{"id":676,"date":"2012-08-23T15:30:48","date_gmt":"2012-08-23T13:30:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=676"},"modified":"2012-08-23T15:56:41","modified_gmt":"2012-08-23T13:56:41","slug":"terra-futura-2006","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=676","title":{"rendered":"Terra Futura 2006"},"content":{"rendered":"<p>Non ho granch\u00e9 voglia di andare a <em>Terra Futura<\/em>: l&#8217;anno scorso ci sono stato con Bonaria e mi sono divertito tanto, ma quest&#8217;anno sono stanco, veramente stanco.<\/p>\n<p>Tuttavia il progetto <em>Equal<\/em> per cui lavoro ha fatto il colpaccio di organizzare l\u00ec un incontro fra diversi progetti di tutta Italia che condividono la stessa base ideale e di mentalit\u00e0 cio\u00e8 la proposta delle reti di economia solidale <a href=\"http:\/\/www.retecosol.org\">http:\/\/www.retecosol.org<\/a> e cos\u00ec mi sento obbligato ad andare.<\/p>\n<p>\u00c8 un colpaccio perch\u00e8 di solito su queste cose la Sardegna \u00e8 la cenerentola, e invece qui siamo noi a fare gli inviti, a dare il tema e a mettere la gente attorno a un tavolo. Le reazioni agli inviti sono state buone, e se la Regione avesse accettato di venire sarebbe stato perfetto. Invece hanno rinunciato a un palcoscenico prestigioso perch\u00e8 Firenze era troppo lontana, e dunque ce la dobbiamo sfangare <em>noi.<\/em><br \/>\n<em>Noi<\/em> vuol dire che gioved\u00ec scopro che devo fare un intervento di presentazione del progetto, dalla visuale dei soci di Banca Etica della Sardegna. Beh, considerato che sono le 13 di gioved\u00ec e parto all&#8217;alba di venerd\u00ec, il fatto che la cosa non mi turbi pi\u00f9 di tanto dimostra la mia stanchezza&#8230; o la mia faccia di bronzo congenita.<\/p>\n<h2>Preparazione<\/h2>\n<p>La mossa decisiva \u00e8 quella di decidere di partecipare alla riunione del gruppo La Pira gioved\u00ec sera e di partire venerd\u00ec mattina. Chi troppo vuole nulla stringe&#8230;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Gioved\u00ec sera faccio una cosa che dimostra che sono ormai maturo e organizzato. Invece di fare il biglietto del treno direttamente in stazione, come faccio sempre, vado alla stazione di Cagliari, mi informo doverosamente degli orari dei treni, faccio il biglietto in anticipo e vado via sentendomi molto orgoglioso di me stesso. Il nostro seminario inizia venerd\u00ec alle 10.30. Io parto con l&#8217;aereo all&#8217;alba, trovo un treno per Termini alle 8.05 e l\u00ec un treno per Firenze alle 8.55. Arrivo a Firenze alle 10.30, e dalla stazione a Terra Futura sono 200 metri a piedi. Tutto a posto. Povero illuso.<\/p>\n<h2>Un segno dal cielo<\/h2>\n<p>All&#8217;alba di venerd\u00ec, addormentato ma di buon umore sono a Elmas. Faccio il <em>check-in<\/em> con un paio di classi di una qualche scuola femminile in gita scolastica. Galline il giusto, ma carine. Penso che sar\u00e0 un viaggio piacevole&#8230; naturalmente, a fianco a me si siede la professoressa, megera come poche. Ancora non lo posso sapere, ma \u00e8 un\u00a0<em>segno<\/em> di come sar\u00e0 questo viaggio. Avrei dovuto immolare la professoressa agli dei precipitandola dal finestrino, ma non colgo il segnale del fato.<\/p>\n<p>Potrei fare il bravo bravo e rileggere i documenti che ho stampato ieri a mezzanotte per prepararmi l&#8217;intervento: il vecchio <em>progetto Sardegna<\/em> dei soci di Banca Etica, lo statuto delle reti di economia solidale&#8230; devo decidere come armonizzarli e poi cosa dire delle solite cose che ripetiamo ormai da due anni: la contaminazione dell&#8217;economia sociale, il territorio&#8230; forse parler\u00f2 anche del settarismo, di cosa sono le reti sociali in Sardegna&#8230; ma mi sento abbastanza preparato e poi in treno avr\u00f2 tempo a sufficienza, penso. Per cui per sfuggire alla professoressa, che \u00e8 al suo primo volo e perci\u00f2 agitata, oltre che megera, mi rifugio nella storia della prima guerra mondiale. L&#8217;umore, tutto sommato, \u00e8 buono, e se la megera stesse un po&#8217; ferma tutto sarebbe perfetto.<\/p>\n<h2>La valigia<\/h2>\n<p>Correre a prendere il treno per Termini con una valigia pesante non \u00e8 il massimo. La valigia, poi, non \u00e8 neanche mia: \u00e8 di Fabio Faina, mio &#8220;capo&#8221; in Banca Etica e demiurgo del progetto: l&#8217;ultima volta che \u00e8 venuto in Sardegna alcune avventure lungo la 131 lo hanno separato dalla sua valigia e adesso io gliela devo riportare.<\/p>\n<p>Nonostante il peso aggiuntivo sono al binario alle 8.00, con (ben) cinque minuti di anticipo&#8230; e <em>ooops,<\/em> scopro che il treno \u00e8 in ritardo di 35 minuti.