invece le categorie di &#8220;politico&#8221; e &#8220;personale&#8221; coincidono, e al critico impenitente alla fine il candidato toglie perfino il saluto).<\/p>\n<p>In Sardegna non esiste una &#8220;societ\u00e0 politica&#8221;, forse \u00e8 presente in maniera embrionale oppure ha un ruolo marginale, una vita sotterranea. Ci mancano tante cose in Sardegna, ma ci mancano soprattutto le parole: senza le quali i famosi &#8220;fatti&#8221; evidentemente non arriveranno mai.<\/p>\n<p>\u00c8 chiaro per\u00f2 che c&#8217;\u00e8 anche chi parla: <em>vox clamans in deserto<\/em>, quasi sempre. Parole che cadono nel vuoto, che non si fanno azione per le difficolt\u00e0 oggettive in cui versano le strutture del consenso organizzato.<\/p>\n<p>Anche perch\u00e9 bisogna fare i conti con la nuova politica, quella del decisionismo fine a se stesso. In cui non ascoltare \u00e8 sinonimo di &#8220;tenere la schiena dritta&#8221;, di non &#8220;farsi condizionare&#8221;. La <em>turris eburnea<\/em> come simbolo della virt\u00f9: per stare lontano dai partiti (sempre cattivi), lontano i sindacati (per carit\u00e0), lontano dalla burocrazia (il diavolo). L&#8217;esecutore politico deve restare puro, incorrotto. Senza occhi e senza orecchie: solo cervello. Ragione pura che si diffonde nella societ\u00e0, salvandola.<\/p>\n<p>Ecco allora che forse si spiega questo silenzio di una parte della Sardegna davanti a questa nuova stagione politica. E il silenzio di chi ha perso la voce, di ritiene che non sar\u00e0 ascoltato. Perch\u00e9 troppo spesso cos\u00ec \u00e8 stato, anche in un passato recente (brucia ancora l&#8217;esperienza&nbsp;<strong>Soru<\/strong>&nbsp;e si consuma a Cagliari il percorso del sindaco&nbsp;<strong>Zedda<\/strong>, insensibile ai richiami di chi lo avverte del burrone che gli sta sempre pericolosamente a lato).<\/p>\n<p>Ma la politica ha comunque il compito di ascoltare.&nbsp;<strong>Pigliaru<\/strong>, chi ascolter\u00e0? Chi c&#8217;\u00e8, oltre al mondo dei partiti e dell\u2019universit\u00e0, delle professioni e delle banche (tutte abbondantemente ben rappresentate in giunta), che lui vorr\u00e0 consultare? E come? E con quale spirito lo far\u00e0?<\/p>\n<p>Le voci dei cittadini organizzati, della cultura non accademica, dei movimenti nel territorio, del volontariato, talvolta sono flebili, \u00e8 vero: ma chi non \u00e8 sordo le sente lo stesso. E se vuole pu\u00f2 persino ascoltarle. Per decidere un percorso comune e aggiustare la rotta se e quando serve. Essere eletti non basta, far parte degli organi dirigenti di un partito neppure. Oggi la Sardegna sta anche altrove.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oltre che su questo blog, questo articolo viene pubblicato anche sui siti&nbsp;di Vito Biolchini,&nbsp;Enrico Lobina,&nbsp;Fondazione Sardinia,&nbsp;Aladinpensiero,&nbsp;Tramas de Amistade,&nbsp;Madrigopolis,&nbsp;Sardegna Soprattutto,&nbsp;Sportello Formaparis,&nbsp;Tottusinpari.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6567,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":true,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,57,17,59,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/02\/videolina_pigliaru.jpg?fit=1600%2C1200&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1NF","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6680,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6680","url_meta":{"origin":6923,"position":0},"title":"Chi ha paura di Giorgio Mazzella? 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