{"id":5769,"date":"2014-01-06T18:57:48","date_gmt":"2014-01-06T17:57:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5769"},"modified":"2015-01-07T10:17:18","modified_gmt":"2015-01-07T09:17:18","slug":"giochi-che-dicono-qualcosa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=5769","title":{"rendered":"Giochi che dicono qualcosa"},"content":{"rendered":"<p>Il tema dell&#8217;uso del gioco come strumento educativo o per esprimere opinioni \u00e8 stato dibattuto in molte forme (<a title=\"Giocando a fare Ges\u00f9\" href=\"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=3151\">anche su questo <em>blog<\/em><\/a>). Trovo oggi un breve articolo che riferisce del lavoro su questo tema che fa Brenda Brathwaite Romero, un&#8217;artista e inventrice di giochi, un lavoro che mi pare interessante e un articolo che offre molti spunti di riflessione. L<a href=\"http:\/\/www.wired.com\/gamelife\/2013\/12\/brenda-romero\/\">&#8216;articolo originale \u00e8 stato pubblicato su <em>Wired<\/em><\/a>, da cui prendo anche la foto.<\/p>\n<h1>Giocare questo gioco di societ\u00e0 \u00e8 dolorosissimo. \u00c8 fatto cos\u00ec apposta<\/h1>\n<h3>di Chris Baker<\/h3>\n<p><a href=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg\"><img data-attachment-id=\"5771\" data-permalink=\"https:\/\/www.robertosedda.it\/?attachment_id=5771\" data-orig-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?fit=1000%2C667&amp;ssl=1\" data-orig-size=\"1000,667\" data-comments-opened=\"1\" data-image-meta=\"{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;}\" data-image-title=\"trains brenda romero\" data-image-description=\"\" data-image-caption=\"\" data-medium-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1\" data-large-file=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?fit=510%2C340&amp;ssl=1\" decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-5771\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?resize=800%2C534\" alt=\"trains brenda romero\" width=\"800\" height=\"534\" srcset=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?w=1000&amp;ssl=1 1000w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?resize=150%2C100&amp;ssl=1 150w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?resize=700%2C466&amp;ssl=1 700w\" sizes=\"(max-width: 800px) 100vw, 800px\" data-recalc-dims=\"1\" \/><\/a>All&#8217;inizio il gioco da tavolo <em>Trains<\/em> [cio\u00e8 <em>Treni<\/em>, <em>NdRufus<\/em>] sembra abbastanza banale: i giocatori devono riempire una carrozza ferroviaria piena zeppa di pedine e farla viaggiare fino all&#8217;altro lato del tavoliere. Ben presto, per\u00f2, essi scoprono che le destinazioni sono campi di concentramento e le pedine ebrei. L&#8217;ultima pagina delle regole \u00e8 addirittura stilata su una vecchia macchina da scrivere nazista. Non \u00e8 proprio come <em>Coloni di Catan<\/em>.<\/p>\n<p><em>Trains<\/em> non \u00e8 qualcosa che si trova sugli scaffali dei negozi. \u00c8 un pezzo unico scrupolosamente dipinto a mano e testato nell&#8217;arco di diversi anni da una veterana dell&#8217;invenzione di giochi, Brenda Romero. Ha costruito <em>Trains<\/em> nel 2009 come parte del suo progetto <em>La meccanica \u00e8 il messaggio<\/em>, che descrive alcuni dei momenti pi\u00f9 bui della storia. \u00abI giochi ci possono portare <em>dentro<\/em> gli argomenti; ci possono rendere partecipanti\u00bb, dice Romero, che dirige il programma di laurea magistrale sui giochi e i mezzi di comunicazione giocabili all&#8217;Universit\u00e0 della California a Santa Cruz. \u00abMa gli inventori di giochi possono davvero catturare difficili emozioni nello stesso modo con cui lo fanno la musica e il cinema e la fotografia? Non in un istante, ma nelle stesse meccaniche [di gioco, <em>NdRufus<\/em>]?\u00bb. La maggior parte dei giocatori delle partite di prova hanno scelto di smettere di giocare dopo la scoperta. Alcuni hanno provato a liberare le pedine del gioco. Molti hanno pianto.<\/p>\n<p>Altri giochi della serie di Romero affrontano argomenti altrettanto difficili. <em>The New World<\/em> [<em>Il mondo nuovo<\/em>, <em>NdRufus<\/em>] pone i giocatori nei panni nella posizione di mercanti di schiavi che tentano di superare la tratta di mezzo [la parte di viaggio dei mercantili che trasportavano gli schiavi che andava dall&#8217;Africa all&#8217;America, <em>NdRufus<\/em>]. Il prossimo <em>One falls for each of us<\/em> [<em>Uno cade per ciascuno di noi<\/em>, <em>NdRufus<\/em>] rimette in scena la <em>Pista delle lacrime<\/em> [il riferimento \u00e8 al <a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Sentiero_delle_lacrime\">trasferimento forzato dei nativi americani dalle terre che legittimamente occupavano negli anni &#8217;30 del XIX secolo<\/a>, <em>NdRufus<\/em>] con 50 000 pedine dipinte a mano che rappresentano i nativi americani forzati a intraprendere la marcia della morte nel 1800 (Romero ne ha dipinto 30 000 sinora: insiste a fare tutto da sola). \u00abSentiamo parlare del numero folle di persone coinvolte, ma \u00e8 difficile da visualizzare\u00bb, dice. \u00abLe persone mi dicono: \u00abPerch\u00e9 non hai una pedina che rappresenta dieci persone?\u00bb, no, fanculo, lo devi vedere com&#8217;era veramente\u00bb. Spostare i pezzi di gioco sar\u00e0 infinitamente pi\u00f9 difficile che far transitare una pedina di ferro oltre <em>Parco della Vittoria<\/em>, ed \u00e8 questo il punto.<\/p>\n<p>Qui finisce l&#8217;articolo. Per chi vuole approfondire e parla l&#8217;inglese, questa \u00e8 una conferenza di Brenda Romano (qui riferita come Brenda Brathwaite, il nome da nubile) in cui presenta <em>One falls for each of us<\/em> e che ho trovato su <em>Youtube<\/em>:<\/p>\n<div class=\"jetpack-video-wrapper\"><span class=\"embed-youtube\" style=\"text-align:center; display: block;\"><iframe class=\"youtube-player\" width=\"800\" height=\"450\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/JiU7Ywl27YA?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent\" allowfullscreen=\"true\" style=\"border:0;\" sandbox=\"allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation\"><\/iframe><\/span><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il tema dell&#8217;uso del gioco come strumento educativo o per esprimere opinioni \u00e8 stato dibattuto in molte forme (anche su<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5771,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,9,55,77],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2014\/01\/trains-brenda-romero.jpg?fit=1000%2C667&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-1v3","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":13194,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=13194","url_meta":{"origin":5769,"position":0},"title":"A Viterbo","author":"Rufus","date":"01\/02\/2017","format":false,"excerpt":"Luned\u00ec ero a Viterbo per tenere un seminario sul gioco (formalmente\u00a0Gioco, etica ed economia, ma ci siamo fermati al gioco), con un gruppo di lavoro devo dire molto buono e molto divertente. 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