\u00a0<em>Tutti<\/em> i treni dall&#8217;aereoporto sono in ritardo di 35 minuti&#8230; sar\u00e0 un caso, ma se il ritardo \u00e8 superiore ai quaranta minuti Trenitalia ti deve rimborsare&#8230; e invece sono tutti a 35 minuti.<\/p>\n<p>File, passeggeri imbufaliti, spiegazioni piccate dell&#8217;assistenza clienti&#8230; perdo l&#8217;attimo sufficiente per prendere un taxi fino a Termini e recuperare il problema, e quando finalmente giungo a Roma sono le 9. Ho perso il treno? Forse no&#8230;<\/p>\n<p>Complice una telefonata poco chiara di altri sardi in viaggio verso Firenze, in dieci minuti mi complico la vita pi\u00f9 che posso: monto sul treno sbagliato (che va a Firenze ma arriva all&#8217;una), scendo alla prima stazione per tornare Termini in metropolitana&#8230; e dimentico la valigia sul treno.<\/p>\n<p>Nuova visita all&#8217;assistenza clienti, telefonate, attese: alla fine mi promettono che potr\u00f2 recuperare la valigia a Firenze, tanto io arriver\u00f2 prima&#8230; ma nel frattempo ho perso il treno delle nove e mezza, quello delle 10 e mezza \u00e8 pieno e insomma partir\u00f2 alle 11. Mi faccio venire una crisi isterica sui binari, seguono telefonate convulse a Firenze (Fabio con grande <em>aplomb<\/em> mostra solo un interesse di passaggio per la sua valigia, ma quando scopre che ho preso l&#8217;aereo per Roma invece che per Bologna per far risparmiare 100 euro al progetto si incazza un pochino).<\/p>\n<p>A un certo punto apro lo zainetto e vedo i fogli che avevo stampato per prepararmi: per l&#8217;ira li appallottolo e li butto via&#8230; salvo accorgermi che sul retro ci sono numeri telefonici importanti e procurarmi dunque un altro travaso di bile.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Alla fine arrivo al seminario alle 12.30. Ho la faccia in terra e sono furioso con me stesso&#8230; ho lasciato i <em>partner<\/em> a gestire la cosa da soli, sono venuto meno al progetto&#8230; invece arrivo e tutti mi vezzeggiano: magia della Sardegna, evidentemente. Persino un francese con aria comprensiva mi fa capire che quando come me si viene da cos\u00ec lontano e si fanno viaggi cos\u00ec disagiati \u00e8 gi\u00e0 importante riuscire ad arrivare: il fatto che lui venga da Parigi rende la sua gentilezza veramente surreale.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Naturalmente a questo punto non mi fanno pi\u00f9 parlare: la nostra parte l&#8217;abbiamo gi\u00e0 fatta e sapr\u00f2 poi che \u00e8 andata pure bene; faccio comunque in tempo a sentire un paio di altri progetti, e a scoprire una roba pazzesca che fanno in Emilia per i senzatetto e i barboni, un sistema complesso di affitti collettivi di appartamenti, gestione comunitaria di case popolari, cooperative sociali che riparano le case e microcredito per fino a tre mesi di affitto temporaneo per chi si trova all&#8217;improvviso in mezzo alla strada. Purtroppo non trovo niente da portare ad Alberto e Marco Lai: certo rispetto al semplice ricovero notturno qui siamo veramente da un&#8217;altra parte.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Dell&#8217;intervento del francese capisco poco, sono ancora stanco e suonato dal viaggio. Ma ammiro il suo italiano perfetto&#8230; mentre scoprir\u00f2 poi che le dipendenti di Banca Etica lo ammirano per qualit\u00e0 puramente estetiche, che io onestamente non riesco a cogliere.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Recuperata finalmente la valigia e consegnatala al legittimo proprietario, pranzo con il gruppo di Banca Etica delle Marche: a tavola si discute seriamente dell&#8217;abolizione della moneta cartacea e della sua sostituzione con una moneta elettronica: niente pi\u00f9 <em>privacy,<\/em> d&#8217;accordo, ma niente pi\u00f9 corruzione, criminalit\u00e0 economica, fondi neri. Il bello \u00e8 che a met\u00e0 pranzo mi accorgo che la discussione non \u00e8 affatto teorica: lo spilungone seduto all&#8217;altra parte del tavolo questa roba la sta facendo sul serio, e vorrebbe l&#8217;appoggio di Banca Etica &#8211; Fabio prudentemente si nasconde nel piatto di patatine fritte: sar\u00e0 roba da discutere la sera con qualcuno pi\u00f9 importante di lui.<\/p>\n<h2>\u00abUn attimo e andiamo&#8230;\u00bb<\/h2>\n<p>Bene, in realt\u00e0 il seminario ormai \u00e8 andato e io non ho altro da fare fino a domani sera, quando devo andare a tifare per le signore di <em>Domus Amigas<\/em> che devono essere presentate a un dibattito come esempio di buona pratica di sviluppo locale.