{"id":571,"date":"2012-08-22T22:02:18","date_gmt":"2012-08-22T20:02:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=571"},"modified":"2012-08-22T22:08:43","modified_gmt":"2012-08-22T20:08:43","slug":"una-filippica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=571","title":{"rendered":"Una filippica"},"content":{"rendered":"<p>Oggi come oggi probabilmente l\u2019espressione <em>mediazione culturale<\/em> non dice molto, ma per i soci di Azione Cattolica della mia generazione e di quelle immediatamente precedenti si trattava di uno dei concetti cardine della formazione e del modo di guardare alla propria testimonianza.<\/p>\n<p>Chiariamo subito che il termine non ha nulla (o molto poco) a che fare con l\u2019attuale professione di \u201cmediatore culturale\u201d.\u00a0Nel modo con cui il termine veniva usato dall\u2019Azione Cattolica ci si riferiva essenzialmente\u00a0a un metodo\u00a0e a uno stile di evangelizzazione e di testimonianza cristiana nella societ\u00e0. Per i suoi teorici, Lazzati <em>in primis<\/em>, l\u2019idea della mediazione\u00a0 culturale nasceva dal pensare che dalla fede in Cristo e dal desiderio di vivere uno stile di vita evangelico non discendevano necessariamente in maniera diretta ed evidente delle soluzioni e delle ricette di tipo sociale e politico.<\/p>\n<p>Era invece rimesso al discernimento dei laici, a una opera di <em>traduzione,<\/em> cio\u00e8 appunto di mediazione, il comprendere come incarnare il Vangelo nelle concrete situazioni storiche e culturali; quali opzioni politiche concrete perseguire, dati anche i condizionamenti e le lentezze della storia degli uomini in mezzo a cui vivono i cristiani.<\/p>\n<p>L\u2019idea della mediazione culturale richiedeva e a sua volta era richiesta dalla scelta religiosa dell\u2019AC. Perch\u00e9 della scelta religiosa la medazione culturale rappresentava il complemente operativo e lo sbocco di testimonianza, e d\u2019altra parte perch\u00e9 la scelta religiosa, cio\u00e8 l\u2019opzione prima di tutto per Cristo come valore\u00a0fondante della propria vita metteva la mediazione culturale al riparo da ogni forma di opportunismo o di svalutazione delle fede e invitava in ogni caso a \u201candare oltre\u201d la storia nella dimensione del Regno di Dio.<\/p>\n<p>Certo, in parte la mediazione culturale richiedeva e presupponeva il partito unico dei cattolici: anche nella mente di Lazzati probabilmente c\u2019era l\u2019idea di una Chiesa (e di una AC) maestra e formatrice e di un laicato, organizzato nella DC, nel sindacato e in tante altre organizzazioni, impegnato a tradurre quella formazione in concrete opzioni politiche e sociali; di fatto l\u2019idea di mediazione culturale \u00e8 andata in crisi anche a causa del tramonto del partito cattolico.<\/p>\n<p>Ovviamente l\u2019idea di mediazione culturale non si risolveva in una pura \u201cdivisione dei compiti\u201d fra comunit\u00e0 ecclesiale nel suo complesso e laicato: c\u2019era dietro una visione teologica, quello della <em>incarnazione<\/em> (altro termine caratteristico di Lazzati): il Verbo, facendosi carne, di questa assume tutte le lentezze e\u00a0le pesantezze \u2013 ma anche le ricchezze -, fuorch\u00e9 naturalmente il peccato; cos\u00ec il messaggio evangelico portato dalla Chiesa si incarna nei concreti linguaggi, contingenze storiche e difficolt\u00e0 degli uomini del tempo in cui \u00e8 annunciato, senza per qesto annacquare la propria portata salvifica.<\/p>\n<p>Di per s\u00e9 la mia generazione \u00e8 stata l\u2019ultima a formarsi dentro gli schemi ideali della mediazione culturale, che non ha mai amato molto ma che anzi ci andava stretta. Avremmo preferito un profilo di testimonianza pi\u00f9 diretto, maggiore chiarezza e unit\u00e0\u00a0ecclesiale su alcune scelte sociali, una formazione pi\u00f9 estroversa e pi\u00f9 rivolta verso l\u2019evangelizzazione; molti di noi, per dire la verit\u00e0, si sentivano a disagio dentro l\u2019unit\u00e0 politica dei cattolici, anche se a chiederla era stato Giovanni Paolo II al Convegno Ecclesiale di Loreto.<\/p>\n<p>Ma pi\u00f9 mi guardo indietro e pi\u00f9 mi rendo conto che l\u2019idea di mediazione culturale era uno strumento potente di emancipazione del laicato cattolico: perch\u00e9 dava dignit\u00e0 ai laici rendendoli protagonisti di un pezzo decisivo dell\u2019azione della Chiesa nel mondo, dando loro la responsabilit\u00e0 di elaborare soluzioni e percorsi (<em>vedere-giudicare-agire<\/em>) senza la supervisione diretta e magari asfissiante dei presbiteri. E contemporaneamente le generazioni cresciute dentro quello schema di lettura del ruolo della Chiesa nel mondo avevano una grandissima capacit\u00e0 di elaborazione e di lettura della realt\u00e0 sociale in cui agivano, ed erano senz\u2019altro capaci di dialogare con essa (dialogo \u00e8 un\u2019altro termine caratteristico dell\u2019epoca). Quando parlo di dialogo non penso allo scimmiottamento di linguaggi o alla assunzione acritica di concetti ed esperienze, a partire da quelle televisive, cos\u00ec caratteristiche oggi per esempio di certa pastorale giovanile o sociale: pi\u00f9 semplicemente penso alla capacit\u00e0 di \u201cstare\u201d nelle situazioni sociali, anche complesse, di capirle e interagire con esse.