{"id":639,"date":"2012-08-23T00:48:07","date_gmt":"2012-08-22T22:48:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=639"},"modified":"2012-08-23T00:48:07","modified_gmt":"2012-08-22T22:48:07","slug":"progetto-cafarnao","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=639","title":{"rendered":"Progetto Cafarnao"},"content":{"rendered":"<p>Sul sito nazionale dell\u2019AC \u00e8 in corso la pubblicazione di materiali presentati nella <a href=\"https:\/\/ultimotriennio.wordpress.com\/2011\/03\/28\/a-spello\/\">casa San Girolamo di Spello<\/a> durante le <a href=\"http:\/\/www2.azionecattolica.it\/appuntamenti\/spello\/spello-proposte-i-mesi-di-luglio-e-agosto-2011\">attivit\u00e0 estive<\/a>, tra\u00a0i quali una bella relazione di Paola Bignardi sulla ricerca di senso nella malattia, il dolore e la morte.<\/p>\n<p>La Bignardi svolge il suo ragionamento con molta finezza e profondit\u00e0; il centro della sua riflessione mi sembra il tema della <em>solitudine<\/em> nel dolore: <em><\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>E cos\u00ec il dolore, che esiste anche se lo nascondiamo, finisce con l\u2019essere esperienza che si vive in <\/em><strong>solitudine<\/strong><em>, in silenzio, condividendolo solo con le persone care e con gli amici, e talvolta neppure con loro, perch\u00e9 l\u2019oscuramento del dolore, di cui ho parlato prima, finisce per generare una sorta di imbarazzo nelle relazioni, come se la persona, per il fatto di avere un problema con cui far ei conti, non fosse pi\u00f9 la stessa. [&#8230;] Vi \u00e8 un\u2019ultima conseguenza che vorei evidenziare: poich\u00e9 del dolore non si parla pi\u00f9, si finisce con l\u2019essere privi delle parole per dire ci\u00f2 che proviamo, sotto il peso della prova. Ci mancano le parole per dire il dramma, la sofferenza, la delusione, la rabbia, lo scacco, il fallimento\u2026 ci manca in definitiva l\u2019esperienza del passaggio dall\u2019emozione che ci prende e ci colpisce, al di l\u00e0 della nostra libert\u00e0, al <\/em>pensiero<em>, che elabora ci\u00f2 che si vive, lo traduce in parola, elabora percorsi di senso\u2026<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>una solitudine, quindi, sia fisica che esistenziale.<\/p>\n<p>Il dolore \u00e8 certamente presente nella nostra vita personale, sia quello diretto per una malattia o una sofferenza propria, sia quello provato a seguito di un lutto o\u00a0della malattia di una persona cara,\u00a0che magari impone anche obblighi e fatiche per la cura e l\u2019assistenza. Nell\u2019esperienza comune dei nostri gruppi, particolarmente adulti, questo corrisponde, spesso, ad un abbandono o almeno a un rallentamento della vita associativa, i cui ritmi divengono insostenibili per chi deve seguire cure lunghe e dolorose, o assistere con assiduit\u00e0 un congiunto, o non pu\u00f2 uscire di casa (pensiamo a tanti soci anziani la cui salute diviene malferma e la cui autonomia di movimento diminuisce drasticamente). Come la Bignardi ci ricorda, questo abbandono della vita associativa corrisponde proprio al momento in cui la persona pu\u00f2 sperimentare pi\u00f9 amaramente la solitudine, il bisogno di confronto, l\u2019esigenza di una formazione che lo aiuti a trovare senso e parole per esprimere e dare senso al proprio dolore.<\/p>\n<p>I soci che si sono allontanati per questi motivi costituiscono, insomma, una categoria particolare di quella <a href=\"https:\/\/ultimotriennio.wordpress.com\/2011\/05\/19\/la-grande-famiglia\/\">\u201cgrande famiglia\u201d<\/a> di cui ho parlato un\u2019altra volta su questo blog: quei soci che, per un motivo o per l\u2019altro, scivolano ai margini della vita associativa e, poich\u00e9 sono lontani dallo sguardo,\u00a0finiscono purtroppo anche\u00a0lontani dal cuore.<\/p>\n<p>Naturalmente non \u00e8 sempre cos\u00ec: soprattutto nelle parrocchie extra-urbane\u00a0sono attive\u00a0reti di <strong>solidariet\u00e0<\/strong> e divicinanza nei confronti dei soci anziani, malati, provati dalla sofferenza di persone care. Altrettanto spesso, per\u00f2 si tratta di reti basate sulla buona volont\u00e0 dei singoli e che non sempre coinvolgono tutto il gruppo. Si potrebbe forse pensare a qualcosa di pi\u00f9.<\/p>\n<p>Abbiamo parlato ieri\u00a0del <a href=\"http:\/\/ultimotriennio.wordpress.com\/2011\/08\/30\/lavorare-per-progetti\/\">lavorare per progetti<\/a>: mi piace immaginare, allora, qualche parrocchia inventare un progetto Cafarnao; a Cafarnao infatti Ges\u00f9 \u00e8 presentato dai Vangeli nella sua dimensione di <em>terapeuta<\/em>, come ci ricorda padre Rinaldo Fabris: <em><\/em><\/p>\n<blockquote><p><em>Il vangelo di Marco, che fa da modello agli altri due sinottici, riassume l\u2019attivit\u00e0 di Ges\u00f9 a Cafarnao in questo modo: \u201cVenuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la citt\u00e0 era riunita davanti alla porta. Guar\u00ec molti che erano afflitti da varie malattie e scacci\u00f2 molti demoni\u2026\u201d (Mc 1,32-34; cfr. Mc 3,7-12; 6,54-56)\u00bb<\/em>. E prosegue:<em> \u00abanche il giusto che vive relazioni positive si scontra con la dura realt\u00e0 della malattia e della morte. Il grido dei malati e morenti dei Salmi o di Giobbe fa appello al nuovo orizzonte aperto da Ges\u00f9 che annuncia il regno di Dio per i poveri e lo inaugura con la sua risurrezione dai morti, anticipata profeticamente nei segni di guarigione. Ges\u00f9 affronta la sua morte come estremo atto di fedelt\u00e0 a Dio e solidariet\u00e0 con gli esseri umani. In tal modo egli trasforma la condizione umana segnata dal