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 io e Fabio avremmo anche un appuntamento con una ragazza che vorrebbe fare uno <em>stage<\/em> nel progetto: io l&#8217;ho incontrata fra il pubblico del dibattito e le ho dato appuntamento a domani. Fabio \u00e8 sconcertato di non averla riconosciuta: sembra scortese non averla salutata, e poi \u00e8 abbastanza sorprendente che non l&#8217;abbia notata in sala&#8230; perch\u00e8 la ragazza, diciamo, non \u00e8 di quelle che passano inosservate. Si vede che anche lui era teso per il seminario&#8230;.<\/p>\n<p>Insomma, mi si prospetta un pomeriggio di visita della fiera fino al momento di andare a casa di mia sorella, Iole. Fabio generosamente si offre di accompagnarmi fino da lei a Prato, \u00absolo il tempo di parlare con un paio di persone\u00bb.<\/p>\n<p>Nello <em>stand<\/em> di Banca Etica in tre metri quadri si svolgono sei riunioni: Fabio viene risucchiato in un confronto sulla moneta alternativa marchigiana e io sono abbandonato a me stesso. Mi saluta con un \u00abun attimo e arrivo&#8230;\u00bb e capisco che vedr\u00f2 Iole per met\u00e0 sera, se va bene.<\/p>\n<h2><em>Gaffes?<\/em><\/h2>\n<p>Nel frattempo saluto met\u00e0 della sede operativa della Banca (l&#8217;altra met\u00e0 sta facendo riunioni o \u00e8 dispersa per mille dibattiti o convegni nella Fiera); baci e abbracci si sprecano, e rispetto all&#8217;anno scorso li trovo molto pi\u00f9 rilassati &#8211; forse perch\u00e8 \u00e8 solo il primo giorno.<\/p>\n<p>Due o tre mi chiedono, per educazione, come va il progetto (di cui sembra che tutta Banca Etica abbia sentito parlare) e che si fa in Sardegna. Io credo che me lo stiano chiedendo sul serio e li\u00a0sommergo con problemi, dati, necessit\u00e0 di chiarimenti sulle prospettive future, opportunit\u00e0 di sviluppo.<\/p>\n<p>Il risultato \u00e8 che viene convocata sui due piedi una riunione &#8220;sulla Sardegna&#8221; da fare quando i vari interessati si saranno liberati dalle attivit\u00e0 che stanno facendo adesso. Fabio \u00e8 basito, avendo chiesto la stessa cosa da un po&#8217; senza risultati. \u00abChe gli hai detto?\u00bb, mi fa. Io posso solo allargare le braccia. Ci diamo appuntamento verso le sei. Capita l&#8217;antifona, avviso mia sorella che ci vedremo per cena&#8230; se va bene.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Nell&#8217;attesa, vagabondo per gli <em>stand.<\/em> Proprio di fronte a quello di Banca Etica c&#8217;\u00e8 quello della Comunit\u00e0 di Lanuvio, i santi monaci, bravi agricoltori ma pessimi amministratori, che un prestito della Banca ha salvato dal fallimento qualche anno fa. Adesso il loro banco frigo traballa sotto il peso di quintali di mozzarella di bufala, che so per esperienza che \u00e8 buonissima. Accarezzo l&#8217;idea di prenderne per cena, ma portare la valigia mi ha sfiancato, e non ho voglia di altri pesi.<\/p>\n<h2>\u00abSai, c&#8217;\u00e8 un guru e una ragazza&#8230;\u00bb<\/h2>\n<p>Sull&#8217;altro lato dello <em>stand<\/em> di Banca Etica ce n&#8217;\u00e8 uno che si occupa di ricerca interiore e sostenibilit\u00e0 e che certamente attira lo sguardo. Praticamente un tizio dall&#8217;aria di guru se ne sta sdraiato mollemente su un fianco; di fronte a lui, altrettanto mollemente adagiata, sta una bella figliola (com&#8217;\u00e8 come non \u00e8, passer\u00f2 pi\u00f9 tardi e trover\u00f2 un&#8217;altra cliente con le stesse caratteristiche fisiche, dev&#8217;essere un segmento di mercato ben definito&#8230;) la quale spiega situazioni e malesseri fisici e psicologici; il guru da parte sua elargisce buoni consigli mentre traccia le linee del suo corpo (suo di lei) con una bacchetta da rabdomante. Sto l\u00ec che cerco di capire se il tipo \u00e8 un santo o un satiro che squilla il telefono: \u00e8 Emanuele Meconcelli, e trovo delle difficolt\u00e0 a fargli a capire esattamente dove sono e cosa sto facendo&#8230;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Comunque di <em>stand<\/em> di ricerca interiore e sostenibilit\u00e0 ne trover\u00f2 almeno tre, di seriet\u00e0 variabile, e un altro paio dove si fanno massaggi <em>shiatzu<\/em> o simili. Un massaggio <em>shiatzu<\/em> \u00e8 una delle cose pi\u00f9 rilassanti del mondo, e considero la possibilit\u00e0 di farmene fare uno: ma dovrei togliermi le scarpe e sono in viaggio tutto il giorno. Penso che mi sentirei veramente a disagio, cos\u00ec rinuncio.