{"id":556,"date":"2012-08-22T21:27:56","date_gmt":"2012-08-22T19:27:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.robertosedda.it\/?p=556"},"modified":"2012-08-22T21:34:52","modified_gmt":"2012-08-22T19:34:52","slug":"camminando-si-apre-cammino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=556","title":{"rendered":"Camminando si apre cammino"},"content":{"rendered":"<p>Per una strana\u00a0 fortunata coincidenza, la <em>Nuova Sardegna<\/em> di ieri ha pubblicato in due pagine successive sia la notizia dell\u2019inaugurazione del\u00a0sentiero Frassati della Sardegna sia la notizia di\u00a0<em>Caminantes,<\/em> un convegno di studi che da oggi fino a domenica, a Sedilo, mette a confronto sul tema del pellegrinaggio religioso in Sardegna e nel mondo studiosi di diversa provenienza e ispirazione.<\/p>\n<p>Convegno e inaugurazione, teoria e pratica, dimostrano che il camminare lungo le strade del mondo rimane tutt\u2019oggi, per tantissime persone, un modo privilegiato di inoltrarsi contemporaneamente lungo i sentieri dello spirito. L\u2019Europa si \u00e8 forgiata certo attorno alle citt\u00e0, come insegnava La Pira, ma anche e contemporaneamente lungo le strade che congiungevano quelle citt\u00e0, in un crogiolo di incontri, contaminazioni, conoscenze di cui troppo spesso ci dimentichiamo oggi che altri pellegrini, profughi, migranti lungo altre strade tentano di congiungere le loro citt\u00e0 con le nostre.<\/p>\n<p>L\u2019esperienza del pellegrinaggio, cos\u00ec tipica anche del cristianesimo, ci insegna che il camminare \u00e8 momento privilegiato per reincontrare se stessi e per per confrontarsi con l\u2019altro, e, se questi due incontri sono autentici, diventa forzatamente anche modo per incontrare l\u2019Altro. L\u2019episodio dei discepoli di Emmaus ha, con grande chiarezza, tutti questi elementi: la strada, i viandanti, l\u2019incontro con lo sconosciuto, la condivisione di pane, storie e interrogativi profondi, e, alla fine, la rivelazione di verit\u00e0 non capite e nemmeno supposte fino a quel momento.<\/p>\n<p>Solo questo renderebbe il camminare un\u2019esperienza degna di essere vissuta. Ma c\u2019\u00e8 poi, nel fare strada a piedi, un\u2019altra dimensione fondamentale, che \u00e8 quella di una conoscenza profonda, intima, coi luoghi. Come tutti abbiamo sperimentato durante l\u2019adolescenza solo vagabondando si impara veramente a conoscere e a <em>possedere<\/em> la propria citt\u00e0. Un\u2019esperienza in realt\u00e0 non pi\u00f9 alla portata di tutti visto che che oggi molti, chiusi nelle proprie automobili, transitano per i propri luoghi senza mai veramente conoscerli.<\/p>\n<p>\u00c8 per questo che in alcune esperienze laiche il camminare \u00e8 diventato atto politico. C\u2019\u00e8 per esempio a Roma l\u2019esperienza di <a href=\"http:\/\/www.osservatorionomade.net\/\">Stalker<\/a>, un gruppo di architetti che ha scelto come metodo di intervento sulla propria citt\u00e0 proprio quello, prima di tutto, di percorrerla in lungo e in largo. Sembra poco, in realt\u00e0 \u00e8 un atto importante: l\u2019ultima esperienza si chiama <a href=\"http:\/\/primaveraromana.wordpress.com\/\">Primavera Romana<\/a> e merita quanto meno di essere conosciuta, anche per chi non ne condividesse l\u2019impostazione pi\u00f9 squisitamente politica (e chi volesse confrontarsi con l\u2019impostazione teorica potrebbe leggere il bel saggio di Francesco Careri, <a href=\"http:\/\/www.einaudi.it\/libro\/scheda\/%28isbn%29\/978880618067\/\"><em>Walkscapes<\/em><\/a>). Ho visto recentemente che un candidato al Consiglio comunale di Cagliari propopne, invece dei convegni e tavole rotonde pi\u00f9 usuali, delle passeggiate cittadine in cui si incontrano persone e situazioni, si approfondiscono punti di forza e criticit\u00e0 della citt\u00e0. Non so la qualit\u00e0 reale dell\u2019esperienza, ma chiaramente l\u2019impostazione \u00e8 la stessa.<\/p>\n<p>Tutte queste dimensioni del camminare e del fare strada sono, o dovrebbero essere, ben note a chi fa parte dell\u2019Azione Cattolica. C\u2019\u00e8 la dimensione base dello spostarsi dalla propria dimensione locale perch\u00e9 l\u2019Associazione \u00e8 sempre \u201cpi\u00f9 grande\u201d: quando sei in parrocchia vai agli incontri diocesani, quando sei in diocesi ci sono i campi e i convegni nazional: in quanti luoghi talvolta sperduti mi \u00e8 capitato di andare nella mia esperienza di AC, e quante persone che altrimenti non avrei mai incontrato.<\/p>\n<p>Ci sono spesso i pellegrinaggi\u00a0 e ci sono, in campi scuola o esercizi spirituali, le esperienze di deserto e di silenzio durante le quali si camminava in mezzo alla natura col Vangelo in mano, desiderando magari che anche a noi qualcuno ci si avvicinasse e ci spiegasse il senso delle Scritture.