limite mortale e offre la garanzia della salute-salvezza. Mediante il dono del suo Spirito tutti gli esseri umani sono messi nella condizione di realizzare quell\u2019anelito alla vita piena e definitiva che \u00e8 presente in essi fin dalla creazione<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sul sito nazionale dell\u2019AC \u00e8 in corso la pubblicazione di materiali presentati nella casa San Girolamo di Spello durante le<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-aj","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":19755,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=19755","url_meta":{"origin":639,"position":0},"title":"Musica e lutto","author":"Rufus","date":"16\/06\/2022","format":false,"excerpt":"Forse per caso, forse perch\u00e9 davvero l'algoritmo capisce tutto, l'altro giorno il fidato aggregatore di notizie mi ha suggerito un articolo sul New Statesman intitolato Come mi sono sentito quando \u00e8 morto mio pap\u00e0? La musica mi ha aiutato a capirlo. L'autore \u00e8 uno scrittore e giornalista musicale di origine\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/rTmMRwPE_400x400.jpg?fit=400%2C400&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":10156,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=10156","url_meta":{"origin":639,"position":1},"title":"Fatti coraggio, Moretti!","author":"Rufus","date":"30\/04\/2015","format":"video","excerpt":"Mia madre (Nanni Moretti, Italia\/Francia 2015) Mentre guardavo\u00a0Mia madre di Moretti mi chiedevo quando mai fosse diventato, Nanni, il cantore del disfacimento del tutto, il regista che gira e rigira intorno al senso di morte opprimente come metafora di un momento storico e del tramonto di un'epoca, di una cultura.\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/q4tQ6VvPPc4\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":11542,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11542","url_meta":{"origin":639,"position":2},"title":"Le strane esitazioni di I\u00f1\u00e1rritu","author":"Rufus","date":"10\/02\/2016","format":"video","excerpt":"Revenant (Alejandro G. I\u00f1\u00e1rritu, USA 2015) Avviso: lievi spoiler. Ho visto Revenant ormai una decina di giorni fa ma non avevo mai avuto occasione di parlarne. Per molti aspetti \u00e8 un gran film: girato benissimo (non dico che il piano sequenza iniziale nel bosco valga da solo il prezzo del\u2026","rel":"","context":"In &quot;Cappe e spade&quot;","block_context":{"text":"Cappe e spade","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=70"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/img.youtube.com\/vi\/vnUuZUln768\/0.jpg?resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":14917,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=14917","url_meta":{"origin":639,"position":3},"title":"Dentro dolorose ferite aperte","author":"Rufus","date":"29\/03\/2018","format":false,"excerpt":"Ho letto casualmente su\u00a0The Atlantic l'intervista alla madre e all'amico di una delle vittime del massacro della discoteca\u00a0Pulse di Orlando, nel 2016. Era straziante: non solo nella storia in s\u00e9 della strage, ma nella vita spezzata della madre La mia salute era gi\u00e0 in declino prima che Christopher morisse. Il\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Parkland-kids.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Parkland-kids.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Parkland-kids.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/Parkland-kids.jpg?fit=1200%2C675&ssl=1&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":16594,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16594","url_meta":{"origin":639,"position":4},"title":"Matrimoni infelici","author":"Rufus","date":"16\/04\/2019","format":false,"excerpt":"Sto ancora leggendo la Divina Commedia, ma mi \u00e8 venuta voglia di un romanzo, di una storia, quindi dopo il capitolo che rappresenta la mia preghiera laica mattutina (e talvolta in questa Quaresima, devo dire, dopo le Lodi) mi sono messo a leggere Madame Bovary, in francese. Di solito in\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Madame-Bovary.jpg?fit=757%2C1200&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Madame-Bovary.jpg?fit=757%2C1200&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Madame-Bovary.jpg?fit=757%2C1200&ssl=1&resize=700%2C400 2x"},"classes":[]},{"id":11513,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=11513","url_meta":{"origin":639,"position":5},"title":"Sul DDL Cirinn\u00e0","author":"Rufus","date":"08\/02\/2016","format":false,"excerpt":"La settimana scorsa, rilanciando\u00a0un vecchio articolo di questo\u00a0blog, ho incautamente detto che il giorno dopo\u00a0avrei parlato del DDL Cirinn\u00e0. Sia mia sorella di persona che altri su\u00a0Facebook mi hanno fatto sapere di essere curiosi di sapere cosa avrei scritto, e mi chiedo cosa avranno pensato quando poi non ho pubblicato\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2016\/02\/Senato.png?fit=486%2C205&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]}],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=639"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":641,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/639\/revisions\/641"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=639"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=639"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.robertosedda.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=639"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}