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>In campo <em>shiatzu<\/em> la cosa pi\u00f9 rilevante sta nello <em>stand<\/em> della Regione Toscana: dove il Servizio Sanitario paga anche questo tipo di cure, pare tra l&#8217;altro con ottimi risultati, e dunque c&#8217;\u00e8 tutto un ambulatorio in funzione in fiera con gli operatori che danno dimostrazioni, dall&#8217;aria molto seria e professionale; ci sono i lettini invece dei tatami ma le pratiche sono le stesse&#8230; no, ragazze e bastoncini non se ne vedono, in giro&#8230;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>In questi primi giri per <em>Terra Futura<\/em> comincio a fare il conto delle &#8220;missioni&#8221; da svolgere: canottiere in cotone non trattato per Bonaria e materiale sulla casa ecologica per Maurizio; giuro a me stesso che non andr\u00f2 ai banchi dei libri &#8211; ma ho gi\u00e0 visto nello <em>stand<\/em> di Banca Etica due libretti che voglio prendere &#8211; poi magari riuscir\u00f2 a fare o trovare qualcosa per il gruppo La Pira.<\/p>\n<p>Inaspettatamente invece trovo uno stand di tutti i gruppi GAS della Toscana (i GAS sono Gruppi di Acquisto Solidale, famiglie che fanno la spesa in gruppo), dove vengo omaggiato di una fetta di un formaggio da urlo e dove metto le mie avide mani su un elenco di tutti i GAS della zona di Prato e Pistoia, proprio dove abita mia sorella che cercava questi indirizzi da secoli.<\/p>\n<p>I ragazzi dello <em>stand<\/em> sono di grande simpatia e quando sentono che voglio procurare nuovi adepti tirano fuori tutte le ragguardevoli qualit\u00e0 di formaggio che hanno e mi invitano ad assaggi comparativi: solo con grande saggezza riesco a limitarmi a un paio di scaglie per ogni tipo.<\/p>\n<p>Dal punto di vista organizzativo invece i ragazzi non hanno niente di nuovo rispetto a quello che gi\u00e0 so a memoria; e dunque non trovo alcun suggerimento per i moribondi gruppi GAS cagliaritani &#8211; ma almeno mia sorella sar\u00e0 contenta, penso.<\/p>\n<h2>Cose da lasciar perdere<\/h2>\n<p>Ho poco tempo e cos\u00ec devo farmi una ragione del fatto che non potr\u00f2 partecipare alle centinaia di dibattiti, confronti e convegni che ci sono, alcuni anche molto interessanti.<\/p>\n<p>Anche il centro di spiritualit\u00e0 interno alla fiera si rivela praticamente fuori portata: ogni una o due ore si alternano figure di diverse religioni o appartenenze che propongono stili di preghiera o riflessione diversi: una cosa penso molto bella, ma nel momento che son libero c&#8217;\u00e8 una qualche figura che non mi convince, e poi non riuscir\u00f2 pi\u00f9 a farcela. Per\u00f2 \u00e8 comunque una cosa toga, e il cervellino comincia a girare e a pensare se si potrebbe fare anche a Cagliari&#8230; mi convinco che la difficolt\u00e0 sarebbe trovare abbastanza persone diverse e interessanti da riempire una giornata (a Terra Futura ne vengono riempite tre&#8230;).<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Una cosa ha tirato l&#8217;altra: ho appena grattato la superficie della fiera e Fabio gi\u00e0 mi chiama per la riunione; va molto bene, poi ci diamo appuntamento a Oristano per met\u00e0 aprile; in mezz&#8217;ora finiamo e cominciamo un nuovo giro di saluti e congedi: appuntamento a domani mattina e via. Alle otto sar\u00f2 a Prato. Torner\u00f2 domani con Iole, che ci tiene a vedere Terra Futura.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>In macchina con Fabio discutiamo pacatamente delle prospettive del progetto, delle prospettive della Banca e di un paio di magagne organizzative da affrontare appena torno in Sardegna. Non sono pi\u00f9 seccato, e anzi perfino soddisfatto delle cose che ho fatto in questa giornata: la riunione del pomeriggio vale un sacco.<\/p>\n<p>All&#8217;ultimo realizzo che se Fabio sta andando a Bologna, domani non ci sar\u00e0: e <em>ooops,<\/em> c&#8217;\u00e8 l&#8217;appuntamento con Stefania, la stagista&#8230; che ci devo fare? Fabio mi guarda sornione e correggo la domanda: che proposta le devo fare? Vvvvabbbene, anche cos\u00ec la domanda \u00e8 ambigua: ma insomma, che le devo dire?<\/p>\n<h2>Editoria varia<\/h2>\n<p>La mattina del sabato arrivo a <em>Terra Futura<\/em> in tarda mattinata, molto pi\u00f9 tardi di quanto avrei voluto. Ma Iole ha voluto portarmi da Feltrinelli, e l\u00ec abbiamo &#8220;perso&#8221; un sacco di tempo. Io ho comprato solo poesia, un libretto di Rilke, un altro piccolo della Szimborska e una collezione di poesie sufiche medievali &#8211; tacito il senso di colpa pensando che la Szimborska piace molto a Maria Bonaria e che la poesia non \u00e8 mai di troppo. Iole invece che ha deciso di progredire nel sapere si prende un sacco di roba &#8211; pi\u00f9 un classico del giallo, <em>Il lungo addio<\/em>, che le regalo io.