<\/p>\n<p>Mi sono tornate in mente tutte queste cose a proposito delle polemiche anticlericali di questi giorni, dai costi della Giornata Mondiale della Giovent\u00f9 alla tassazione dei \u201cprivilegi del Vaticano\u201d. Chiarisco subito la mia opinione: credo che si tratti nella maggior parte dei casi di un anticlericalismo becero, pochissimo presentabile dal punto di vista intellettuale e nutrito di argomentazioni ampiamente strumentali.<\/p>\n<p>Ma quello che mi interessa, qui, \u00e8 ragionare maggiormente sul versante ecclesiale. Gli avvenimenti di questi giorni secondo me ci ricordano di quanto bisogno abbiamo di un laicato, come si diceva una volta,\u00a0maturo.<\/p>\n<p>In primo luogo l\u2019assenza totale di un laicato autonomo, di \u201ccorpi intermedi\u201d fra Chiesa e societ\u00e0 (associazionismo, movimenti politici e sociali) dotati di propria dignit\u00e0 e indipendenza, fa s\u00ec che qualunque polemica debba per forza andare a infrangersi direttamente contro i rappresentanti ufficiali della Chiesa, i Vescovi, il Papa, il\u2026 Vaticano, minandone \u2013 anche quando avessero sempre ragione e trovassero sempre parole e argomenti adatti, cosa che non \u00e8 \u2013 il ruolo magisteriale e la credibilit\u00e0 dell\u2019annuncio. Non dovrebbe spettare al Papa e ai Vescovi, o ai loro portavoce, illustrare le particolarit\u00e0 del bilancio della GMG o di come sono stati reperiti i fondi per celebrarla o fare la cernita degli immobili esenti dall\u2019ICI (n\u00e9, probabilmente, contrattare sull\u2019ICI col Governo): gi\u00e0\u00a0 Pietro e i Dodici si erano resi conto che: \u00abNon \u00e8 conveniente per noi lasciare la Parola di Dio\u00bb (At. 6,2). Pietro e i Dodici risolsero quella volta il problema coi diaconi, anche oggi servirebbe una diacon\u00eca della testimoniana e del dialogo.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 di capacit\u00e0 di dialogo si sente oggi un gran bisogno. La reazione della comunit\u00e0 ecclesiale nei confronti di questa ennesima ondata di attacchi e aggressioni \u00e8, soprattutto a livello di base, strettamente di tipo difensivo e, in qualche misura, propagandistico. L\u2019idea che sembra prevalere \u00e8 quella del muro contro muro e dell\u2019opporre argomento contro argomento, polemica a polemica, pagina <em>Facebook<\/em> a pagina <em>Facebook<\/em>: solo che cos\u00ec non si va da nessuna parte, perch\u00e9 per la Chiesa il problema non \u00e8 avere ragione, \u00e8 salvare gli uomini, tutti gli uomini, anche gli <em>indignados<\/em> che spintonano i preti, anche gli agnostici militanti, anche i massoni, perfino\u2026 e questo non si pu\u00f2 fare senza la capacit\u00e0 di dialogare, senza la capacit\u00e0 di ricordarsi che le gioie e le speranze e le tristezze e le angosce degli uomini sono anche le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli del Signore (lo dice il Concilio), senza la capacit\u00e0 di far \u201candare oltre\u201d le discussioni, senza la chiarezza che non vi sono steccati invalicabili posti fra noi cristiani e gli (<em>altri?!<\/em>) uomini.<\/p>\n<p>Per far questo\u00a0c\u2019\u00e8 un gran bisogno di\u00a0figure di laici credibili e preparati, capaci\u00a0di stare in mezzo alla gente senza essere folla. C\u2019\u00e8 un gran bisogno che questi laici sappiano e possano costruire percorsi volti al bene comune: perch\u00e9 di fronte al sincero sforzo\u00a0verso il\u00a0bene comune nessuna polemica verso la Chiesa \u201cregge\u201d. Laici. Bene comune. Dialogo. Vuol dire che c\u2019\u00e8 un gran bisogno, ancora una volta, di quella che, ai miei tempi, si chiamava mediazione culturale.<\/p>\n<p>Laici. Bene comune. Dialogo. Mediazione culturale. Direi che c\u2019\u00e8 ancora un gran bisogno dell\u2019Azione Cattolica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi come oggi probabilmente l\u2019espressione mediazione culturale non dice molto, ma per i soci di Azione Cattolica della mia generazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-9d","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":598,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=598","url_meta":{"origin":571,"position":0},"title":"La politica di Hobbes","author":"Rufus","date":"22\/08\/2012","format":false,"excerpt":"Quando ero al liceo e studiavo filosofia, la visione politica dei vari autori era generalmente un paragrafetto relegato alla fine del capitolo. 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