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 la dimensione, tipica dei responsabili diocesani, almeno in altri tempi, dei giri e controgiri di visite alle parrocchie, di incontri coi gruppi parrocchiali pi\u00f9 lontani. Ho conosciuto responsabili diocesani pi\u00f9 anziani di me la cui geografia della Sardegna era segnata principalmente da punti di riferimento squisitamente associativi: la cantoniera prima di Laconi dove ci si fermava a prendere il caff\u00e9 andando e tornando dai campi scuola nella borgata di Santa Lucia, la pietra miliare di Monastir che negli anni \u201950, tornando verso Cagliari dopo le uscite di \u201cpropaganda\u201d, segnava il punto in cui iniziare a recitare il rosario, e cos\u00ec via. E a questa geografia pi\u00f9 ampia \u00e8 correlata la geografia minuta del responsabile parrocchiale o dell\u2019animatore o educatore che vede le strade del suo quartiere nei termini dei <em>suoi<\/em> soci che le abitano, e magari dei percorsi fatti pr riaccompagnare l\u2019uno o l\u2019altro verso casa dopo la riunione.<\/p>\n<p>Credo per\u00f2 che dobbiamo chiederci, a livello diocesano, se questa geografia non vada rinnovata, se non dobbiamo trovare nuovi spazi da percorrere e da abitare. Certo non \u00e8 rimanendo al\u2019ombra del campanile, o chiusi nelle sagrestie, che si pu\u00f2 fare evangelizzazione. Il <em>web,<\/em> o altri mezzi di comunicazione e di incontro, oratori e forme associative rinnovate non sostituiscono il puro e semplice atto del camminare, del percorrere la citt\u00e0, farsi segnare da essa e contemporaneamente segnarne i luoghi con la propria presenza.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per una strana\u00a0 fortunata coincidenza, la Nuova Sardegna di ieri ha pubblicato in due pagine successive sia la notizia dell\u2019inaugurazione<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","jetpack_publicize_message":"","jetpack_is_tweetstorm":false,"jetpack_publicize_feature_enabled":true,"jetpack_social_post_already_shared":false,"jetpack_social_options":{"image_generator_settings":{"template":"highway","enabled":false}}},"categories":[52,54,17,62,16],"tags":[],"jetpack_publicize_connections":[],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p4jV2T-8Y","jetpack_likes_enabled":true,"jetpack-related-posts":[{"id":9537,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=9537","url_meta":{"origin":556,"position":0},"title":"&#8220;Canti di strada&#8221;: io ci vado","author":"Rufus","date":"05\/02\/2015","format":false,"excerpt":"Solo una breve segnalazione per ricordare l'apertura, al MAN di Nuoro, della mostra Canto di strada, per la cui presentazione rubo dalla pagina del museo: Frutto di un dialogo ideale scaturito dalla condivisione di una concezione del cammino come motore di esperienze artistiche, la mostra, a cura di Lorenzo Giusti,\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Canto-di-strada-MAN-Nuoro.jpg?fit=1200%2C370&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200,"srcset":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Canto-di-strada-MAN-Nuoro.jpg?fit=1200%2C370&ssl=1&resize=350%2C200 1x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Canto-di-strada-MAN-Nuoro.jpg?fit=1200%2C370&ssl=1&resize=700%2C400 2x, https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2015\/02\/Canto-di-strada-MAN-Nuoro.jpg?fit=1200%2C370&ssl=1&resize=1050%2C600 3x"},"classes":[]},{"id":16501,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=16501","url_meta":{"origin":556,"position":1},"title":"Cose che ho imparato dalla storia di Dante","author":"Rufus","date":"02\/04\/2019","format":false,"excerpt":"Ieri, per la prima volta nella nella storia del blog ho pubblicato un pesce di aprile. \u00c8 stato abbastanza divertente e l'occasione per qualche scherzo con gli amici su Facebook, per non parlare di di quelli che non hanno commentato ma sono rimasti zitti e un po' perplessi, aspettando di\u2026","rel":"","context":"In &quot;Coordinate&quot;","block_context":{"text":"Coordinate","link":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?cat=52"},"img":{"alt_text":"","src":"https:\/\/i0.wp.com\/www.robertosedda.it\/wp-content\/uploads\/2019\/04\/Dante1a.jpg?fit=498%2C904&ssl=1&resize=350%2C200","width":350,"height":200},"classes":[]},{"id":4945,"url":"https:\/\/www.robertosedda.it\/?p=4945","url_meta":{"origin":556,"position":2},"title":"La Sardegna \u00e8 un mosaico (un intervento di Fabrizio Palazzari)","author":"Rufus","date":"05\/11\/2013","format":false,"excerpt":"Contrariamente al solito, l'articolo che segue non \u00e8 mio. 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