<\/p>\n<p>Anche a <em>Terra Futura<\/em>, comunque, di editoria ce n&#8217;\u00e8 un sacco. A parte la zona della EMI, sterminata, c&#8217;\u00e8 uno <em>stand<\/em> molto grosso di una strana casa editrice <em>new age<\/em> che pubblica libri complottistici: &#8220;l&#8217;orribile verit\u00e0 su&#8230;&#8221; \u00e8 pi\u00f9 o meno il titolo standard. Ma ci sono anche stand piccolini, di case piccole o medie: e ci si trova un sacco di roba interessante &#8211; vedo cose utili sulla cucina e sull&#8217;alimentazione, sul giardino, sull&#8217;abbigliamento, sulla salute.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Nello <em>stand<\/em> di <em>Carta<\/em> faccio il primo strappo alla regola: trovo <em>Cambiare il mondo senza prendere il potere<\/em>, di John Holloway, un libro che cercavo da anni, praticamente introvabile nelle librerie normali, citatissimo nei circoli pacifisti&#8230; mi metto subito a sfogliarlo e scopro che sar\u00e0 il primo libro di osservanza marxista che legger\u00f2 in vita mia, oh beh, c&#8217;\u00e8 una prima volta per tutto&#8230; poi in quarta di copertina leggo che contiene anche una acuminata critica verso il libro sull&#8217;impero di Toni Negri e la mia gioia aumenta: criticare Toni Negri \u00e8 necessario.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Lo <em>stand,<\/em> o meglio il padiglione, della EMI, l&#8217;Editrice Missionaria Italiana, ha tanta bella roba, soprattutto tanti libri per bambini che non ho mai visto. Sull&#8217;educazione, la multiculturalit\u00e0, sui percorsi scolastici hanno letteralmente cataste di libri. Essendo la mia spalla gi\u00e0 un po&#8217; sciancata, decido saggiamente di soprassedere. Tanto mi mandano il catalogo per <em>e-mail<\/em> tutte le settimane, penso. Il fatto che io non lo legga mai non mi turba pi\u00f9 di tanto.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Mia sorella non \u00e8 tanto attratta dai libri, qui, ma dai detersivi: quelli ecologici per la casa normalmente non li trova e qui \u00e8 l&#8217;occasione per fare scorta. Gli <em>stand<\/em> dei produttori abbondano, ma la cosa migliore sta nel grande cortile: il detersivo alla spina, fatto apposta per non dover sprecare centomila contenitori di plastica &#8211; ognuno va con la sua bottiglietta e la riempie: poi passa alla cassa a pagare.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>La ricerca del detersivo ci ha portato nel cortile, dove c&#8217;\u00e8 la parte della fiera pi\u00f9 gastronomica: e fra formaggi, aceti balsamici, necci alla ricotta cotti caldi caldi, pane di tutti i generi, vini bianchi e rossi ci passiamo quel che resta della mattinata. Solo con riluttanza decidiamo di tornare fra un&#8217;oretta, per l&#8217;ora di pranzo&#8230; nel frattempo, forse, riusciremo a risolvere la questione delle canottiere e della casa biologica.<\/p>\n<p>Il problema delle canottiere sta nell&#8217;apparente abbondanza dell&#8217;offerta: quest&#8217;anno \u00e8 il trionfo dei tessuti sostenibili, con diversi artigiani e produttori. L&#8217;anno scorso ce n&#8217;erano solo due, e stenterelli. Cos\u00ec posso trovare facilmente magliette, maglie, pantaloni, vestimenta per il capo, camicie e camicioni, gonne in canapa e cotone non trattato&#8230; ma canottiere niente, e nemmeno mutande: saranno troppo banali, volgari?<\/p>\n<p>A un certo punto mi faccio attrarre da bellissimi cappelli estivi: l&#8217;artigiano mi spiega che per farli ha riciclato vecchi sacchi per il grano &#8211; mentre per il modello si \u00e8 ispirato a &#8220;900&#8221; di Antonioni. Sono tentato e chiedo il prezzo: 120 euro &#8211; la qualit\u00e0 si paga, senza dubbio, ma io decido di rinunciare.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Nel frattempo Iole ha trovato l&#8217;enorme <em>stand<\/em> di Legambiente, in cui c&#8217;\u00e8 anche una bella selezione di detersivi &#8211; ma poi ci facciamo attrarre da tutte le altre cose: le vernici ecologiche (e perdo l&#8217;occasione di prendere un catalogo per Maurizio), i tessuti in fibra naturale&#8230; Legambiente peraltro fa il gioco grosso: e lo spazio maggiore \u00e8 dedicato ai combustibili ecologici, alle fonti di energia rinnovabili, a <em>grandi <\/em>attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Parlando di energie rinnovabili, si vede che l&#8217;attualit\u00e0 ha suscitato una\u00a0rinnovata fiammata di interesse: di nuovo non c&#8217;\u00e8 sostanzialmente niente, ma le attivit\u00e0 legate a queste tematiche occupano molto spazio e molti <em>stand,<\/em> a scapito dell&#8217;acqua e del riciclaggio dei rifiuti, che erano i protagonisti della scorsa edizione.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>\u00c8 in sviluppo anche il turismo responsabile, e trovo un paio di cataloghi e di organizzazioni. So che a Bonaria piacerebbe proprio. Sfortunatamente, gli <em>stand<\/em> sono stati pensati per il pubblico &#8220;locale&#8221;, cos\u00ec trovo una marea di proposte per gite fuori porta in Toscana, visite ad aziende biologiche, cose del genere, mentre di viaggi-viaggi c&#8217;\u00e8 poco. Per\u00f2 ho la soddisfazione di trovare dal vivo quelli che mi mandano sempre le novit\u00e0 per posta elettronica: \u00e8 divertente poter associare le facce ai <em>bytes.<\/em><\/p>\n<h2><em><\/em>L&#8217;<em>amico<\/em> di Zorro<\/h2>\n<p>Con Iole ci sediamo a guardare l&#8217;abbigliamento e l&#8217;aspetto delle persone, che si dividono sostanzialmente in tre categorie: i &#8220;regolari&#8221;, che sono la maggioranza, i palesemente <em>no-global<\/em> e gli strani strani. Complessivamente la fiera anche in questo trasmette una grande sensazione di semplicit\u00e0, serenit\u00e0, normalit\u00e0. Non \u00e8 il &#8220;popolo <em>no global<\/em>&#8221; a raccolta, c&#8217;\u00e8 semplicemente il popolo. E basta.<\/p>\n<p>Certo alcune figure sono inquietanti: il mio preferito \u00e8 un tale avvolto in un enorme mantello di lana e con un bellissimo cappello di feltro a larga tesa: lo soprannominiamo immediatamente &#8220;il cugino di Zorro&#8221;.<\/p>\n<p>Iole invece guarda una coppia giovane con figli, vestiti di canapa, maglioni larghi e slabbrati, accessori del commercio equo, molto alternativi-salutisti, e mi chiede: \u00abMa questi che lavoro fanno? Cio\u00e8, durante il giorno, dove li trovo?\u00bb.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Anche a noi tocca un soprannome, comunque. Un venditore del giornale di strada di Firenze ci abborsa per piazzarci qualcosa. Chiama Iole continuamente &#8220;maresciallo&#8221;, cos\u00ec al maschile. Alla fine capiamo che \u00e8 perch\u00e8 porta gli occhiali scuri, ci dice che al suo paese i sottoufficiali della polizia si riconoscono per gli occhiali scuri. Non so perch\u00e8 ma l&#8217;immagine mi d\u00e0 qualche brivido, o forse lo so benissimo. Compriamo giornale e libro, ennesimo strappo alla regola&#8230;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Le conversazioni che si colgono tra la folla, invece, sono impagabili. Mentre facciamo la fila per la nostra razione di pane e formaggio avvolto nell&#8217;olio captiamo: del perch\u00e8 a parit\u00e0 di fisico sia meglio fare l&#8217;obiettore di coscienza invece del buttafuori nelle discoteche, di quanto sia falso e nemico del popolo Cofferati, della cooperazione italiana in Sudan, della cooperazione sociale nell&#8217;alto Lazio, di quanti chilomentri al mese possa fare in treno colui che fa economia civile.<\/p>\n<p>In generale siamo circondati da gente che si sbatte con allegria per fare migliore il mondo. Forse <em>allegria<\/em> non \u00e8 la parola giusta, diciamo piuttosto &#8220;rassegnato buonumore di fronte alle difficolt\u00e0 del mondo&#8221;. Sento che gli voglio bene a tutti, poveri spaventati guerrieri come me.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Il mio formaggio bagnato nell&#8217;olio \u00e8 buonissimo, ma il caprino morbido di Iole ancora pi\u00f9 buono. Ci starebbe bene un po&#8217; di vino per mandarlo gi\u00f9, ma nessuno vende il vino al bicchiere: solo bottiglie. In compenso ci vanno gi\u00f9 larghi con le degustazioni, e Iole mi suggerisce di raggiungere la quantit\u00e0 desiderata con quattro o cinque assaggi. Dopo matura riflessione, decido di no: altrimenti mi vedo gi\u00e0 steso su una panchina.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Le uniche eccezioni all&#8217;ambiente uniformemente informale e rilassato di tutti i partecipanti, venditori, espositori eccetera sono le quattro standiste di una ditta che produce pannelli fotovoltaici. Evidentemente non hanno capito a che iniziativa andavano a partecipare, e hanno preteso il <em>tailleurino<\/em> d&#8217;ordinananza, con tanto di scarpe <em>d\u00e9collet\u00e9 <\/em>con tacco alto. E cos\u00ec le quattro povere soffrono il caldo e spiccano come mosche nel latte&#8230; mentre sar\u00e0 un caso ma il loro \u00e8 l&#8217;unico stand non frequentato.<\/p>\n<h2>\u00abMi sono commossa\u00bb<\/h2>\n<p>Di nuovo dentro la zona <em>stand,<\/em> giriamo un angolo e mi imbatto in Domenico, il presidente dell&#8217;associazione dei giovani di Riace! Il <em>paese albergo<\/em> finanziato da Banca Etica! Dove sono andato in viaggio di nozze&#8230; Domenico ha una memoria di ferro e si ricorda di me a distanza di cinque anni. Soprattutto si ricorda di Maria Bonaria, mitica, le fa mille complimenti, si raccomanda che la saluti. Ripenso con un sorriso a come ci siamo inseriti nel loro tran tran familiare, nei loro progetti&#8230; un viaggio bellissimo nel sud profondo&#8230; sfido che si ricorda di Maria Bonaria: gli aveva perfino fatto&#8230; terapia familiare.<\/p>\n<p>Domenico mi racconta della famiglia, di qualche difficolt\u00e0 coi figli, mi dice: \u00abPer tanto tempo siamo stati una famiglia molto volta verso l&#8217;esterno, orientata a dare, dare, dare&#8230; e un po&#8217; l&#8217;abbiamo pagata\u00bb, ma insomma, pare che tutto si aggiusti. Speriamo.<\/p>\n<p>Nel frattempo mi racconta del ristorante che hanno aperto, del frantoio, la produzione di sottoli, il laboratorio di bambole, c&#8217;\u00e8 sempre anche il laboratorio di tessitura, l&#8217;ospitalit\u00e0 per stranieri. E poi, mi dice, c&#8217;\u00e8 una grossa novit\u00e0, sai, ci sono state le elezioni e abbiamo fatto una lista <em>Un&#8217;altra Riace \u00e8 possibile<\/em>, \u00abcon chiaro riferimento ai Forum Sociali Mondiali\u00bb, dice proprio cos\u00ec, nella migliore tradizione del &#8220;pensare globalmente e agire localmente&#8221;, e insomma, il sistema tradizionale dei partiti era andato in crisi, quelle scelte sciagurate che avevano portato a sfigurare la costa con le costruzioni abusive non reggevano pi\u00f9, hanno colto l&#8217;attimo, \u00abe sai com&#8217;\u00e8 andata a finire? Adesso sono sindaco di Riace!\u00bb. Io esulto, Iole si commuove, mi dir\u00e0 poi che le \u00e8 venuto in groppo in gola.<\/p>\n<p>La notizia d\u00e0 la stura a un altro giro di chiacchiere: Domenico racconta dell&#8217;opposizione di impiegati e tecnici del Comune, \u00abma io non voglio mai sentir dire: <em>Non \u00e8 possibile, non si pu\u00f2 fare<\/em>\u00bb, del tentativo faticoso di sperimentare un nuovo modello di gestione del territorio. Alla fine ci salutiamo con calore, mi regala il DVD che hanno fatto per illustrare il paese.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Periodicamente ci troviamo tra i piedi milioni di bambini, impegnati in qualche laboratorio di animazione. C&#8217;\u00e8 anche uno stand che offre un nuovo gioco di costruzioni fatte col mais soffiato, ecologico, anallergico&#8230; ma la cosa pi\u00f9 bella \u00e8 la sezione ludica di una Bottega del commercio equo, con giochi in legno meravigliosi, &#8220;biliardini africani&#8221;, non so spiegarli meglio. C&#8217;\u00e8 un capannello di giocatori accaniti, e io ci starei per ore, ma Iole mi trascina via.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>La situazione canottiere \u00e8 radicalmente migliorata: adesso si tratta solo di capire dove costano meno &#8211; pare che l&#8217;offerta pi\u00f9 bassa sia di 13 euro &#8211; alla fine si riveler\u00e0 in effetti la scelta migliore.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Un altro settore in fortissima espansione \u00e8 quello dei cosmetici naturali. Saponi meravigliosi, erboristeria di gran classe: adesso tocca a me trascinare via Iole.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>A fianco a un negozio di cosmetici, lo stand contro le pelliccce: \u00abUna donna in pelliccia si sente sempre osservata\u00bb e poi pigiano il tasto sull&#8217;orrore dei poveri cuccioli massacrati e cos\u00ec via. \u00c8 un po&#8217; forte, come propaganda, comunque prendo il volantino: ed apprendo che in percentuale siamo il paese col pi\u00f9 alto consumo di pellicce. Pi\u00f9 della Russia, perbacco!<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Trovo due stand di benessere interiore che non avevo ancora notato (alla fine immagino che non sar\u00f2 riuscito a vedere moltissimi stand, sebbene abbia girato e rigirato): uno \u00e8 quello di Damanhur che gestisce anche l&#8217;organizzazione della parte &#8220;spirituale&#8221; della fiera &#8211; mi pare una proposta sincretistica, tutto sommato, ma loro sono molto simpatici. Prendo una <em>brochure<\/em> di tutti i loro villaggi ecospirituali, alcuni anche in Italia, e mi riprometto di leggere meglio.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Di fronte a Damanhur trovo il <em>Giornale delle Buone Notizie<\/em>: inizialmente credo che sia la versione italiana di un famoso giornale amricano che publbica solo buone notizie, poi capisco che \u00e8 solo un altro periodico diretto al mondo del volontariato e dell&#8217;economia sociale&#8230; cominciano a essere molti, forse troppi, tra questo, <em>Valori<\/em> (che \u00e8 quello di Banca Etica), lo storico <em>Altreconomia<\/em> e un paio di altri. Sono tutti qui, tranne <em>Vita,<\/em> il giornale del volontariato &#8211; con cattiveria penso che sar\u00e0 perch\u00e8 ormai il volontariato ha poco da condividere col sociale, ma poi mi pento e mi fustigo spiritualmente.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Per Iole ormai \u00e8 tempo di andarsene, e Stefania non mi ha chiamato. Rimango solo e decido di chiudere con le mie missioni. Acquisto le canottiere e poi batto palmo a palmo il settore dell&#8217;edilizia biologica pensando a Maurizio: ma non trovo niente di leggibile da portargli &#8211; in compenso, se avessi un <em>container<\/em> avrei l&#8217;imbarazzo della scelta fra tutti questi materiali fighissimi: il mio preferito \u00e8 il blocchetto isolante e autoportante di cemento e sughero.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi in treno mi chieder\u00f2 se tutto ci\u00f2 poteva interessare ad Alberto e se non avrei dovuto portarmi via le <em>brochures<\/em> con le specifiche tecniche: mi consolo pensando che Alberto \u00e8 un bravo professionista capace di curare da solo il proprio aggiornamento.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Dalle stesse parti trovo lo <em>stand<\/em> di <em>Alisei,<\/em> il progetto umbro di autocostruzione per cui in passato ha lavorato anche Fabio. Prendo un depliant, caspita, queste famose casette sono\u00a0<em>veramente<\/em> bellissime. Diamine, ma se \u00e8 possibile costruire da soli la propria casa, non potr\u00e0 farlo anche l&#8217;AC? Dopotutto, molte cose del progetto <em>Alisei<\/em> si potrebbero copiare: lavorare in gruppo, sostenersi a vicenda, progettare la propria casa&#8230;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Ho compiuto una missione, e l&#8217;altra \u00e8 sicuramente fallita: in compenso in fondo alla zona bioedilizia trovo lo stand dell&#8217;Unione Uomini Casalinghi, servita da un gruppo di ribaldi con la scopa e il grembiule. Un po&#8217; sono paraculi, e si mantengono vendendoti il grembiule e il guanto da cucina con lo stemma dell&#8217;UUC, un po&#8217; sono una associazione di autoaiuto dedita al sostegno a quegli uomini che &#8220;per scelta o necessit\u00e0&#8221; si trovano improvvisamente confinati in casa. A questi sono indirizzate una serie di pubblicazioni sul &#8220;saper fare&#8221; (la spesa, le pulizie&#8230;); \u00e8 l&#8217;unica realt\u00e0 che conosca in Italia che promuova una riflessione di genere sul versante maschile, e solo per questo gli va reso merito.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Anche per me comincia a giungere il tempo di andare via: giusto un attimo allo <em>stand<\/em> dei &#8220;Politici Co.Co.Co.&#8221; (i politici sono i <em>nostri <\/em>impiegati &#8211; assunti a tempo determinato) ma non ho il tempo di approfondire.<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p>Sto per usare gli ultimi rimasugli di tempo per cercarmi uno zainetto in canapa, ma chiama Stefania, e poi visto come \u00e8 andato il viaggio di andata \u00e8 meglio arrivare alla stazione in tempo: ci faremo una bella chiacchierata andando verso Santa Maria Novella. Non ho tanti rimpianti: dopotutto ho girato la fiera in lungo e in largo.<\/p>\n<p>Alla stazione finisco di parlare con Stefania e vedo venire verso di me sul binario Luigi Lai, del comitato sulla democrazia partecipativa di Cagliari! Era anche lui a <em>Terra Futura<\/em> per la riunione della <em>Rete dei Nuovi Municipi<\/em>. Cagliari (e il gruppo <em>La Pira<\/em>) mi riassorbe: dedicheremo il viaggio in treno verso Roma a parlare dell&#8217;incontro coi candidati a sindaco.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non ho granch\u00e9 voglia di andare a Terra Futura: l&#8217;anno scorso ci sono stato con Bonaria e mi sono divertito<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,55,77,17,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-aU","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":6640,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=6640","url_meta":{"origin":676,"position":0},"title":"Cominciate a segnarvi queste due date&#8230;","author":"Rufus","date":"04\/03\/2014","format":false,"excerpt":"Festeggiamenti! 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